Françoise Mézières trasmetteva il suo metodo attraverso un insegnamento fondato sull'analisi meccanica precisa: esame dettagliato della funzione di ciascun muscolo all'interno di una rete di dipendenze reciproche.
I docenti AIFiMM, Mauro Lastrico e Laura Manni allievi diretti di Mézières, hanno mantenuto intatta questa impronta metodologica, rendendola accessibile attraverso il linguaggio della biomeccanica contemporanea.
La formazione online restituisce questa stessa precisione analitica attraverso una struttura didattica che procede per acquisizioni successive, mantenendo coerenza con l'insegnamento originale.
Quando Françoise Mézières iniziò a documentare le sue osservazioni, registrava comportamenti muscolari in contrasto con le descrizioni anatomiche correnti. Si trattava di evidenze raccolte sul campo, attraverso il contatto diretto con i pazienti, prima ancora che esistesse un modello teorico in grado di inquadrarle.
Le sue formulazioni — "la catena posteriore agisce come un'unica struttura contratta" — restituivano ciò che emergeva nella pratica, ma senza un apparato concettuale che spiegasse in termini fisici il perché di tali dinamiche.
Con il tempo, l'avanzamento delle discipline scientifiche ha messo a disposizione categorie interpretative più precise per rileggere quei fenomeni clinici.
La meccanica dei tessuti biologici ha definito il comportamento del connettivo sotto sollecitazione prolungata. L'approccio biomeccanico ha permesso di quantificare le forze muscolari e i loro effetti sulle strutture articolari. La teoria dei sistemi ha chiarito come modificazioni locali inneschino risposte adattative diffuse.
Questi sviluppi non annullano il valore delle osservazioni di Mézières, ma offrono una cornice interpretativa più definita, utilizzabile nella costruzione di percorsi terapeutici fondati su criteri espliciti.
Il Metodo Mézières può essere letto secondo due dimensioni integrate:
Il programma formativo AIFiMM online interpreta il Metodo Mézières come chiave di lettura della meccanica muscolo-scheletrica, guidando il professionista dalla comprensione teorica all'utilizzo clinico concreto.
Trasmettere il Metodo Mézières come strumento clinico richiede trasparenza sui contenuti e coerenza tra quanto dichiarato e quanto proposto nei percorsi formativi.
AIFiMM ha sottoposto i propri programmi didattici a valutazione esterna, affidando al CPD Certification Service (UK) l'analisi della coerenza metodologica e della fondatezza del modello biomeccanico insegnato.
Il processo di certificazione CPD ha comportato l'esame dei materiali formativi e della tenuta scientifica dell'impianto teorico proposto, secondo criteri applicati nei contesti sanitari europei.
In parallelo, l'attività formativa in Italia si sviluppa all'interno del sistema ECM. AIFiMM opera come Provider accreditato Age.na.s, progettando autonomamente l'offerta formativa e assumendo la responsabilità scientifica e didattica di ogni contenuto proposto.
Questa impostazione garantisce chiarezza su cosa viene insegnato e su quali fondamenti si regge, affinché quanto appreso si traduca in scelte cliniche consapevoli.
Il percorso formativo AIFiMM tratta il Metodo Mézières distinguendo due componenti integrate ma concettualmente separate: una struttura metodologica e una traduzione terapeutica.
Questa separazione riflette la natura del metodo: un impianto teorico fondato su leggi fisiche e un'applicazione che si adatta alle caratteristiche del singolo caso.
Non si tratta di imparare solo "cosa fare", ma di acquisire strumenti per leggere cosa accade e orientare le scelte terapeutiche in modo progressivamente più consapevole.
La struttura metodologica
Si fonda su leggi della meccanica applicate al sistema muscolo-scheletrico.
