Unica scuola Mezieres ad essere stata direttamente riconosciuta dal Ministero della Salute italiano divenendo Provider ECM n° 1701

corso Metodo Mezieres in presenza

Biomeccanica distrettuale e sistemica per la fisioterapia Valutazione e trattamento delle patologie muscolo-scheletriche · Moduli Base e Avanzato

Vai alle date dei corsi disponibili

Scheda sintetica del corso in presenza (RES)

Destinatari
Fisioterapisti; medici; osteopati; massofisioterapisti; TO; TNPEE; studenti 3° anno CdL Fisioterapia.

Durata
14 giornate formative (112 ore - equamente distribuite tra teoria e pratica)

Crediti
100 ECM · 105 CPD internazionali

Docenti
dott. Mauro Lastrico · dott.ssa Laura Manni

Costo totale
€ 2.400 (IVA esente · AIFiMM Provider ECM)
Riduzioni: iscrizioni anticipate, gruppi, studenti

Prossime edizioni 2026
Milano 19/03 · Roma 7/05 · Genova 7/05 · Napoli 14/05 · Bologna 21/05 · Chieti 12/11

Il percorso AIFiMM parte dall'insegnamento originale di Françoise Mézières e lo formalizza attraverso criteri biomeccanici espliciti.

A chi è utile questo percorso

Al neolaureato che deve costruire basi cliniche solide, e al professionista esperto che vuole rendere più preciso il proprio processo decisionale.

Il framework fornisce un ragionamento clinico stabile: davanti a ogni paziente sai quali priorità seguire, in che sequenza lavorare, cosa verificare.

CERTIFICAZIONE INTERNAZIONALE CPD

Perché AIFiMM ha scelto la certificazione CPD

Una commissione indipendente di professionisti sanitari (CPD Certification Service, UK) ha valutato in modo approfondito i contenuti formativi AIFiMM: struttura didattica, coerenza metodologica, solidità teorica, rigore scientifico del modello biomeccanico insegnato.

AIFiMM ha scelto di sottoporre i propri percorsi formativi a questa valutazione esterna per una logica precisa: quando insegni un modello clinico complesso, devi chiarire cosa insegni, su quali basi teoriche e terapeutiche e con quali criteri di verifica.

Il CPD è il sistema di accreditamento della formazione continua utilizzato in UK e nei principali contesti sanitari europei e internazionali che ne certifica la qualità della formazione erogata.

Stessa logica in Italia: AIFiMM è Provider ECM diretto (Age.na.s n. 1701) e progetta internamente i propri corsi, assumendosi piena responsabilità scientifica sui contenuti.


Cosa significa la certificazione CPD

CV più autorevole – certificazione esterna indipendente, riconosciuta internazionalmente
Standard europei – 105 CPD hours utilizzabili in UK e principali sistemi sanitari europei
Mobilità professionale – se pensi di lavorare all'estero o in contesti internazionali
Garanzia di qualità – controllo tecnico esterno su contenuti, metodo, rigore scientifico
Unici in Italia – AIFiMM è l'unico ente che rilascia CPD internazionale per il Metodo Mézières

Il Metodo Mézières come modello clinico attuale

Nel modello AIFiMM, il Metodo Mézières viene assunto come un framework clinico fondato sulla biomeccanica muscolo-scheletrica.

Fornisce criteri espliciti per collegare l’accorciamento muscolare ai disassiamenti articolari e alle loro conseguenze cliniche osservabili.

Questo consente di comprendere perché un’articolazione si altera, quando un sintomo è locale, riferito o compensatorio e come orientare l’intervento sia sul segmento sia sul sistema.

I criteri vengono insegnati per livelli progressivi, così da risultare utilizzabili fin dalle prime giornate e via via più precisi con l’aumento dell’esperienza clinica.

Analizzare, prevedere, verificare: il ragionamento clinico come strumento decisionale

Il percorso formativo AIFiMM insegna a costruire un ragionamento clinico biomeccanico che consente di stabilire cosa trattare, in quale sequenza e in base a quali relazioni di forza.

L’identificazione dei vettori muscolari responsabili dei disassiamenti articolari permette di prevederne l’evoluzione e di verificare l’efficacia dell’intervento nel tempo.

È su questa base che il trattamento diventa complesso, adattivo e clinicamente efficace.

La progressione didattica parte da strumenti immediatamente applicabili: osservazione guidata, ipotesi meccaniche essenziali, scelta di priorità e verifica clinica.

Su questa base, lo stesso schema si estende ai quadri complessi, mantenendo coerenza e controllo decisionale.

Come si entra nel modello AIFiMM
Il percorso costruisce competenza attraverso tre passaggi ricorrenti:

1) osservare la zona sintomatica

2) formulare un’ipotesi nel contesto biomeccanico distrettuale e sistemico

3) scegliere la modalità terapeutica e verificarne l’efficacia.

Questa logica rende affrontabile ogni quadro clinico, mantenendo lo stesso orientamento dal caso semplice a quello complesso.

Questa impostazione riflette fedelmente il modo in cui Françoise Mézières concepiva e insegnava il proprio metodo.

COME FRANÇOISE MÉZIÈRES INSEGNAVA REALMENTE IL SUO METODO

Questa sezione vuole chiarire il significato clinico originale del metodo e la logica con cui viene insegnato oggi nel percorso AIFiMM.

Françoise Mézières strutturava la formazione attraverso un approccio rigorosamente analitico: studio sistematico di ogni singolo muscolo nella sua azione meccanica, inserito in un contesto di relazioni reciproche tra forze.

Per Mézières, la correzione posturale non era il fine del trattamento, ma la conseguenza del lavoro analitico e sistemico sugli accorciamenti muscolari.

L'equilibrio scheletrico emergeva dal ripristino del corretto bilanciamento tra le forze di trazione muscolari.

Nei suoi testi Mézières metteva in guardia dall’uso generico del termine “globale”, quando diventa un’etichetta che copre l’assenza di criteri osservabili.

"Non si tratta 'globalmente'. È un'espressione vuota, una parola passe-partout per nascondere l'assenza di precisione. Si tratta ogni muscolo nella sua funzione meccanica precisa, nella sua linea di forza, nella sua azione sull'osso." — Françoise Mézières, Originalité de la Méthode Mézières

Questa posizione rimanda a un punto clinico preciso: per comprendere le forze che agiscono sul sistema scheletrico serve identificare vettori e funzioni meccaniche specifiche.

Mauro Lastrico e Laura Manni, docenti AIFiMM formati direttamente da Mézières a Parigi, hanno preservato questo rigore metodologico, traducendolo in un percorso formativo costruito per gradi, progettato per sostenere sia chi sta costruendo ora le proprie basi cliniche sia chi desidera raffinare un ragionamento già maturo.

I fondamenti biomeccanici e di fisica applicata partono da conoscenze già presenti nel bagaglio formativo del fisioterapista, applicate in modo progressivo al sistema muscolo-scheletrico.

L'apprendimento è supportato da verifiche pratiche costanti, discussione clinica collettiva e attenzione concreta alle richieste dei partecipanti.

METODO MÉZIÈRES: DALL'OSSERVAZIONE EMPIRICA ALLA BIOMECCANICA ANALITICA E SISTEMICA

Il lavoro di AIFiMM consiste nel rendere esplicito e formalizzabile il modello interpretativo che consente di comprendere, insegnare e applicare oggi il Metodo Mézières in modo coerente ed attuale.

Dal 1947 al 1990 Françoise Mézières documentò fenomeni muscolari che contraddicevano le conoscenze anatomiche dell'epoca. Le sue osservazioni erano originali e clinicamente rilevanti nate dall'esperienza diretta sul paziente.

Mézières descriveva ciò che osservava con formulazioni immediate: "i muscoli dorsali si comportano come un solo muscolo, troppo forte e troppo corto" oppure "la catena posteriore agisce come un'unica struttura contratta" — descriveva fenomeni che oggi possiamo formalizzare attraverso leggi fisiche riconoscibili.

Nel tempo, l'evoluzione delle discipline scientifiche ha fornito strumenti utili a leggere quelle osservazioni con maggiore precisione, rendendo progressivamente più chiari i meccanismi sottostanti.

La fisica dei materiali ha chiarito le proprietà meccaniche del tessuto connettivale e il suo comportamento sotto tensione continua.
L'analisi biomeccanica ha reso possibile descrivere le forze muscolari e i loro effetti sulle strutture articolari.
Lo studio dei sistemi complessi ha contribuito a comprendere come alterazioni locali possano generare adattamenti sistemici a distanza.

