Corso biomeccanica muscolo-scheletrica dell'arto superiore
Valutazione e trattamento delle patologie di spalla, gomito, polso e mano
Il modello clinico biomeccanico applica le leggi della fisica al sistema muscolare e individua nell'accorciamento delle componenti connettivali dei muscoli la causa delle patologie scheletriche in assenza di malattie specifiche.
I muscoli accorciati trazionano asimmetricamente i segmenti ossei alterando gli assi scheletrici fisiologici dell’arto superiore e ne comprimono le articolazioni.
Le deviazioni assiali e le compressioni che ne derivano sono la causa delle patologie a carico di spalla, gomito, polso e mano.
L'analisi vettoriale scompone le forze muscolari e individua le dominanze che sostengono le deviazioni ed i fenomeni compressivi.
Le stesse leggi fisiche che determinano l'accorciamento ne permettono il processo inverso.
La terapia utilizza le contrazioni isometriche in massimo allungamento fisiologico o relativo: il muscolo recupera lunghezza, le compressioni diminuiscono e le articolazioni si riavvicinano all’andamento fisiologico.
L’evoluzione del Mézières AIFiMM, da metodo a modello clinico, ne permette l’applicazione al singolo distretto. Lavorando in un contesto terapeutico simultaneamente distrettuale e sistemico, consente di agire sul primo senza ripercussioni in aggravamento sul secondo.
Il modello è formalizzato in un articolo peer-reviewed di Mauro Lastrico, pubblicato da Elsevier e indicizzato su Scopus, Web of Science ed EMBASE.
Corso accreditato ECM e certificato CPD internazionale dopo valutazione di una commissione di professionisti sanitari su rilevanza clinica, basi scientifiche, CV docenti e struttura didattica.
Destinatari
Fisioterapisti; medici; osteopati; massofisioterapisti; TO; TNPEE; studenti 3° anno CdL Fisioterapia.
Durata
4 giornate in presenza (32 ore - equamente distribuite tra teoria e pratica)
Crediti
41,6 ECM · 32 CPD internazionali
Docenti
dott. Mauro Lastrico · dott.ssa Laura Manni
Costo totale
€ 500 (IVA esente · AIFiMM Provider ECM)
Valutazione
I muscoli, hanno doppio ruolo: movimento e stabilità articolare.
Il corretto bilanciamento tra agonisti ed antagonisti determina il corretto posizionamento delle articolazioni dell’arto superiore e delle sue connessioni con osso ioide e colonna cervico-dorsale.
L’accorciamento delle componenti connettivali dei gruppi muscolari produce quadri diversi a secondo della prevalenza.
I gruppi muscolari in accorciamento producono sia deviazioni assiali che compressioni endo-articolari.
Partendo dalle deviazioni assiali possibili, si individua il gruppo muscolare vettorialmente dominante.
Spalla.
È l’argomento principale del corso.
La regione della "spalla" rappresenta una delle zone più complesse dell'intero sistema muscolo-scheletrico.
Questa complessità deriva dalla molteplicità delle articolazioni e delle relazioni che concorrono simultaneamente alla funzione e alle problematiche di questo distretto.
Il complesso della spalla coinvolge sei diverse relazioni articolari che operano in modo integrato:
- Relazione scapolo-ioidea
- Relazione scapolo-vertebrale
- Articolazione scapolo-costale (di natura muscolare)
- Articolazione scapolo-omerale
- Articolazione sterno-claveare
- Articolazione scapolo-claveare
Ogni alterazione dell'equilibrio muscolare in una di queste relazioni può coinvolgere simultaneamente anche le altre, determinando quadri clinici complessi.
L'analisi di questo distretto richiede pertanto di valutare quale combinazione di relazioni articolari sia interessata nel quadro specifico, identificando quali forze muscolari, attraverso i loro accorciamenti selettivi, determinino la configurazione scheletrica responsabile del sintomo o del conflitto meccanico presente.

Gomito
Epicondiliti ed epitrocleiti. Cause locali, alterazione dell’asse articolare o riferita da problematiche vertebrali.