Le alterazioni funzionali e articolari vengono interpretate come esiti coerenti di configurazioni di forza determinate da:
Questo livello offre categorie interpretative basate sulle proprietà fisiche dei tessuti e sui vincoli meccanici delle strutture articolari, e consente di:
Nella formazione online, questo livello viene costruito attraverso tappe successive: dall'osservazione pratica all'esplicitazione dei principi, ritornando ciclicamente sugli stessi concetti fino a renderli operativi, senza presupporre preparazione pregressa.
La traduzione terapeutica
L'applicazione concreta non ammette standardizzazione rigida.
La traduzione terapeutica richiede calibrazione continua in base alle risposte del paziente. Implica la capacità di modificare sequenze, priorità e tattiche in funzione di ciò che emerge dal corpo, non di ciò che prescrive un protocollo.
I docenti AIFiMM, formati direttamente con Mézières, trasmettono questa pratica clinica: un intervento guidato dalla struttura metodologica, basato su criteri biomeccanici esplicitabili e su un ragionamento verificabile passo dopo passo.
Nel metodo non esiste una "esecuzione corretta" in senso assoluto, ma una coerenza da verificare, un feedback da interpretare, una tattica da modificare.
| MODELLO INTERPRETATIVO (principi condivisibili) | PRATICA CLINICA (adattativa) |
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L'integrazione coerente di queste due componenti è ciò che mantiene l'efficacia del Metodo Mézières nella pratica contemporanea.
Obiettivo condiviso: costruire decisioni terapeutiche fondate, personalizzate sul singolo paziente e verificabili nel contesto clinico reale.
Il corso online in modalità asincrona si sviluppa su 38 ore complessive ed è destinato a fisioterapisti che ricercano strumenti teorico-pratici per affrontare disfunzioni muscolo-scheletriche, con particolare riferimento a quadri cronici e resistenti agli approcci terapeutici convenzionali.
Il percorso didattico è organizzato in 18 moduli video in alta definizione, integrati da materiali PDF scaricabili e approfondimenti teorici strutturati.
I contenuti teorici e le dimostrazioni tecniche replicano quelli del percorso in presenza, adattati al formato digitale per garantire studio autonomo e progressivo.
Fondamenti del modello
Il programma formativo riprende principi fisici che il fisioterapista già conosce, reinterpretandoli e applicandoli con coerenza al sistema muscolo-scheletrico umano per guidare osservazione clinica e decisioni terapeutiche.
I concetti vengono presentati gradualmente, partendo dall'analisi di casi clinici concreti e supportati da spiegazioni applicative ed esempi dimostrativi.
Caratteristica centrale della formazione AIFiMM
L'approccio distintivo consiste nell'affrontare il Metodo Mézières attraverso un modello di ragionamento clinico biomeccanico, costruito sull'analisi vettoriale applicata alle forze muscolari.
Le tre domande guida del percorso formativo:
Integrazione con le neuroscienze del dolore
Il modello biomeccanico sviluppato da AIFiMM si integra con gli approcci neurofisiologici contemporanei al dolore, concentrandosi specificamente sull'analisi dei vettori di forza e delle condizioni meccaniche che possono perpetuare o amplificare la manifestazione sintomatica.
Analisi vettoriale come strumento operativo
L'analisi biomeccanica vettoriale costituisce lo strumento operativo che rende possibile questa integrazione: permette di interpretare i dati osservabili, anticipare le modifiche meccaniche e orientare la strategia terapeutica.
Prevalenze anatomiche verificabili
Le prevalenze anatomiche sono oggettivamente verificabili: ciascuna articolazione presenta differenze strutturali nel numero di muscoli coinvolti, nella lunghezza dei bracci di leva e nell'angolazione di applicazione delle forze.
All'aumentare della FR (Forza Resistente), queste prevalenze determinano le alterazioni articolari lungo direzioni ricorrenti e anticipabili.
Per questo l'analisi vettoriale possiede capacità predittiva: orienta su cosa verificare e quali vettori muscolari stanno generando l'alterazione assiale.