Questi progressi formalizzano le intuizioni cliniche di Mézières in un linguaggio strutturato e condivisibile nella fisioterapia contemporanea.

Nel modello AIFiMM, il Metodo Mézières è un framework clinico che integra due livelli: un modello interpretativo e una pratica clinica individuale.

  • Modello interpretativo: principi fisici generali e trasferibili, criteri riproducibili.
  • Pratica clinica: applicazione individuale, adattata alla risposta del paziente.

Il percorso formativo si colloca in questo quadro: assume il Metodo Mézières come modello interpretativo della biomeccanica muscolo-scheletrica e ne rende espliciti i criteri di lettura e di applicazione clinica, accompagnando il fisioterapista dalla comprensione dei principi alla loro traduzione nella pratica quotidiana.

Françoise Mézières ci ha lasciato un metodo clinicamente valido.
Il nostro lavoro è renderne leggibili i presupposti nel linguaggio della fisioterapia contemporanea, senza semplificarli e senza renderli inaccessibili.

Il Metodo Mézières: modello interpretativo e pratica clinica

Il Metodo Mézières è un modello clinico che integra interpretazione biomeccanica e decisioni terapeutiche adattative, costruite caso per caso.

Per questo distingue due livelli complementari, ma concettualmente distinti:

  • modello interpretativo

  • pratica clinica

Questa distinzione mantiene solidità concettuale e flessibilità clinica insieme.

Praticamente: impari a leggere cosa accade nel corpo del paziente per orientare le decisioni cliniche.

 

Il modello interpretativo

Si fonda su biomeccanica e fisica applicata al sistema muscolo-scheletrico.

Le alterazioni articolari derivano dalle risultanti di forza generate da:

  • accorciamenti muscolari

  • dominanze anatomiche

  • asimmetrie strutturali del sistema

Il modello fornisce una griglia di lettura: un modo per orientarti nella complessità clinica.

Questo livello che permette di:

  • dare un senso a ciò che osservi

  • individuare le direzioni di alterazione più probabili

  • costruire un ragionamento clinico stabile

Nel percorso costruisci questo livello passo dopo passo: osservazione, ripetizione dei concetti, applicazione progressiva.

 

La pratica clinica

Richiede adattamento continuo alla risposta del paziente e agli effetti meccanici osservabili durante la valutazione e il trattamento.

Modifichi priorità, sequenze e strategie in base a ciò che il corpo restituisce.

Françoise Mézières stessa ha progressivamente affinato l’applicazione del metodo seguendo l'osservazione clinica e i risultati.

Nel percorso AIFiMM insegniamo questa pratica matura: guidata dal modello interpretativo, fondata su criteri biomeccanici espliciti, continuamente verificabile.

 

Due livelli, un unico metodo

MODELLO INTERPRETATIVO PRATICA CLINICA conseguenza del modello interpretativo
  • Leggi fisiche
  • Analisi vettoriale
  • Meccanica FR-FL
  • Dominanze anatomiche
  • Principi trasferibili
  • Valutazione individuale
  • Adattamento continuo
  • Risposta del paziente
  • Strategia sequenziale
  • Non protocollabile

L'integrazione dei due livelli determina l'efficacia clinica e l'attualità del metodo.

Corsi Metodo Mézières in presenza – Prossime edizioni

Milano – dal 19 marzo 2026

Dettagli e iscrizione – Milano

Roma – dal 7 maggio 2026

Dettagli e iscrizione – Roma

Genova – dal 7 maggio 2026

Dettagli e iscrizione – Genova

Napoli – dal 14 maggio 2026

Dettagli e iscrizione – Napoli

Bologna – dal 21 maggio 2026

Dettagli e iscrizione – Bologna

Chieti – dal 12 novembre 2026

Dettagli e iscrizioni – Chieti

Presentazione del corso Metodo Mezieres in presenza (RES)

Il corso Metodo Mézières in presenza AIFiMM è un percorso intensivo di 112 ore formative (14 giornate) rivolto a fisioterapisti, progettato per fornire strumenti teorici e clinici utili alla valutazione e al trattamento delle patologie muscolo-scheletriche.

Durante il corso, il partecipante viene guidato progressivamente nella costruzione di un ragionamento clinico biomeccanico, che parte dall’osservazione del paziente e arriva alla scelta consapevole della strategia terapeutica.

I principi di fisica già noti al fisioterapista vengono riletti e applicati in modo coerente al corpo umano per orientare l’osservazione clinica, chiarire ciò che si vede e rendere più comprensibili le decisioni terapeutiche.

I concetti teorici non vengono presentati come nozioni astratte, ma introdotti in modo graduale e continuamente verificati nella pratica, attraverso esempi clinici, lavoro su modelli, confronto in aula e supervisione diretta durante le esercitazioni.

Il modello viene costruito passo dopo passo, tornando più volte sugli stessi concetti da angolazioni diverse, affinché ogni corsista possa integrarli secondo i propri tempi e la propria esperienza clinica.

Lo spazio formativo è pensato per favorire domande, confronti e chiarimenti continui, senza la pressione di dover “dimostrare competenza”, ma con l’obiettivo di costruirla progressivamente.

La caratteristica distintiva della formazione AIFiMM è l’approccio al Metodo Mézières come modello di ragionamento clinico, in cui comprensione teorica e applicazione pratica procedono insieme.

Tre domande cliniche, un unico modello

Il percorso formativo è strutturato per aiutare il corsista a rispondere, nella pratica quotidiana, a tre domande centrali del ragionamento clinico:

  • perché una determinata articolazione o un segmento vertebrale è disassato

  • quando il sintomo è espressione di una problematica locale, quando è riferito da conflitto radicolare e quando compensatorio/adattativo

  • come intervenire in modo coerente, sia a livello distrettuale che sistemico

Queste domande non vengono affrontate come categorie teoriche, ma come problemi clinici concreti, ricorrenti nella pratica quotidiana.

Il criterio operativo si riassume in tre passaggi: analizzare, prevedere, verificare, fino a rendere la decisione clinica più efficace.

In questa prospettiva, il modello biomeccanico AIFiMM si integra con i moderni approcci neurofisiologici al dolore, occupandosi in modo specifico dell’analisi delle forze e delle condizioni meccaniche che possono mantenere o amplificare il sintomo nel tempo.

Analisi vettoriale e valore predittivo

L’analisi vettoriale biomeccanica è lo strumento che consente questo passaggio:
aiuta a interpretare ciò che si osserva, a prevedere le alterazioni meccaniche e a orientare l’intervento terapeutico in modo più mirato.

Durante il corso, il partecipante impara a riconoscere come ogni articolazione presenti asimmetrie strutturali nel numero dei muscoli coinvolti, nella lunghezza delle linee di forza e nell’obliquità della loro applicazione.

Quando la Forza Resistente aumenta, queste dominanze guidano le alterazioni articolari secondo direzioni ricorrenti e prevedibili.

Per questo l’analisi vettoriale assume un valore orientativo e predittivo:
indica cosa verificare, dove guardare e quali vettori stanno contribuendo al disassiamento osservato.

L’osservazione conferma, la fisica spiega, il trattamento diventa più preciso e meno dispersivo.
È l’applicazione dei principi fisici al ragionamento clinico quotidiano.

Docenza e continuità clinica

Nel percorso AIFiMM il Metodo Mézières viene insegnato come pratica clinica consapevole, che richiede comprensione delle forze in gioco, capacità di adattamento al singolo paziente.

I docenti AIFiMM, Mauro Lastrico e Laura Manni, allievi diretti di Françoise Mézières, hanno tradotto oltre trent’anni di esperienza clinica in un modello di ragionamento biomeccanico coerente, trasmissibile e clinicamente applicabile, accompagnando i corsisti passo dopo passo nella costruzione delle competenze.

È un corso impegnativo? Sì. È tutto teoria? No.

Come si entra progressivamente nel modello

Il corso Metodo Mézières in presenza AIFiMM affronta un modello biomeccanico complesso. Non lo nascondiamo.

112 ore formative: 50% teoria, 50% pratica supervisionata

Proprio per questo, l’impostazione didattica parte dal principio che il partecipante costruisce competenza progressivamente, senza dover dimostrare nulla fin dall'inizio.

Non è richiesto:

  • conoscere la fisica applicata

  • padroneggiare l’analisi vettoriale

  • avere esperienza pregressa con il Metodo Mézières

Serve disponibilità a ragionare, osservare e mettere in discussione letture abituali.

La complessità è distribuita nel tempo, costruita progressivamente e verificata costantemente nella pratica.