Polso e mano
Essendo articolazioni distali, presentano deviazioni ricorrenti e prevedibili
La sintomatologia che ne deriva è miogena, meccanica, neurologica o la loro somma.
Trattamento
L’obiettivo è intervenire sui muscoli in accorciamento, causa del conflitto meccanico che sostiene la sintomatologia.
Il mezzo sono le contrazioni isometriche in massimo allungamento fisiologico o relativo.
Il lavoro avviene specificamente sul tratto che sostiene la sintomatologia ma all’interno di una logica sistemica per impedire recidive.
In questo modo l’intero asse arto superiore – scapola – osso iode – colonna cervico-dorsale può avvicinarsi all’andamento fisiologico diminuendo le deviazioni assiali e le compressioni endo-articolari.
I contenuti teorici del corso sono approfonditi nell'articolo scientifico con PDF scaricabile:
Arto Superiore: Analisi Biomeccanica delle Dominanze Vettoriali
Le 32 ore sono distribuite in parti uguali tra teoria e pratica.
Ogni principio biomeccanico viene tradotto in valutazione clinica e intervento terapeutico: si lavora tra corsisti, si sperimentano le tecniche con supervisione diretta del docente, si discute il ragionamento clinico in tempo reale.
Si lavora su soggetti sani. Riconoscere le dominanze biomeccaniche in assenza di patologia rende più chiara la lettura dei quadri clinici reali.
Dott. Mauro Lastrico – Dott.ssa Laura Manni
Fisioterapisti, formati direttamente con Françoise Mézières (Parigi, 1988–1990). Oltre 35 anni di esperienza clinica e didattica nell'applicazione del modello biomeccanico analitico e sistemico derivato dal Metodo Mézières.
Ogni seminario è condotto da uno dei due docenti — stessa impostazione, supervisione diretta, correzione individuale.
| Genova 26-27-28-29 novembre 2026 | iscrizioni | docente: Mauro Lastrico |
Il CPD (Continuing Professional Development) è il sistema con cui il Regno Unito e i principali contesti sanitari europei certificano la qualità della formazione continua.
Una commissione indipendente di professionisti sanitari ha analizzato i contenuti del corso:
- rilevanza clinica, sia teorica che pratica
- basi scientifiche
- CV docenti
- struttura didattica
Il corso è stato certificato con la seguente valutazione:
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"Corso in presenza che fornisce formazione clinica avanzata nella biomeccanica dell’arto superiore tramite un modello vettoriale e analitico basato sulla fisica. Le patologie dell’arto superiore sono interpretate come esiti prevedibili della dominanza dei vettori muscolari che influenzano allineamento articolare, distribuzione dei carichi ed efficienza del movimento. La spalla è analizzata come centro di controllo gerarchico attraverso sei relazioni articolari interdipendenti, con implicazioni cliniche su gomito, polso e mano. Il trattamento si fonda su contrazioni isometriche eseguite al massimo allungamento fisiologico o relativo, derivate dal Metodo Mézières, con l’obiettivo di ridurre la resistenza meccanica interna e ripristinare la libertà articolare. L’intervento analitico è costantemente integrato con il controllo sistemico per sostenere esiti clinici coerenti e riproducibili."
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Un CV con certificazione CPD internazionale documenta una formazione sottoposta a controllo scientifico indipendente.
Ha valore nella libera professione, in strutture sanitarie, in collaborazioni interdisciplinari e in ambito internazionale.
Il fondamento del modello biomeccanico AIFiMM è nella letteratura scientifica internazionale, formalizzato in un articolo pubblicato da Elsevier, sottoposto a revisione paritaria e indicizzato su Scopus, Web of Science ed EMBASE
DOI: 10.1016/j.mehy.2026.112052.
An Integrated Biomechanical Model Linking Connective Tissue Shortening, Segmental Load Distribution, and Vectorial Dominance to Predict Joint Degeneration Patterns – Mauro Lastrico.
Applicando le leggi della fisica al sistema muscolo-scheletrico, l'articolo dimostra i fondamenti del modello AIFiMM:
La componente connettivale del muscolo si accorcia.