L'osservazione fornisce i dati, la fisica ne fornisce l'interpretazione, l'intervento acquisisce precisione.
È l'applicazione della fisica al ragionamento clinico nella pratica quotidiana.
Pratica clinica consapevole
Nel modello AIFiMM, il Metodo Mézières rappresenta una pratica clinica fondata sulla consapevolezza: richiede comprensione dei vettori di forza operanti e capacità di adattamento individualizzato al paziente.
Docenti
Il corso è condotto da Mauro Lastrico e Laura Manni, fisioterapisti AIFiMM formati direttamente da Françoise Mézières.
Lezione 5 – Lavoro in posizione supina | Piano sagittale
Durata: circa 2 ore
Questo video presenta una lezione integrale del corso, senza tagli né sintesi, ed è rappresentativo:
del formato didattico utilizzato
del livello di approfondimento teorico e pratico
del metodo di spiegazione e di ragionamento clinico adottato lungo tutto il percorso formativo
La lezione è dedicata al lavoro in posizione supina sul piano sagittale, con analisi biomeccanica, criteri di osservazione e applicazione pratica coerenti con il modello insegnato nel corso.
[Vai alla pagina di iscrizione e guarda la Lezione 5 completa]
Il percorso formativo online sviluppa progressivamente le competenze necessarie per applicare il modello biomeccanico AIFiMM, conducendo dall'acquisizione dei fondamenti teorici alla capacità di gestire quadri clinici complessi.
Al termine del corso avrai acquisito le competenze per:
Questa prima fase costruisce il linguaggio biomeccanico comune: osservazione dei pattern, interpretazione vettoriale e comprensione delle strategie terapeutiche coerenti.
Il percorso prosegue sviluppando la capacità di:
Al completamento del corso, il modello diventa pienamente operativo: non solo comprenderai cosa trattare, ma perché, quando e secondo quale sequenza logica.
Le competenze vengono sviluppate attraverso:
Il formato video consente di rivedere più volte le sequenze critiche, consolidando progressivamente la comprensione del modello biomeccanico sistemico.
✓ 50 crediti ECM (AIFiMM – Provider n. 1701)
✓ 38 CPD hours (UK, CPD Certification Service – AIFiMM Provider n. 21418)
Il CPD (Continuing Professional Development) è il sistema di crediti adottato in UK e nei principali contesti sanitari internazionali.
La certificazione CPD attesta qualità formativa superiore e scientificamente fondata, secondo standard europei e internazionali, distinguendo il percorso e valorizzando il curriculum professionale.
Cosa sono i CPD e perchè servono - leggi l'articolo
Valutazione ufficiale — CPD Certification Service (UK) – corso Mezieres online AIFIMM
Il corso è stato esaminato e certificato dal CPD Certification Service con le seguenti motivazioni:
"Un corso avanzato che offre un modello scientificamente fondato per la valutazione e il trattamento delle disfunzioni muscolo-scheletriche.
Basato sui principi del Metodo Mézières, integra fisica, analisi delle catene miofasciali e valutazione muscolare vettoriale per identificare gli accorciamenti primari, ottimizzare l'allineamento articolare e ripristinare la funzionalità articolare.
Il programma comprende 38 ore di video-lezioni e 6 ore di materiali di lettura, con dimostrazioni, casi clinici e strumenti diagnostici." |
Il CPD Service ha selezionato e pubblicato alcuni articoli scritti dai docenti AIFiMM come approfondimenti scientifici sul modello biomeccanico sistemico.