Molti corsisti raccontano che, all’inizio, l’attenzione è fortemente assorbita dall’esecuzione pratica.
È normale.

Il corso è strutturato proprio per questo:
le stesse osservazioni e gli stessi concetti vengono ripresi più volte, da angolazioni diverse, permettendo al ragionamento di sedimentare gradualmente.

Si entra nel modello un passo alla volta.

La struttura in Modulo Base e Modulo Avanzato risponde a questa logica:
prima si costruisce il linguaggio e il criterio di lettura, poi si impara a usarli nella pratica clinica.

Struttura del corso Metodo Mezieres in presenza AIFIMM

(Modulo Base e Modulo Avanzato)

Il corso Metodo Mézières in presenza AIFiMM è articolato in due moduli progressivi, per un totale di 14 giornate formative, che accompagnano il fisioterapista dalla costruzione della lettura biomeccanica di base alla gestione clinica dei quadri complessi.

Non si tratta di due corsi distinti, ma di due fasi di uno stesso percorso formativo:
prima si costruisce il modello di lettura, poi lo si rende operativo nella pratica clinica quotidiana.

 

Modulo Base — 7 giornate (50 crediti ECM)

Titolo ufficiale del corso accreditato Age.na.s
METODO MÉZIÈRES – MODULO BASE
Biomeccanica distrettuale e sistemica – Valutazione e trattamento delle patologie muscolo-scheletriche

Fondamenti, valutazione e prime strategie terapeutiche

Il Modulo Base è dedicato alla costruzione di un linguaggio biomeccanico comune, indispensabile per osservare il paziente in modo più chiaro, orientare la valutazione clinica e iniziare a prendere decisioni terapeutiche coerenti.

È il modulo in cui il corsista impara a leggere ciò che vede, superando interpretazioni generiche e acquisendo criteri osservativi più stabili.

Durante il Modulo Base il partecipante acquisisce le competenze necessarie per:

  • comprendere i fondamenti teorici del modello biomeccanico AIFiMM

  • eseguire una valutazione clinica strutturata, statica e dinamica

  • valutare e trattare le deviazioni scheletriche e le patologie del tratto cranio-vertebro-sacrale sul piano sagittale

  • valutare e trattare le deviazioni assiali e le principali patologie dell’arto inferiore

È il modulo in cui si impara a osservare, interpretare e iniziare a intervenire:
non solo cosa fare, ma perché farlo e su quali elementi biomeccanici basare le prime scelte terapeutiche.

 

Modulo Avanzato — 7 giornate (50 crediti ECM)

Titolo ufficiale del corso accreditato Age.na.s
METODO MÉZIÈRES – MODULO AVANZATO
Biomeccanica distrettuale e sistemica – Valutazione e trattamento delle patologie muscolo-scheletriche

Integrazione clinica e gestione dei quadri complessi

Il Modulo Avanzato approfondisce e integra il modello, mettendo sotto carico il ragionamento clinico nei contesti di maggiore complessità.

È il modulo in cui il corsista passa dalla comprensione del modello alla sua applicazione consapevole, imparando a gestire situazioni cliniche meno lineari, quadri persistenti o recidivanti e interazioni tra più distretti.

In questa fase il modello viene applicato a:

  • deviazioni scheletriche e patologie del tratto cranio-vertebro-sacrale sul piano frontale

  • deviazioni assiali e patologie dell’arto superiore

  • articolazione temporo-mandibolare (ATM) e relative correlazioni

  • ragionamento clinico avanzato, dalla valutazione alla strategia terapeutica

  • analisi delle singole patologie secondo una logica sia causale che sintomatica

È il modulo in cui il modello diventa pienamente operativo:
non solo cosa trattare, ma perché, quando e in quale sequenza, adattando costantemente la strategia alla risposta del paziente.

DOPPIA CERTIFICAZIONE: ECM + CPD INTERNAZIONALE

100 crediti ECM (AIFiMM – Provider n. 1701)

105 CPD hours (UK, CPD Certification Service – AIFiMM Provider n. 21418)

Il CPD (Continuing Professional Development) è il sistema di accreditamento della formazione continua adottato nel Regno Unito e in numerosi contesti sanitari internazionali.

L’insegnamento del Metodo Mézières richiede una struttura didattica chiara, criteri espliciti e un modello teorico verificabile. Per questo AIFiMM ha scelto di sottoporre i propri percorsi formativi a una valutazione indipendente secondo gli standard internazionali del Continuing Professional Development (CPD UK).

Il CPD Certification Service ha analizzato in dettaglio i contenuti del corso, la coerenza del modello biomeccanico, l’organizzazione didattica e la solidità scientifica dei presupposti teorici. La valutazione è stata condotta da una commissione esterna che utilizza criteri adottati nei principali contesti sanitari europei e internazionali.

Questa certificazione attesta che il percorso formativo rispetta requisiti di qualità riconosciuti a livello internazionale: chiarezza metodologica, rigore dei contenuti, trasparenza del modello e coerenza tra ciò che viene dichiarato e ciò che viene insegnato in aula.

La stessa attenzione guida l’attività formativa in Italia. AIFiMM è Provider ECM diretto, progetta internamente i propri corsi e si assume la piena responsabilità scientifica e didattica dei contenuti erogati. Ogni scelta formativa è costruita per offrire strumenti clinici affidabili, utilizzabili nella pratica quotidiana e sostenuti da criteri biomeccanici espliciti.

L’obiettivo è garantire un percorso formativo che permetta al professionista di orientare le proprie decisioni cliniche con maggiore consapevolezza, basandosi su un modello chiaro, verificabile e valutato secondo standard riconosciuti anche al di fuori del contesto nazionale.

Cosa sono i CPD e perchè servono - leggi l'articolo

 

Valutazione indipendente dei contenuti corso Mezieres in presenza

Il corso è stato certificato dal CPD Certification Service (UK) con la seguente motivazione:

 

“Un corso avanzato che offre un modello scientificamente fondato per la valutazione e il trattamento delle patologie muscolo-scheletriche.

 

Basato sui principi del Metodo Mézières, integra fisica, analisi delle catene miofasciali e valutazione muscolare vettoriale per identificare gli accorciamenti primari, ottimizzare l’allineamento articolare e ripristinare la funzionalità articolare.

 

Il programma combina lezioni frontali, dimostrazioni, pratica supervisionata e discussione di casi clinici, garantendo la consolidazione delle competenze.”


 

Articoli AIFiMM pubblicati dal CPD Certification Service (UK)

Il CPD Service ha selezionato e pubblicato alcuni articoli scritti dai docenti AIFiMM come approfondimenti scientifici sul modello biomeccanico sistemico.

 

Professioni ammesse:

fisioterapisti, medici, osteopati, massofisioterapisti, TO, TNPEE, studenti 3 anno CdL Fisioterapia

 

Cosa offre il corso Mézières in presenza (RES)

Il corso in presenza AIFiMM è progettato per un apprendimento progressivo, esperienziale e clinicamente verificabile, in cui teoria e pratica si integrano costantemente.

112 ore di formazione clinica in aula (50% teoria, 50% pratica supervisionata) per costruire il ragionamento clinico direttamente sul corpo e sul movimento.

Esperienza diretta del metodo sia come operatore sia come paziente, per comprendere la modalità esecutiva, gli effetti biomeccanici sul sistema muscolo-scheletrico e come questi si modificano in funzione della strategia applicata.

Applicazione clinica immediata attraverso il lavoro pratico sui corsisti, utilizzati come modelli di osservazione e trattamento. Imparare a riconoscere le dominanze biomeccaniche in condizioni "non patologiche" rende più chiara e rapida l'interpretazione dei quadri patologici reali.

Materiali di studio e approfondimento

Il percorso è supportato da materiali teorici e metodologici per consolidare e approfondire il lavoro in aula:

  • Biomeccanica muscolo-scheletrica e metodica Mézières – Mauro Lastrico
  • Traduzione italiana di Originalité de la Méthode Mézières – Françoise Mézières

Continuità didattica e consolidamento

Rifrequentazione gratuita negli anni successivi. Un modello biomeccanico complesso si approfondisce con la pratica clinica: tornare in aula dopo mesi di applicazione sul paziente ti permette di rileggere gli stessi concetti con domande più precise e consapevolezza clinica maturata.

Riconoscimento del percorso formativo

Iscrizione all'elenco operatori Mézières AIFiMM come attestazione del completamento del percorso formativo secondo il modello biomeccanico analitico e sistemico.