L’accorciamento è proporzionale a forza e tempo della contrazione.
Il sistema muscolare ha doppio ruolo: stabilità articolare e movimento.
L'accorciamento modifica la forza del muscolo, che si distingue in due componenti: la Forza Resistente (FR), che il muscolo oppone al proprio allungamento, e la Forza Lavoro (FL), disponibile per la dinamica.
Forza Resistente e Forza Lavoro sono inversamente proporzionali.
Clinicamente, un muscolo accorciato esercita a riposo una trazione costante sui capi articolari: altera l'andamento degli assi articolari e determina le sintomatologie da conflitto meccanico.
Approfondimento nell’articolo meccanica muscolare.
Ruolo dei muscoli antigravitari.
Nel mantenimento dell’equilibrio il sistema muscolare non deve opporsi alla forza di gravità ma fare in modo che i singoli baricentri corporei ed il baricentro complessivo della Forza Peso siano sulla stessa verticale della controspinta R esercitata dal suolo.
Se i singoli baricentri sono allineati, sono sufficienti variazioni del tono basale per compensare i movimenti automatici corporei.
Se disallineati, il tono basale deve aumentare producendo accorciamento residuo che disallinea ulteriormente i baricentri: circuito di auto-alimentazione.
Clinicamente, la causa comune del disassiamento — sia dei singoli baricentri sia del baricentro complessivo — è l'accorciamento delle componenti connettivali.
Approfondimento nell’articolo equilibrio dei corpi.
Analisi vettoriale.
Ogni muscolo, oltre che nella sua realtà anatomica, è rappresentabile come una linea di forza definita dai suoi punti di inserzione sulle ossa.
Alle linee di forza si applica la scomposizione vettoriale.
I muscoli non sono disposti simmetricamente attorno alle articolazioni: per numero, lunghezza e obliquità, alcuni prevalgono sugli altri.
Clinicamente ciò permette di individuare queste dominanze tra agonisti e antagonisti e di prevedere la direzione del disassiamento.
Approfondimento nell’articolo analisi vettoriale
Le stesse leggi fisiche che determinano l'accorciamento ne governano il processo inverso: il riallungamento.
La tecnica di elezione è la contrazione isometrica in massimo allungamento, fisiologico o relativo.
A inserzioni bloccate, le componenti contrattili — actina e miosina — si contraggono attivamente e trazionano le componenti connettivali disposte in parallelo.
Poiché il connettivo ha un coefficiente di elasticità inferiore a quello delle componenti contrattili, a fine contrazione il muscolo guadagna lunghezza.
Clinicamente, le articolazioni ed i tratti vertebrali si riavvicinano alla sequenza fisiologica, diminuendo le compressioni endo-articolari.
Un muscolo riallungato, inoltre, riduce la propria Forza Resistente a favore della Forza Lavoro, migliorando la capacità contrattile in dinamica.
Approfondimento nell'articolo esercizio attivo.
I muscoli non si accorciano in modo isolato. Ogni muscolo condivide inserzioni, linee di forza e rapporti meccanici con gli altri. Quando un muscolo si accorcia, le forze sulla sua articolazione cambiano e il sistema si adatta per mantenere il proprio equilibrio.
Quell'adattamento è il disallineamento dei baricentri del corpo: per mantenere il baricentro complessivo sulla base d'appoggio, i baricentri segmentari si spostano fuori asse. Il costo è la perdita di allineamento fisiologico in altri segmenti — a volte lontani dall'accorciamento originario.
L'accorciamento altera gli assi; gli assi alterati richiedono un'attivazione compensatoria; la compensazione sostenuta produce un ulteriore accorciamento. Questo circuito che si autoalimenta aumenta la Forza Resistente a scapito della Forza Lavoro, allontanando il sistema dallo stato di massima adattabilità — quello in cui la Forza Lavoro è dominante, FL ≫ FR — verso la rigidità.
Clinicamente, è questa la ragione fisica per cui i sintomi recidivano e migrano.
