Istituto superiore di biomeccanica neuro mio fasciale | AIFIMM Provider ECM n 1701 – Provider CPD n 21418

Il Metodo Mézières come modello clinico attuale

dott. Mauro Lastrico – fisioterapista – docente Metodo Mézières

Il Metodo Mézières nella formulazione AIFIMM è un modello clinico che interpreta le disfunzioni articolari e vertebrali come il risultato dell'accorciamento progressivo delle unità mio-fasciali. Attraverso l'analisi vettoriale delle forze muscolari, consente di identificare le cause meccaniche di dolore, rigidità e recidiva, e di orientare il trattamento sulla base di leggi fisiche verificabili.

Il problema clinico

Le disfunzioni muscolo-scheletriche croniche e recidivanti rappresentano una quota significativa del carico clinico in fisioterapia. In molti casi il sintomo si ripresenta dopo il trattamento, oppure si sposta in un distretto diverso. Questo comportamento suggerisce che la causa del problema risieda al di fuori del segmento sintomatico. Un modello che analizza il singolo distretto in isolamento può risolvere il sintomo locale, ma non ha strumenti per intercettare il meccanismo che lo genera e lo riproduce.

Fondamenti del modello

Il muscolo, inteso come unità mio-fasciale, è un corpo elastico con una sola proprietà attiva: la capacità contrattile. Nel tempo, le sue componenti connettivali tendono ad accorciarsi. Percentuali di accorciamento contenute — nell'ordine dell'1-3% — sono sufficienti per alterare la geometria articolare.

L'accorciamento di un vettore muscolare genera una trazione costante sui capi ossei. A livello articolare, questo produce disallineamento e compressione. Nella colonna vertebrale, se muscoli simmetrici sono accorciati in modo asimmetrico, si genera compressione associata a rotazione dei corpi vertebrali, con possibili conflitti radicolari.

Questo meccanismo si formalizza nella relazione tra Forza Resistente e Forza Lavoro. L'accorciamento incrementa la Forza Resistente — la resistenza passiva che il muscolo oppone al movimento — e riduce la Forza Lavoro — la capacità contrattile funzionale. Le due grandezze sono inversamente proporzionali. Un muscolo accorciato oppone resistenza ma ha perso capacità di contrarsi efficacemente: resiste, ma non lavora.

Il corpo come sistema complesso

Il sistema muscolare funziona come una rete: ogni variazione locale modifica l'equilibrio globale. Questa proprietà ha conseguenze cliniche dirette.

Quando un vettore muscolare è inefficiente, il sistema recluta muscoli diversi da quelli previsti dal pattern fisiologico per raggiungere lo stesso obiettivo motorio. Il corpo organizza il movimento in base al risultato, e utilizza qualunque risorsa disponibile per ottenerlo. Queste strategie sostitutive — definite abilità emergenti — alterano la dinamica articolare e generano carichi anomali su strutture che non sono progettate per sostenerli.

Le forze muscolari tendono a organizzarsi in coppie sinergiche, che prevalgono per vantaggio meccanico ed economico sulle forze isolate. Alcuni muscoli — sottoiodei, dentato anteriore, tricipite brachiale, retto addominale, retto femorale e in generale i mono-articolari — tendono a essere funzionalmente inibiti. La causa non è debolezza intrinseca, ma il vantaggio entropico dei gruppi muscolari che li sovrastano.

Diagnosi biomeccanica: tre livelli

Il modello prevede tre livelli di analisi diagnostica.

Il primo livello è l'analisi vettoriale: identificare quali accorciamenti muscolari sono responsabili dei conflitti meccanici endo-articolari e dei fenomeni compressivi su articolazioni e dischi intervertebrali.

Il secondo livello è l'identificazione delle abilità emergenti: riconoscere quali strategie sostitutive il sistema ha sviluppato e che mascherano il deficit motorio reale.

Il terzo livello è la diagnosi differenziale tra accorciamenti primari — di origine mio-fasciale — e accorciamenti secondari, determinati da cause stomatognatiche, viscerali, neurologiche o scheletriche, che richiedono collaborazione con gli specifici professionisti.

Strumenti terapeutici

Il trattamento si basa su tre strumenti: contrazioni isometriche eseguite in massimo allungamento fisiologico, respirazione diaframmatica fisiologica e ricalibrazione propriocettiva. L'obiettivo è ridurre la Forza Resistente e ripristinare la funzionalità delle unità mio-fasciali inibite, restituendo al sistema la capacità di auto-organizzarsi in modo efficiente.

Il modello qui descritto è il risultato della rielaborazione del Metodo Mézières alla luce della biomeccanica e della fisica dei sistemi complessi, sviluppata da AIFiMM in oltre 30 anni di attività clinica e formativa.

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