100 crediti ECM + 105 CPD internazionali riconosciuti nei sistemi di formazione continua italiano e internazionale.

 

QUALITÀ DEI CORSI - DATI UFFICIALI ECM

La qualità dei corsi AIFiMM è monitorata attraverso le valutazioni ufficiali ECM, raccolte in forma anonima secondo il questionario standardizzato Agenas e trasmesse al sistema ECM del Ministero della Salute.

Qualità percepita del corso

  • Rilevanza clinica: 73% eccellente

  • Qualità educativa: 71% eccellente

  • Utilità formativa: 78% molto utile

Capacità didattica dei docenti

  • Didattica teorica: 75% eccellente

  • Didattica pratica: 77% eccellente

  • Bilanciamento teoria/pratica: 93% adeguato

→ Consulta il report completo delle valutazioni

Carta Etico-Scientifica AIFiMM

AIFiMM ha formalizzato i principi scientifici, clinici ed etici che guidano la propria attività formativa, per garantire coerenza metodologica, trasparenza e tutela della professione sanitaria.

Il modello biomeccanico analitico e sistemico del Metodo Mézières è rivolto a professionisti sanitari e si fonda su osservazione clinica verificabile, analisi vettoriale muscolare e fisica dei sistemi complessi.

👉 Leggi la Carta Etico-Scientifica AIFiMM

APPROCCIO DISTRETTUALE E SISTEMICO: IL MODELLO AIFIMM

Dal dato clinico al modello biomeccanico

Il Metodo Mézières si fonda su osservazioni cliniche che hanno evidenziato relazioni tra accorciamenti muscolari e alterazioni degli assi articolari e vertebrali.

Nel percorso formativo AIFiMM, queste osservazioni vengono organizzate all’interno di un modello biomeccanico esplicito, che consente di integrare l’analisi dei singoli distretti con una lettura sistemica dell'apparato muscolo-scheletrico.

Il modello biomeccanico AIFiMM si basa su:

  • analisi vettoriale delle forze muscolari agenti sul sistema scheletrico;

  • studio delle risultanti di forza coinvolte nei disassiamenti articolari;

  • correlazioni osservabili tra specifici accorciamenti muscolari e alterazioni articolari clinicamente rilevabili.

Questa impostazione consente di rendere il ragionamento clinico più strutturato, verificabile e trasmissibile, in continuità con i presupposti clinici del Metodo Mézières.

Questa integrazione risponde a un limite riscontrabile nella pratica clinica: approcci esclusivamente sistemici rischiano di non intervenire con sufficiente precisione sul fattore causale locale; approcci esclusivamente distrettuali possono trascurare le compensazioni che perpetuano il problema.

L'integrazione tra i due livelli consente di orientare l'intervento sul conflitto meccanico specifico e di stabilizzarlo nel contesto sistemico.

 

Implicazioni operative nel ragionamento clinico

Nel modello AIFiMM, la lettura sistemica non sostituisce l’analisi distrettuale, ma ne costituisce il quadro interpretativo.

L’intervento clinico viene quindi orientato da una valutazione che tiene conto sia delle condizioni locali sia delle relazioni di forza all’interno del sistema muscolo-scheletrico.

Esempio clinico – Compressione radicolare lombare

In approcci prevalentemente globali, l’intervento tende a concentrarsi sul riequilibrio generale delle catene muscolari, con l’aspettativa di una normalizzazione progressiva del segmento coinvolto.

Nel modello biomeccanico AIFiMM, l’intervento prende avvio da un’analisi distrettuale mirata, che consente di:

  • identificare i vettori muscolari responsabili dell’aumento di Forza Resistente sul segmento interessato;

  • comprendere la specificità del livello vertebrale coinvolto;

  • orientare l’intervento sul fattore meccanico causalmente rilevante.

Il lavoro viene successivamente esteso alla catena muscolare correlata, al fine di stabilizzare nel tempo l’effetto ottenuto localmente.

L’intervento si sviluppa quindi su due livelli complementari:

  • distrettuale, per la risoluzione del conflitto meccanico specifico;

  • sistemico, per l’integrazione della correzione all’interno dell’equilibrio generale.

 

Sintesi operativa

Il modello AIFiMM non propone un’alternativa tra intervento locale e intervento sistemico.

Propone una lettura distrettuale guidata da un modello sistemico, che consente di orientare le decisioni cliniche in modo coerente, verificabile e adattabile al singolo paziente.

Da qui il testo entra nel nucleo biomeccanico del modello AIFiMM.
La lettura approfondisce le basi fisiche e le loro ricadute cliniche.

Le basi fisiche del modello

I concetti vengono introdotti in progressione, partendo da ciò che si osserva sul paziente e arrivando alle leggi che lo spiegano.

Perché i muscoli si accorciano e cosa accade realmente alla biomeccanica articolare

Nella pratica clinica si osserva un fenomeno costante:
in assenza di patologie specifiche, i muscoli tendono progressivamente ad accorciarsi, modificando nel tempo la statica e la dinamica articolare.

Il modello AIFiMM interpreta questo fenomeno attraverso le leggi fisiche della deformazione dei materiali applicate al tessuto muscolare.

Dal punto di vista biomeccanico, il muscolo non è un elemento omogeneo:
la componente contrattile si comporta come un materiale elastico reversibile, mentre la componente connettivale presenta un comportamento plastico, capace di mantenere deformazioni residue proporzionali al prodotto forza × tempo.

Non è una patologia: è fisica applicata ai tessuti biologici.

Poiché il muscolo agisce sempre come forza compressiva e lo scheletro si adatta passivamente alle risultanti di forza, gli accorciamenti muscolari diventano il principale determinante delle alterazioni degli assi articolari.

Su queste basi si fonda il modello FR–FL, che rappresenta il cuore della lettura biomeccanica AIFiMM:
un muscolo accorciato è simultaneamente “troppo forte” dal punto di vista statico (Forza Resistente elevata, che altera gli allineamenti articolari) e inefficiente dal punto di vista dinamico (riduzione della Forza Lavoro e aumento dei compensi).

Forza Resistente e Forza Lavoro sono inversamente proporzionali: l'aumento della prima determina la diminuzione della seconda.

Questo paradosso spiega perché il rinforzo muscolare, in presenza di accorciamenti strutturali, non solo spesso non risolve il problema, ma può peggiorarlo.

Solo riducendo la Forza Resistente è possibile ripristinare efficienza meccanica e funzione.

Su queste basi fisiche si costruisce l’intero ragionamento clinico del modello AIFiMM.

Quando palpi un muscolo accorciato, non stai solo sentendo 'tensione' - stai percependo la coesistenza di due problemi: un tessuto che blocca l'articolazione (FR alta) e che contemporaneamente non riesce a fare il suo lavoro (FL bassa).
È un po' come un freno a mano tirato: più è tirato, più forza serve per muovere l'auto, ma quella forza non fa avanzare la macchina - combatte il freno.
È per questo che chiedere al paziente di 'rinforzare' quel distretto spesso peggiora il dolore: stai dando più potenza al motore senza togliere il freno.
Quando impari a riconoscere questa differenza sotto le mani, la valutazione cambia completamente.

Il Potere Predittivo dell'Analisi Vettoriale

Clinicamente questo si traduce in una priorità pratica: identificare i vettori che mantengono il disassiamento e verificare l’effetto sull’asse articolare.

Perché le alterazioni articolari seguono direzioni specifiche e prevedibili

Una volta chiarito perché il muscolo si accorcia, il modello AIFiMM compie il passo successivo:
spiegare perché le alterazioni articolari non si distribuiscono casualmente, ma emergono secondo direzioni ricorrenti e statisticamente prevedibili.

Questo è possibile grazie all’analisi vettoriale delle forze muscolari.

I muscoli non sono distribuiti simmetricamente attorno alle articolazioni.

Per ogni sistema agonista–antagonista esistono asimmetrie anatomiche intrinseche — per numero di muscoli, lunghezza delle linee di forza e obliquità di applicazione — che determinano vere e proprie dominanze vettoriali, indipendenti dall’allenamento o dalla volontà del soggetto.

Quando aumenta la Forza Resistente, queste dominanze emergono per prime e guidano la perdita della sequenza articolare fisiologica.

Non si tratta di “compensi casuali”, ma dell’esito prevedibile delle leggi fisiche applicate all’anatomia.