I baricentri disallineati continuano a richiedere un tono basale più alto per mantenere la stazione eretta; quel tono elevato riaccorcia il muscolo. Il circuito che ha prodotto l'alterazione è ancora attivo.
Così, quando una correzione viene applicata solo al segmento sintomatico, le forze sistemiche che l'hanno generata sono ancora attive: il sistema riassorbe la correzione, oppure la mantiene a spese di un'altra regione.
Recidiva e migrazione dei sintomi non sono fallimenti del trattamento — sono il segno clinico che la causa sta oltre il segmento trattato.
Ecco perché l'articolazione sintomatica può non essere la più compromessa: può essere semplicemente il punto in cui la capacità di adattamento del sistema è stata superata per prima.
Distinguere un problema locale da uno sistemico è il compito del ragionamento clinico.
Due livelli, simultaneamente.
Quando il problema è sistemico, il trattamento opera su due livelli allo stesso tempo: segmentario, sul gruppo muscolare responsabile del sintomo; sistemico, per stabilizzare il risultato nel tempo.
Il lavoro segmentario individua i muscoli accorciati che stanno dietro le dominanze vettoriali e interviene direttamente su di essi.
Il controllo sistemico monitora come la tensione si ridistribuisce durante il trattamento, così che la correzione locale non venga assorbita altrove.
Clinicamente, il lavoro segmentario modifica il sistema; il controllo sistemico permette al sistema di mantenere la modifica. Integrare i due livelli è il ragionamento clinico.
Approfondimenti negli articoli sui sistemi e sulle modalità operative.
Risalire alla causa del sintomo permette di individuare le priorità terapeutiche: cosa trattare, in quale ordine, e come verificarne l'effetto.
Ne deriva una metodologia adattata alle necessità specifiche di ogni paziente, non riducibile ad un protocollo.
Un sintomo muscolo-scheletrico può essere espressione di una problematica locale, riferita o sistemica.
Caratteristica del modello è la misurabilità soggettiva e oggettiva.
Il trattamento deve produrre variazioni stabili e progressive su tre piani:
– il sintomo;
– gli assi scheletrici, individuati attraverso le dominanze vettoriali muscolari, che sostengono il sintomo;
– l'allineamento dei baricentri corporei sulla controspinta del suolo.
Clinicamente, se la sintomatologia non regredisce, recidiva o migra, si rivede l’ipotesi iniziale.
Il Master è composto da quattro corsi autonomi che applicano lo stesso modello clinico ai principali distretti dell'apparato locomotore. Ogni corso è indipendente per struttura, crediti e iscrizione. Il completamento dei quattro corsi consente di accedere all'Attestato di Master AIFiMM in Biomeccanica.
174,8 crediti ECM · 144 CPD internazionali complessivi.
Su cosa si basa il modello di analisi dell'arto superiore insegnato in questo corso? Su un modello clinico fondato su leggi fisiche applicate al sistema muscolo-scheletrico. Le patologie di spalla, gomito, polso e mano vengono interpretate come esiti prevedibili di configurazioni di forza generate da dominanze vettoriali muscolari. Il modello utilizza la scomposizione vettoriale per identificare quali muscoli in accorciamento determinano i disassiamenti articolari e i conflitti meccanici, distinguendo cause primarie da adattamenti compensatori.
Perché la spalla viene considerata il centro di regolazione dell'intero arto superiore? Perché nel modello biomeccanico AIFiMM, l'arto superiore si organizza come sistema gerarchico. La spalla integra sei relazioni articolari interdipendenti — scapolo-omerale, scapolo-claveare, sterno-claveare, scapolo-toracica, scapolo-vertebrale e scapolo-ioidea — che operano simultaneamente. Ogni alterazione dell'equilibrio muscolare in una di queste relazioni si propaga alle altre e condiziona le articolazioni distali. L'analisi clinica richiede di individuare quale combinazione di relazioni sia coinvolta nel quadro specifico.