Il corso è riservato a: |
fisioterapisti, medici, osteopati, massofisioterapisti, TO, TNPEE |
✓ Accesso completo ai contenuti fino al 31 dicembre, con possibilità di rivedere ogni modulo in qualsiasi momento
✓ 38 ore di videolezioni HD organizzate in 18 lezioni, più circa 6 ore di materiali PDF di approfondimento
✓ Dimostrazioni pratiche e casi clinici registrati che riproducono il programma teorico-pratico del corso in presenza
✓ Flessibilità totale di studio: puoi seguire il percorso in autonomia, integrandolo con l’attività lavorativa
✓ Supporto diretto dei docenti tramite chat dedicata per domande, chiarimenti e confronto clinico
✓ Iscrizione all’elenco operatori Mézières sul sito AIFiMM, in quanto percorso FAD conforme al modello biomeccanico sistemico AIFiMM (registro pubblico che garantisce trasparenza formativa e permette a pazienti e strutture sanitarie di verificare la preparazione specifica nel Metodo Mézières secondo il modello biomeccanico sistemico)
titolo ufficiale del corso accreditato Age.na.s.
METODO MEZIERES – BIOMECCANICA DISTRETTUALE E SISTEMICA – VALUTAZIONE E TRATTAMENTO PATOLOGIE MUSCOLO-SCHELETRICHE
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La formazione AIFiMM si basa su principi di responsabilità clinica, trasparenza e rigore scientifico.
Il nostro modello biomeccanico analitico e sistemico del Metodo Mézières, è rivolto a professionisti sanitari e fondato su osservazione clinica verificabile, fisica dei sistemi complessi e analisi vettoriale muscolare.
Dalle osservazioni cliniche alla biomeccanica applicata
Il Metodo Mézières si origina da osservazioni che hanno documentato relazioni tra riduzioni di lunghezza muscolare e modificazioni degli assi articolari e vertebrali.
Nel corso online AIFiMM, queste osservazioni vengono inserite in una cornice biomeccanica che permette di collegare la valutazione dei singoli segmenti con una comprensione sistemica dell'apparato muscolo-scheletrico.
L'impostazione formativa si articola su:
Questa struttura consente di rendere il processo decisionale più esplicito, verificabile e comunicabile, mantenendo coerenza con i fondamenti del Metodo Mézières.
Perché Mézières rifiutava i termini "postura" e "globale"
Françoise Mézières contestava apertamente queste formulazioni.
"Non si tratta 'globalmente'. È un'espressione vuota, una parola passe-partout per nascondere l'assenza di precisione. Si tratta ogni muscolo nella sua funzione meccanica precisa, nella sua linea di forza, nella sua azione sull'osso. Quanto a 'postura'... la postura non è un fine, è una conseguenza. Correggerla senza capire le forze che l'hanno prodotta è come ridipingere una casa che brucia." — Françoise Mézières, Originalité de la Méthode Mézières
La configurazione posturale rappresenta l'effetto di forze operanti, non l'obiettivo terapeutico. Agire sulla manifestazione esterna senza comprendere i vettori che l'hanno determinata significa intervenire sulla conseguenza anziché sulla causa.
Per questo nella formazione online AIFiMM si utilizzano termini come:
anziché "rieducazione posturale" o "trattamento globale".
Applicazione nel ragionamento clinico
Nel modello formativo AIFiMM, la comprensione sistemica non sostituisce la valutazione distrettuale, ma ne rappresenta il contesto interpretativo.
La strategia terapeutica viene quindi costruita attraverso una valutazione che considera sia le condizioni del segmento sia le relazioni di forza nell'intero sistema muscolo-scheletrico.
Esempio clinico – Gonalgia con ginocchio valgo
In approcci prevalentemente sistemici, l'intervento tende a concentrarsi sul riequilibrio complessivo delle catene muscolari, attendendo una normalizzazione graduale del segmento interessato.
Nell'impostazione formativa AIFiMM, l'intervento parte da un'analisi specifica del distretto, che permette di:
Il lavoro viene poi esteso alla catena muscolare correlata, per consolidare nel tempo il risultato ottenuto localmente.
L'intervento si struttura quindi su due dimensioni integrate:
Sintesi operativa
Il percorso formativo AIFiMM online non contrappone intervento locale e intervento sistemico.