Per questo alcune alterazioni sono clinicamente ricorrenti, alcuni esempi:

  • nell'articolazione scapolo-omerale l'omero tende all’intrarotazione e all’anteriorizzazione
  • le scapole all’adduzione con riduzione della cifosi fisiologica dorsale
  • il piede alla supinazione e al cavismo, spesso compensato prossimalmente

Nella pratica clinica, quando osservi questi pattern sul corpo del paziente, l'omero è già intraruotato prima ancora di chiedere movimento.
Non è che "intraruota" - è già lì.
Come una crepa in un muro che segue le linee di minor resistenza.
La dominanza anatomica è già attiva in statica, e il movimento la amplifica.
Per questo la valutazione inizia dall'osservazione: ti dice già dove cercare.

Il ragionamento clinico cambia radicalmente:
non si parte più dall’osservazione per cercare una spiegazione, ma dalla conoscenza delle dominanze anatomiche per prevedere le alterazioni, verificarle nella valutazione e identificare rapidamente i vettori muscolari responsabili.

Questa previsione trova conferma anche nella patologia neurologica:
quando viene meno il controllo inibitorio centrale, come nell’emiparesi spastica, le stesse dominanze anatomiche emergono in modo amplificato.
Meccanismi diversi, stessa realtà strutturale.

Il collegamento con il modello FR–FL è diretto:
quando la Forza Resistente aumenta, i vettori sottodominanti non riescono più a bilanciare e l’articolazione devia secondo le direzioni anatomicamente dominanti.

È su queste basi che l'analisi vettoriale diventa uno strumento clinico preciso: permette di orientare fin dall'inizio la valutazione, ridurre la variabilità interpretativa e intervenire sui vettori causali.

Il modello biomeccanico AIFiMM integra osservazione e previsione: dalla conoscenza delle dominanze anatomiche si può anticipare quali alterazioni emergeranno.

I principi fisici e il modello vettoriale presentati in questa sezione sono sviluppati in forma estesa nel mini e-book AIFiMM allegato e scaricabile

Perché i muscoli si accorciano: dal controllo neurofisiologico all’adattamento biomeccanico 

Nel modello AIFiMM l’accorciamento muscolare non è considerato un evento locale o misterioso, ma l’esito finale di processi di regolazione del tono che coinvolgono più sistemi.

Indipendentemente dalla causa iniziale, il muscolo rappresenta l’effettore finale, lo strumento attraverso cui l’organismo realizza l’adattamento. Per questo il modello distingue diversi livelli.

Livello neurofisiologico: il tono basale è regolato da circuiti di integrazione sensoriale e motoria.

Il sistema nervoso utilizza il tono muscolare come strategia di protezione, attraverso riflessi antalgici “a posteriori” (dopo il dolore) e “a priori” (per prevenirlo).

Quando queste contrazioni si mantengono nel tempo coinvolgono la componente connettivale e si trasformano in accorciamenti strutturali: è un livello pienamente di pertinenza fisioterapica, perché si esprime nel sistema muscolo-scheletrico.

Livello biomeccanico: l’aumento di tono rappresenta una risposta di adattamento a perturbazioni dei carichi, degli assi articolari o dei baricentri.

Il sistema mantiene l’equilibrio al prezzo di un circolo auto-aggravante: alterazione meccanica → aumento del tono → accorciamento → nuova alterazione.

Ne derivano aumento della Forza Resistente, riduzione della Forza Lavoro, perdita di efficienza e progressiva rigidità: anche questo è un ambito tipicamente fisioterapico, perché produce alterazioni articolari osservabili e trattabili.

Esiste infine un livello psico–somatico, documentato in letteratura, in cui stati emotivi prolungati modulano il tono muscolare attraverso vie neurovegetative e centrali fino a poter degenerare in quadri ortopedici strutturati.

Qualunque sia il livello di origine, il denominatore comune è sempre lo stesso: il sistema utilizza il muscolo come effettore finale.

Quadri clinici molto diversi possono quindi convergere verso accorciamenti e pattern di compenso simili.

In pratica, il muscolo accorciato può essere "l'ultima fermata" di percorsi molto diversi.
Un paziente con lombalgia cronica può avere accorciamenti strutturali partiti da un'alterazione biomeccanica del carico, un altro da strategie di protezione antalgica mantenute anni dopo un trauma, un altro ancora da un compenso a distanza - un vecchio problema al piede non risolto che ha modificato gli appoggi.
Il pattern finale - lordosi accentuata, bacino antiverso, psoas accorciato - può sembrare identico.
Per questo la valutazione non si ferma alla lettura del "cosa vedo", ma cerca di capire quale livello mantiene attivo il problema, per evitare di trattare solo l'effetto finale.

Il compito del modello AIFiMM non è spiegare ogni possibile causa, ma leggere con precisione ciò che è biomeccanicamente di competenza, distinguendo tra causa primaria, adattamento muscolare e conseguenze articolari.

È su questa base che successivamente sarà introdotta l’analisi muscolo-scheletrico come sistema complesso.

Il Sistema Muscolo-Scheletrico come Sistema Complesso

Perché l’analisi sistemica è una necessità clinica, non un’opzione teorica

Nel 1947 Françoise Mézières formulò quella che definì la sua osservazione capitale:
i numerosi muscoli dorsali si comportano come un solo muscolo, troppo forte e troppo corto.
Quella che all’epoca era un’intuizione clinica empirica trova oggi una spiegazione rigorosa nella teoria dei sistemi complessi, che descrive il comportamento di sistemi costituiti da molti elementi interdipendenti e interagenti.

Il sistema muscolo-scheletrico umano è, a tutti gli effetti, un sistema complesso.
Questo significa che nessun distretto funziona in maniera isolata e che ogni intervento locale produce inevitabilmente adattamenti a livello sistemico.

Storicamente il concetto di catena muscolare ha rappresentato un primo superamento della visione segmentaria.
La biomeccanica sistemica AIFiMM interpreta il comportamento delle catene muscolari attraverso leggi fisiche dimostrabili, integrando anatomia e dinamica in un modello sistemico.

In un sistema complesso, il sintomo non coincide necessariamente con la sede del problema.

Un dolore locale può essere espressione di un’organizzazione sistemica alterata e tentativi di correzione isolata possono risultare non solo inefficaci, ma meccanicamente controproducenti.

È per questo che indicazioni come 'stai dritto' o molte auto-correzioni volontarie risultano spesso inefficaci: aumentano il tono complessivo e la Forza Resistente, peggiorando il bilancio energetico del sistema.

Un’altra caratteristica dei sistemi complessi è la presenza di abilità emergenti.

Quando specifici muscoli risultano inefficaci a causa di accorciamenti eccessivi, il sistema non si blocca: li bypassa, attiva sinergie alternative e sviluppa pattern di sostituzione.

Questo è molto visibile durante il movimento: chiedi al paziente di alzare il braccio e vedi che la prima cosa che si eleva è la spalla, o vedi che si sposta il bacino quando dovrebbe flettersi solo il femore.
Non è "scorretto" - è l'unica strategia che il sistema ha trovato per completare il movimento richiesto quando i muscoli che dovrebbero farlo primariamente sono troppo accorciati per lavorare.
È come prendere una strada tortuosa alternativa quando quella lineare principale è bloccata: funziona, ma costa molto di più in termini di energia e usura.

Questo spiega perché il rinforzo isolato dei muscoli sottodominanti non risolva il problema e perché alcuni muscoli monoarticolari vengano sistematicamente esclusi dal movimento.

Nel modello AIFiMM un sistema funziona in modo efficiente quando opera ai margini del caos, in una condizione in cui la Forza Lavoro prevale sulla Forza Resistente.

Quando invece la Forza Resistente aumenta, il sistema diventa rigido, il dispendio energetico cresce e la sequenza articolare fisiologica si perde.

Un sistema efficiente si muove con fluidità, senza sforzo visibile, con transizioni morbide tra un segmento e l'altro.
Quando la FR aumenta, il movimento diventa "a scatti", frammentato, con pause e compensi visibili.
Il paziente ti dice "faccio fatica a fare cose semplici" - non per debolezza, ma perché ogni gesto richiede il triplo dell'energia.
È come spingere il carrello della spesa con le ruote frenate: spingi forte ma avanzi poco, e ti stanchi subito.

Per queste ragioni, il Metodo Mézières non può essere ridotto a una tecnica locale né interpretato come una somma di correzioni segmentarie.

L’analisi sistemica non rappresenta un’aggiunta teorica: è la condizione necessaria per costruire un ragionamento clinico coerente, distinguere causa ed effetto e scegliere strategie terapeutiche efficaci.

È su queste basi che il modello AIFiMM passa dall’analisi meccanica al ragionamento clinico.