Come viene interpretato il conflitto sub-acromiale in questo modello? Come esito geometrico di forze misurabili. La dominanza degli adduttori scapolari produce una scapola persistentemente addotta. La dominanza degli intrarotatori omerali — gran dorsale, gran pettorale, sottoscapolare, gran rotondo — orienta l'omero in intrarotazione e proiezione anteriore. La convergenza di queste due risultanti riduce lo spazio sub-acromiale secondo principi fisici verificabili e riproducibili.
Il corso copre anche gomito, polso e mano? Sì. Il modello mostra come la complessità biomeccanica si riduca progressivamente dalla spalla alla mano: al gomito dominano flessione e deviazioni varo-valgo, al polso la deviazione ulnare, alla mano la flessione. Questa semplificazione è un vantaggio clinico: i pattern distali, più lineari, permettono di risalire alle cause prossimali nel complesso della spalla. Il corso insegna anche la diagnostica differenziale tra sintomi locali da deviazioni assiali e sintomi riferiti da proiezioni radicolari cervico-dorsali.
Il corso ha una validazione scientifica esterna? Sì. Il corso è stato certificato dal CPD Certification Service (UK) con 32 crediti CPD internazionali, dopo valutazione indipendente di struttura didattica, coerenza del modello biomeccanico e solidità scientifica. Il corso rilascia inoltre 41,6 crediti ECM (AIFiMM Provider ECM n. 1701). La doppia certificazione ECM e CPD internazionale è un elemento distintivo dell'offerta formativa AIFiMM.
Che cos'è il modello FR–FL applicato all'arto superiore? Forza Resistente (FR) è la quota di forza che il muscolo impiega per vincere la propria rigidità interna dovuta all'accorciamento connettivale. Forza Lavoro (FL) è la quota realmente disponibile per produrre movimento utile. Nell'arto superiore, l'aumento della FR negli intrarotatori e negli adduttori scapolari genera conflitti articolari e riduce l'efficienza del gesto. Il trattamento mira a ridurre la FR attraverso contrazioni isometriche in massimo allungamento. Il corso spiega perché contrazioni eseguite al di sotto del massimo allungamento possono aumentare la FR anziché ridurla.
Come vengono trattate le sublussazioni di spalla e sterno-claveare? Le sublussazioni della testa omerale e dell'articolazione sterno-claveare vengono identificate come fattori causali diretti della sintomatologia. Quando presenti, attivano meccanismi di protezione del sistema extrapiramidale che generano compensi scheletrici anche a distanza. Il trattamento è orientato alla riduzione integrata delle sublussazioni, verificando che l'intervento su una componente non determini aggravamento delle altre.
Il corso è solo teorico o include pratica clinica? Le 32 ore sono equamente distribuite tra teoria e pratica. Ogni principio biomeccanico viene tradotto in valutazione clinica e intervento terapeutico: analisi delle sei relazioni articolari della spalla, diagnostica differenziale sintomi locali vs riferiti, trattamento delle sublussazioni, contrazioni isometriche in massimo allungamento, integrazione tra lavoro analitico e controllo sistemico. L'efficacia viene verificata secondo quattro criteri simultanei: miglioramento locale, aumento dello spazio sistemico, riduzione della tensione complessiva, maggiore efficienza del movimento.
Serve aver frequentato il corso Mézières AIFiMM per iscriversi? No. Il corso è autonomo e accessibile a fisioterapisti, medici, osteopati e massofisioterapisti senza prerequisiti formativi specifici. I principi di biomeccanica vettoriale e la meccanica FR–FL vengono introdotti e sviluppati all'interno del corso stesso.
Quanto costa e quali crediti rilascia? €500, in esenzione IVA (AIFiMM è Provider ECM n. 1701). Il corso rilascia 41,6 crediti ECM e 32 crediti CPD internazionali. Durata: 4 giornate in presenza, 32 ore.
Esistono pubblicazioni scientifiche a supporto dei contenuti? Sì. I contenuti teorici del corso sono approfonditi nell'articolo scientifico "Arto Superiore: Analisi Biomeccanica delle Dominanze Vettoriali", disponibile con PDF scaricabile sul sito AIFiMM.