Propone una valutazione distrettuale guidata da una comprensione sistemica, che permette di orientare le scelte terapeutiche in modo coerente, verificabile e adattabile al singolo paziente.
L'osservazione clinica documenta un processo ricorrente: anche in assenza di quadri patologici specifici, il tessuto muscolare tende a ridurre progressivamente la propria lunghezza, alterando nel tempo gli equilibri statici e dinamici articolari.
Nei contenuti video del corso, questo fenomeno viene mostrato direttamente attraverso l’osservazione del paziente, collegando la spiegazione teorica alle immagini cliniche reali.
Il modello AIFiMM spiega questo processo attraverso le leggi della meccanica dei materiali applicate ai tessuti biologici.
Il tessuto muscolare presenta due componenti con comportamenti meccanici distinti: le fibre contrattili hanno proprietà elastiche (ritornano alla lunghezza iniziale dopo la contrazione), mentre la matrice connettivale ha proprietà plastiche (mantiene la deformazione nel tempo in funzione dell'intensità e della durata della tensione applicata).
Non si tratta di patologia: è fisica applicata ai tessuti biologici.
Dal momento che il muscolo genera sempre forze compressive e lo scheletro risponde passivamente a queste sollecitazioni, le riduzioni di lunghezza muscolare rappresentano il fattore primario nelle alterazioni degli assi articolari.
Il formato video consente di visualizzare come queste forze agiscano sull’assetto articolare, rendendo immediato il collegamento tra principio fisico e conseguenza clinica.
Su questi principi si costruisce il modello FR–FL (Forza Resistente – Forza Lavoro), nucleo centrale dell'approccio biomeccanico AIFiMM: un muscolo con lunghezza ridotta è contemporaneamente eccessivo dal punto di vista statico (FR elevata, che modifica gli allineamenti) e insufficiente dal punto di vista dinamico (FL ridotta, con conseguente aumento dei compensi).
FR e FL sono inversamente correlate: quando la prima aumenta, la seconda diminuisce proporzionalmente.
Nei video dedicati al modello FR–FL, i docenti mostrano come questa relazione emerga concretamente durante la valutazione e il trattamento.
Questo fenomeno controintuitivo chiarisce perché gli esercizi di rinforzo, applicati a muscoli strutturalmente accorciati, spesso non risolvono il quadro clinico e possono anzi aggravarlo.
Il recupero funzionale richiede la riduzione della FR per permettere il ripristino dell'efficienza meccanica.
La possibilità di rivedere più volte le sequenze video consente di assimilare questo passaggio chiave del ragionamento clinico secondo i propri tempi di apprendimento.
Questi principi fisici costituiscono la base del ragionamento clinico AIFiMM sviluppato nei contenuti video del corso.
Nelle dimostrazioni video vedrai come i docenti identificano un muscolo accorciato: non cercano solo “tensione”, ma la presenza simultanea di due disfunzioni — un tessuto che limita l'articolazione (FR elevata) e che al contempo non riesce a sviluppare efficienza dinamica (FL ridotta).
L'analogia del freno a mano chiarisce il meccanismo: più il freno è tirato, più energia serve per muovere l'auto, ma quella forza non produce avanzamento — contrasta il blocco.
Osservare questa dinamica nei casi clinici commentati permette di comprendere il modello non come un concetto astratto, ma come uno strumento operativo di lettura del paziente.
Questo spiega perché chiedere al paziente di “rinforzare” il distretto spesso peggiora il sintomo: si aumenta la potenza senza rimuovere il freno.
Quando questa relazione viene compresa osservando direttamente le valutazioni nei video, il ragionamento clinico cambia in modo stabile, non solo teorico.
Quando comprendi questa dinamica osservando le valutazioni nei video, il ragionamento clinico si modifica radicalmente.