Dolore, adattamento e ragionamento clinico

Dal sintomo alla distinzione tra sofferenza locale e organizzazione sistemica

Nel dolore muscolo-scheletrico il sintomo rappresenta sempre un’informazione clinica reale, ma non coincide automaticamente con la causa del problema.
In alcuni casi la sofferenza è genuinamente locale; in altri, l’articolazione sintomatica rappresenta l’esito di un’organizzazione adattativa che coinvolge più distretti.

Il modello AIFiMM non assume mai a priori che il dolore sia “riferito” o sistemico e il ragionamento clinico si fonda proprio sulla necessità di distinguere tra dolore di origine locale e dolore riferito, evitando interpretazioni generiche o spiegazioni non verificabili.

Il tono muscolare osservabile in clinica è il risultato di processi di regolazione neurofisiologica e biomeccanica che mirano a garantire stabilità e continuità del movimento.

Quando queste strategie adattative si mantengono nel tempo possono coinvolgere la componente connettivale del muscolo, tradursi in accorciamenti strutturali e modificare la sequenza articolare fisiologica.

Spesso il dolore emerge quando i margini di adattamento del sistema si riducono.

Nel modello AIFiMM il ragionamento clinico integra:

  • osservazione della statica e della dinamica,
  • analisi delle dominanze vettoriali,
  • test di differenziazione mirati a comprendere se il distretto sintomatico sia causa primaria del problema oppure sede di espressione di un’organizzazione adattativa più ampia.

Questa distinzione è essenziale perché orienta in modo diretto la strategia terapeutica.

Quando la sofferenza è di origine locale l’intervento sul distretto sintomatico può essere risolutivo.

Quando invece il dolore è riferito, trattare esclusivamente la sede del sintomo produce miglioramenti transitori, destinati a non mantenersi nel tempo.

In pratica, è come quando si accende una spia sul cruscotto dell'auto: può essere il sensore guasto (problema locale - cambi il sensore e risolvi) oppure il motore che sta surriscaldando (problema sistemico - la spia è solo il messaggio).
Nel primo caso lavori dove fa male e il paziente migliora stabilmente.
Nel secondo, il dolore alla spalla che tratti può calmarsi per qualche giorno ma, se il problema parte da un bacino bloccato che costringe la colonna a compensare, la spalla tornerà a far male finché non sciogli il blocco primario.
Per questo i test di differenziazione sono fondamentali: non per "avere ragione" sul fatto che il dolore è riferito, ma per evitare di inseguire il sintomo senza modificare le forze che lo rigenerano.

Un passaggio del ragionamento clinico è la distinzione tra accorciamenti muscolari primari e secondari.
Nei primi, il sistema muscolare è origine del disassiamento articolare e il riequilibrio vettoriale può essere stabile ed efficace. Nei secondi, il muscolo rappresenta un adattamento a una problematica proveniente da altri apparati e richiede un inquadramento multidisciplinare per evitare recidive.

È per questo che alcuni miglioramenti durano e altri no.
Non perché il trattamento “funzioni o non funzioni”, ma perché le forze responsabili del disassiamento sono state, o meno, correttamente identificate e modificate.

Nel modello AIFiMM il sintomo può essere locale o riferito: ciò che conta non è l’interpretazione a priori, ma la capacità di distinguerli attraverso un’analisi biomeccanica precisa.

Dai principi fisici alle strategie terapeutiche

Come il modello AIFiMM guida l’intervento clinico

Nel modello AIFiMM i principi fisici forniscono criteri di orientamento clinico che guidano la scelta e l’adattamento della strategia terapeutica
L’obiettivo del trattamento è modificare le forze che mantengono il sistema in una condizione meccanicamente inefficiente, riducendo la Forza Resistente (FR) e ripristinando Forza Lavoro (FL) realmente disponibile.

Questo implica una distinzione fondamentale: le due componenti della fibra muscolare — contrattile e connettivale — rispondono a stimoli differenti e non possono essere trattate con le stesse modalità.
Il movimento spontaneo, pur essendo essenziale per la funzione, non è sufficiente a riallungare un sistema muscolare accorciato: rispetta sempre i limiti strutturali già presenti e i confini che il sistema nervoso ha accettato come sicuri.

È come quando provi a toccarti le punte dei piedi: arrivi fino a dove il corpo ti "permette" di andare, anche se spingi.
Quel limite non è strutturale - è il punto dove il sistema nervoso dice "stop, più in là è pericoloso".
Il movimento spontaneo rispetta sempre questo confine di sicurezza.
Il tessuto connettivale accorciato sta oltre quel confine: per raggiungerlo serve un lavoro guidato, dove il terapeuta porta il paziente gradualmente oltre il limite abituale, in condizioni controllate e sicure.

Quando l’accorciamento coinvolge la componente connettivale, il recupero di lunghezza richiede un intervento terapeutico guidato, capace di portare il tessuto oltre i limiti di adattamento spontaneo.

Il modello AIFiMM chiarisce perché non tutte le tecniche producono lo stesso effetto.

Agire solo sul tono muscolare, mobilizzare o allungare passivamente, può essere efficace sulla componente contrattile ma risulta insufficiente sul substrato connettivale responsabile dell’accorciamento residuo.

Da qui deriva l’utilizzo di contrazioni isometriche eseguite in massimo allungamento fisiologico o relativo, inserite in una strategia coerente e continuamente adattata alla risposta del sistema.

Nel modello AIFiMM la tecnica non è mai applicata in modo automatico.
La stessa manovra può produrre effetti opposti a seconda del contesto meccanico in cui viene inserita: se eseguita al di sotto del limite corretto può aumentare ulteriormente la Forza Resistente. Per questo la precisione del posizionamento, la lettura delle dominanze e l’osservazione continua della risposta del paziente sono clinicamente decisive.

Il trattamento efficace risponde sempre a una doppia logica:
da un lato risolvere il conflitto meccanico specifico che genera il sintomo, dall’altro evitare che la correzione locale produca un aumento complessivo delle tensioni.

Un intervento che migliora il locale ma irrigidisce il sistema è destinato a fallire. Un lavoro esclusivamente “globale”, che non affronta il conflitto reale può migliorare la sensazione generale senza risolvere il problema.

In pratica, vedi pazienti che escono dalla seduta più "sciolti", respirano meglio, si sentono più liberi - ma se chiedi di rifare il movimento che faceva male, il conflitto è ancora lì.
È come allentare tutte le viti di una macchina tranne quella bloccata: tutto sembra più morbido, ma il pezzo non si muove.
Serve trovare il punto dove la tensione si concentra davvero - la spalla che non abduce, il bacino che non ruota, il ginocchio che non si estende - e lavorare lì con precisione, senza irrigidire tutto il resto.

Ogni equilibrio osservabile, anche quando appare patologico, rappresenta la migliore soluzione adattativa che il sistema ha trovato in quel momento. Il miglioramento non è definito dalla simmetrizzazione visiva, ma dalla riduzione della tensione complessiva, dall’aumento dello spazio sistemico e dal recupero di efficienza funzionale.

I criteri di efficacia del trattamento non si limitano al sollievo immediato del sintomo.
A fine seduta devono essere presenti contemporaneamente un miglioramento locale, una riduzione complessiva della tensione e una maggiore capacità di adattamento del sistema, senza la comparsa di nuove strategie compensatorie. In assenza anche di uno solo di questi elementi, il risultato tende a essere instabile.

Quando verifichi a fine seduta, non ti chiedi solo "il dolore è passato?" ma anche "come si muove ora?" e "dove è andata a finire la tensione?".
Se la spalla si è sbloccata ma il paziente ora tiene il collo rigido, hai spostato il problema.
Se sta meglio ma il movimento è ancora frammentato, hai ridotto il sintomo ma non l'inefficienza.
Quando tutti e tre i criteri sono presenti insieme - dolore ridotto, movimento fluido, sistema più elastico - il miglioramento ha molte più probabilità di mantenersi.
Quando ne manca anche solo uno, il risultato rischia di essere transitorio.

Per questo il Metodo Mézières secondo AIFiMM non propone sequenze standardizzate ma una strategia clinica adattiva.
La priorità dell’intervento varia in funzione delle dominanze presenti e della risposta del sistema: talvolta è necessario lavorare prima sugli aspetti sistemici, altre volte affrontare direttamente il conflitto distrettuale, sempre evitando di generare rigidità complessiva.

Nell'applicazione clinica questo approccio si dimostra particolarmente efficace nei quadri cronici, recidivanti o resistenti, quando i sintomi si ripresentano nonostante i trattamenti precedenti, spesso perché le forze che li rigenerano non sono state identificate e modificate.

Il trattamento è sempre individuale, attivo e guidato. Richiede tempo, ascolto e osservazione, perché il compito del fisioterapista non è solo intervenire, ma comprendere e spiegare.
L’analisi vettoriale diventa così uno strumento clinico e comunicativo: permette di costruire un ragionamento verificabile e di rendere il paziente parte attiva del processo terapeutico. Questa comprensione condivisa è uno dei fattori principali che spiegano la stabilità dei risultati nel tempo.

Nel modello AIFiMM la tecnica è sempre subordinata al ragionamento clinico, il sintomo è un’informazione e l’efficacia del suo miglioramento si misura nella sua stabilità nel tempo.

È in questo equilibrio tra rigore biomeccanico e dimensione umana della relazione terapeutica che il Metodo Mézières trova la sua piena applicazione clinica — ed è su questo equilibrio che si fonda il percorso formativo AIFiMM.

Approfondimento teorico

I fondamenti fisici e clinici del modello biomeccanico sistemico AIFiMM sono raccolti in un mini e-book dedicato, che sviluppa in modo organico i concetti di accorciamento muscolare, analisi vettoriale e strategia clinica.

Mini e-book AIFiMM – Fondamenti fisici e clinici del Metodo Mézières

Ulteriori  approfondimenti teorici sono scaricabili sotto forma di articoli PDF.
L'elenco degli articoli alla base del ragionamento clinico sono raccolti in questa pagina:

Biomeccanica muscolo-scheletrica analitica e sistemica – Un modello interpretativo basato sulla fisica applicata

Accessibilità del percorso formativo

Il corso non richiede conoscenze pregresse di fisica o matematica avanzata.

I principi biomeccanici vengono introdotti in modo progressivo, partendo sempre dall’osservazione clinica del paziente e arrivando alla comprensione delle leggi fisiche che spiegano ciò che si osserva.

La maggior parte dei corsisti proviene da percorsi formativi standard e acquisisce gradualmente gli strumenti di analisi vettoriale attraverso esempi clinici, pratica supervisionata e casi reali.

La teoria non sostituisce la pratica:
serve a darle senso e coerenza.

Il nostro posizionamento scientifico

Ipotesi, verifica e continuità della conoscenza

Il modello biomeccanico che presentiamo non è "la verità sul corpo umano".

È l'ipotesi più solida che siamo riusciti a costruire in 40 anni di lavoro clinico e teorico, basandoci sulle conoscenze attuali di fisica, fisiologia e biomeccanica e sulle intuizioni cliniche che Françoise Mézières ci ha trasmesso.

Sappiamo che le conoscenze di oggi saranno superate domani. Per questo ci posizioniamo con chiarezza in una continuità storica: Mézières ha raccolto le osservazioni cliniche della sua epoca e le ha tradotte in intuizioni rivoluzionarie. Noi abbiamo tradotto quelle intuizioni in linguaggio fisico-matematico verificabile. Altri, dopo di noi, affineranno, correggeranno, miglioreranno.

Se le conoscenze attuali fossero esaustive e definitive, faremmo tutti la stessa cosa.

Il fatto che esistano approcci diversi non significa che qualcuno ha ragione e altri sbagliano - significa che stiamo ancora esplorando un sistema complesso con strumenti limitati.

Per questo nei corsi non ci presentiamo come detentori di certezze assolute.

Invitiamo gli allievi a verificare quello che diciamo, a metterlo alla prova nella loro pratica clinica, a confrontarlo con altre conoscenze, a dubitare quando qualcosa non torna.

Il rigore scientifico non è difendere un modello a tutti i costi - è costruire ipotesi verificabili, testarle, affinarle, e accettare che saranno superate.

Il nostro compito non è trasmettere una dottrina ma preparare il terreno per chi verrà dopo.

Su queste basi si fonda il percorso formativo AIFiMM e la responsabilità che sentiamo verso gli allievi.

DOCENTI MEZIERES AIFiMM: Mauro Lastrico – Laura Manni

Mauro Lastrico e Laura Manni
Fisioterapisti, formati direttamente con Françoise Mézières (Parigi, 1988–1990)

Identità e visione del modello AIFiMM

Mauro Lastrico
"Tornato da Parigi avevo tra le mani un metodo potente, ma non ancora chiaro. Mézières era un genio — ma parlava per aforismi e metafore, senza dare troppe spiegazioni. Ho coinvolto un fisico e un ingegnere, e insieme abbiamo analizzato ogni sua affermazione alla luce delle leggi fisico-matematiche. Se posso riconoscermi un merito, è questo: aver contribuito a far uscire il metodo dall’alone di empirismo che l’aveva caratterizzato, dandogli il sostegno scientifico che meritava..."

Laura Manni
"Quando seppi di poter studiare con Françoise Mézières, per me fu la realizzazione di un sogno. In quegli anni lavoravo in ospedale con pazienti complessi — motori, respiratori, cardiologici — e cercavo qualcosa di più. Arrivai in Francia, al cospetto di una personalità geniale. Poi incontrai Mauro, e scoprimmo di aver intrapreso percorsi paralleli. Da lì è nato il nostro strumento di lavoro esclusivo: un metodo che unisce l’efficacia clinica alla comprensione profonda di ciò che accade nel corpo..."

Formazione, competenza e continuità didattica

Formazione e background
Fisioterapisti e docenti AIFiMM, si sono formati direttamente con Françoise Mézières a Parigi.
Da questo percorso comune hanno sviluppato il modello biomeccanico vettoriale AIFiMM, aggiornando il metodo originale attraverso strumenti analitici basati sulla fisica applicata e sull’analisi delle forze muscolari.

Competenza clinica e scientifica

  • Oltre 25 anni di esperienza clinica e didattica

  • Specializzazione nella valutazione vettoriale delle alterazioni articolari

  • Integrazione sistematica tra metodo originale e modello biomeccanico sistemico

  • Supervisione diretta dei corsisti durante tutte le fasi pratiche del percorso formativo

Pubblicazioni e contributo scientifico
Mauro Lastrico è autore del volume
“Biomeccanica muscolo-scheletrica e metodica Mézières”,
considerato il riferimento per la razionalizzazione scientifica del metodo secondo il modello biomeccanico sistemico.

Continuità didattica
Ogni seminario è condotto da uno dei due docenti, garantendo:

  • coerenza metodologica

  • progressione didattica uniforme

  • correzione individuale continua durante le sessioni pratiche

Programma formativo sintetico

1° Seminario - Giorni 1-4 (giovedì-domenica)

Fondamenti teorici e valutazione clinica

  • Basi scientifiche del metodo: fisica vettoriale applicata al sistema muscolare, analisi delle deformazioni elastiche del tessuto connettivale, sistemi complessi e catene muscolari
  • Esame statico e dinamico nei tre piani, identificazione delle alterazioni assiali e dei vettori muscolari dominanti
  • Riflessi antalgici: comprensione dei meccanismi di protezione a priori e a posteriori
  • Tecniche manuali: massaggio profondo e respirazione terapeutica secondo Mézières
  • Piano sagittale - trattamento in posizione supina: valutazione delle alterazioni della colonna vertebrale sul piano sagittale e trattamento delle sintomatologie da compressione discale e da alterazione delle curve fisiologiche. Correzione dei rapporti scapolo-vertebrali e scapolo-omerali

2° Seminario - Giorni 5-7 (venerdì-domenica)

Blocco inferiore e articolazioni

  • Biomeccanica e trattamento coxo-femorale e ginocchio: analisi vettoriale delle alterazioni assiali (varo, valgo, recurvato, rotazioni) e trattamento specifico con arti inferiori elevati
  • Biomeccanica e trattamento piede: analisi dell'articolazione tibio-tarsica, dell'arco mediale e anteriore, trattamento in posizione seduta per piede cavo, piatto e alluce valgo
  • Integrazione delle tecniche base: applicazione pratica e verifica dei risultati

3° Seminario - Giorni 8-11 (giovedì-domenica)

Piano frontale e rotatorio - Patologie assiali e dell'arto superiore

  • Analisi delle deviazioni assiali della colonna vertebrale e individuazione dei vettori muscolari implicati
  • Trattamento delle rotazioni vertebrali e delle sintomatologie correlate
  • Relazioni scapolo-vertebrali, scapolo-ioidee, scapolo-costali e loro trattamento
  • Valutazione e trattamento patologie di spalla, gomito e mano
  • Applicazione delle tecniche in diverse posizioni per il trattamento tridimensionale

4° Seminario - Giorni 12-14 (venerdì-domenica)

Integrazione clinica avanzata

  • Correlazioni ATM-postura: valutazione differenziale tra problematiche di competenza fisioterapica e odontoiatrica, trattamento delle disfunzioni temporo-mandibolari
  • Sub-lussazioni articolari: analisi biomeccanica e trattamento delle sub-lussazioni sterno-claveare e scapolo-omerale
  • Trattamento delle scoliosi e delle patologie ortopediche complesse
  • Dalla valutazione al piano terapeutico: definizione degli obiettivi primari, scelta delle tecniche appropriate, progressione terapeutica
  • Esame dinamico e strategie di trattamento individualizzate

📄 Scarica il programma completo con il dettaglio degli argomenti trattati in ogni modulo

Struttura del corso

14 giornate formative (112 ore) suddivise in 4 seminari

Orari lezioni 9-13 14-17 (è possibile che il giorno conclusivo di ogni seminario si finica per le 13)

Modalità didattica

  • Dimostrazioni pratiche su partecipanti con spiegazione dei passaggi biomeccanici
  • Pratica reciproca supervisionata tra i corsisti
  • Analisi clinica di casi reali
  • Discussione delle strategie terapeutiche

Calendario seminari

  • 1° e 3° seminario: giovedì-domenica
  • 2° e 4° seminario: venerdì-domenica

Metodologia

Ogni partecipante sperimenta il metodo sia come operatore sia come paziente, per comprendere direttamente:

  • le forze vettoriali in gioco

  • gli effetti del trattamento sul sistema muscolo-scheletrico

  • le variazioni delle risultanti di forza

  • la relazione tra disassiamento scheletrico osservato e vettori muscolari predominanti

La supervisione continua dei docenti garantisce:

  • correttezza tecnica

  • coerenza biomeccanica

  • consolidamento del ragionamento clinico

Cosa include il corso

Crediti formativi

  • 100 crediti ECM
  • 105 crediti CPD internazionali

Questa doppia certificazione permette al corsista di acquisire crediti riconosciuti sia nel sistema sanitario italiano sia nei principali registri professionali internazionali.

Materiali didattici

  • "Biomeccanica muscolo-scheletrica e metodica Mézières" di Mauro Lastrico
  • Traduzione italiana di "Originalité de la Méthode Mézières" di Françoise Mézières
  • Borsa, block notes e penna AIFiMM

I materiali coprono sia la parte teorica (modello biomeccanico sistemico, fisica lineare e non lineare, analisi vettoriale) sia la parte storica-metodologica.

Servizi aggiuntivi

  • Rifrequentazione gratuita dei moduli negli anni successivi 
  • Supervisione clinica diretta durante tutto il percorso
  • iscrizione all'elenco operatori Mézières sul sito AIFIMM (registro pubblico che garantisce trasparenza e riconoscibilità professionale)

📄 Scarica il programma completo con il dettaglio degli argomenti trattati in ogni modulo

Costo del corso

Costo totale

  • € 2.400 (IVA esente · AIFiMM Provider ECM)
  • sono previste riduzioni per iscrizioni anticipate, gruppi, studenti (dettagli nella pagina di iscrizione)

I partecipanti ai nostri corsi precedenti possono frequentare nuovamente senza costi aggiuntivi.

Modalità di pagamento

  • Bonifico bancario

  • Carta di credito

  • Pagamento in un’unica soluzione, oppure in 2 rate o 4 rate, senza interessi.

 

FONDAMENTI SCIENTIFICI DEL Metodo Mezieres

Efficacia clinica, evidenza disponibile e limiti strutturali della ricerca

La ricerca disponibile sul Metodo Mézières

Il Metodo Mézières ha ricevuto validazione scientifica attraverso studi condotti in centri universitari europei e pubblicati su database internazionali peer-reviewed.

Metodologia degli studi

Studi controllati randomizzati (RCT) condotti in ambito universitario, con gruppi paralleli e outcome clinici standardizzati.
Outcome utilizzati negli studi: VAS, Roland–Morris, Berg Balance Scale.
Durata degli interventi: 5–24 settimane.
I risultati riportano miglioramenti clinicamente rilevanti rispetto ai trattamenti di confronto, nei contesti e con i criteri descritti dagli autori.

🔍 Consulta gli studi su PubMed

Ricerca sul Metodo Mézières: cosa è disponibile e cosa è strutturalmente difficile misurare

L’elevata individualizzazione del trattamento migliora la pertinenza clinica, e rende più complessa la standardizzazione richiesta dai trial multicentrici ad alta numerosità.

Ogni trattamento richiede:

  • Valutazione biomeccanica individuale
  • Adattamento continuo della strategia in funzione della risposta del paziente
  • Sedute individuali prolungate (60 minuti)
  • Fisioterapisti con formazione specifica avanzata

Questa individualizzazione è il cuore dell'efficacia clinica, ma rende impossibile la standardizzazione necessaria agli RCT su grandi numeri, che richiedono protocolli rigidi replicabili da operatori diversi.

Gli studi disponibili provengono da centri specializzati dove l'intero team condivide formazione omogenea. Non da grandi ospedali generalisti, dove il Metodo Mézières è raramente implementato per ragioni strutturali:

  • Il sistema sanitario pubblico predilige metodiche rapide, protocollabili, ad alta rotazione
  • L'investimento formativo necessario (112 ore + pratica supervisionata) è incompatibile con i budget attuali per la formazione ECM
  • Le sedute prolungate e la frequenza settimanale non sono sostenibili nei modelli organizzativi standard

Dove il Metodo è stato implementato sistematicamente (ASL che hanno formato tutto il personale), i risultati includevano azzeramento delle liste d'attesa mantenendo efficacia clinica elevata.

 

Il modello AIFiMM: rigore biomeccanico e coerenza clinica

AIFiMM fonda il proprio approccio su due pilastri complementari:

1. Mechanistic reasoning
Ragionamento clinico basato su:

  • Meccanica vettoriale del sistema muscolare
  • Comportamento elastico della componente contrattile e connettivale
  • Relazioni dimostrabili tra accorciamento, FR-FL e conflitti articolari
  • Fisiologia dei sistemi complessi

2. Evidence-informed practice
Utilizzo critico delle evidenze disponibili, integrate con:

  • Osservazione clinica verificabile
  • Outcome misurabili nel tempo
  • Coerenza tra forze agenti e modifiche assiali osservate

Ogni intervento è valutato non solo sull'efficacia immediata, ma sulla stabilità nel tempo.

Questo approccio riconosce che l'efficacia di un metodo non dipende solo dal numero di RCT pubblicati, ma dalla coerenza tra principi fisici, meccanismi biologici e risultati clinici osservabili.

Efficacia clinica: i dati AIFiMM

Valutazioni ufficiali ECM (5.000+ schede, Ministero della Salute):

  • Rilevanza clinica: 73% eccellente
  • Utilità formativa: 78% molto utile
  • Didattica pratica: 77% eccellente

Certificazione CPD UK ottenuta dopo valutazione indipendente dei contenuti da commissione internazionale.

In sintesi

Il Metodo Mézières secondo AIFiMM:

  • Ha evidenza scientifica limitata per ragioni strutturali, non per mancanza di efficacia
  • Fonda il ragionamento clinico su principi fisici verificabili
  • Produce risultati stabili nel tempo documentati da 70+ anni di pratica clinica
  • Non compete con metodiche protocollabili - si posiziona dove la personalizzazione è necessaria

L'assenza di grandi RCT non deriva da debolezza metodologica, ma dall'impossibilità di standardizzare ciò che è, per natura, individualizzato.

 

Domande frequenti

È richiesta esperienza pregressa con il Metodo Mézières?

No, il corso parte dalle basi teoriche e guida progressivamente all'applicazione pratica.

Posso rifrequentare il corso?

Sì. La rifrequentazione è gratuita negli anni successivi (secondo disponibilità posti).

È possibile recuperare eventuali assenze in qualunque sede e data disponibile.

È possibile la rateizzazione?

Sì, il pagamento può essere suddiviso in 2 o 4 rate senza interessi.

Come posso iscrivermi? 

Le iscrizioni sono gestite esclusivamente online tramite il sito AIFiMM.

Corsi disponibili

Sede: Milano, H2C Hotel Milanofiori
Data di inizio: 19 marzo 2026
Calendario ed iscrizioni
Sede: Roma, Polo Didattico
Data di inizio: 07 maggio 2026
Calendario ed iscrizioni
Sede: Genova AIFiMM
Data di inizio: 07 maggio 2026
Calendario ed iscrizioni
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