Dopo aver chiarito la meccanica dell'accorciamento muscolare, il modello AIFiMM procede al livello successivo: interpretare perché le modifiche articolari non compaiono in modo casuale, ma si manifestano lungo traiettorie ricorrenti e statisticamente anticipabili.
Nei contenuti video del corso, questo passaggio viene reso evidente osservando come le stesse alterazioni emergano in pazienti diversi secondo schemi ricorrenti.
Questo è reso possibile dall'analisi vettoriale applicata alle forze muscolari.
La distribuzione muscolare attorno alle articolazioni non è simmetrica.
Per ciascun sistema agonista–antagonista esistono differenze anatomiche strutturali — nel numero di muscoli, nella lunghezza dei bracci di leva e nell'angolo di applicazione delle forze — che generano prevalenze direzionali delle forze, indipendenti dall'attività fisica o dal controllo volontario del soggetto.
Nelle videolezioni, queste prevalenze vengono riconosciute direttamente sul corpo del paziente, collegando l’anatomia funzionale alle risultanti di forza osservabili.
Quando la FR (Forza Resistente) aumenta, queste prevalenze direzionali si manifestano per prime, determinando la progressiva perdita della sequenza articolare fisiologica.
Non si tratta di adattamenti casuali, ma della conseguenza anticipabile dell'applicazione delle leggi fisiche alla struttura anatomica.
Il formato video consente di seguire questo processo passo dopo passo, osservando come la perdita di sequenza emerga già in condizioni statiche.
Questo spiega perché determinati quadri clinici si presentano con elevata frequenza. Alcuni esempi:
Nelle valutazioni video osserverai che questi assetti sono già evidenti in statica, prima ancora che il paziente esegua qualsiasi movimento. L'omero non "si intraruota" durante l'azione — è già intraruotato.
Come una fessura in un muro che segue le linee di minore resistenza strutturale.
La prevalenza anatomica è già operativa in condizione statica, e il movimento la rende più evidente.
Per questo vedrai nei video come la valutazione parta dall'osservazione statica: fornisce già indicazioni precise su dove concentrare l'analisi.
Il processo di ragionamento clinico si inverte: invece di partire dall'osservazione per cercare una spiegazione successiva, si parte dalla conoscenza delle prevalenze anatomiche per anticipare le alterazioni, verificarle nella valutazione e identificare rapidamente i vettori muscolari coinvolti.
Nei contenuti video questo cambio di prospettiva è particolarmente evidente, perché il ragionamento viene mostrato in tempo reale durante la valutazione del paziente.
Questa capacità predittiva trova riscontro anche in ambito neurologico: quando il controllo inibitorio centrale viene meno, come nell'emiparesi spastica, le medesime prevalenze anatomiche si esprimono in forma amplificata. Cause differenti, medesima realtà strutturale.
La connessione con il modello FR–FL è immediata: all'aumentare della Forza Resistente, i vettori sottodominanti perdono la capacità di compensazione e l'articolazione devia secondo le direzioni anatomicamente prevalenti.
Le dimostrazioni video permettono di osservare direttamente questa perdita di compensazione, chiarendo il legame tra teoria vettoriale e comportamento clinico reale.
Su questa base, l'analisi vettoriale diventa uno strumento clinico operativo: consente di orientare fin da subito la valutazione, ridurre l'incertezza interpretativa e agire sui vettori responsabili.
Il formato asincrono consente di rivedere più volte questi passaggi decisionali, consolidando il ragionamento clinico predittivo.
Il modello biomeccanico AIFiMM integra osservazione e capacità predittiva: dalla conoscenza delle prevalenze anatomiche è possibile anticipare quali modifiche si manifesteranno.
Nell'approccio AIFiMM, la riduzione di lunghezza muscolare non viene interpretata come un fenomeno isolato o inspiegabile, ma come l'esito conclusivo di processi di modulazione del tono che interessano sistemi multipli.
Qualunque sia l'innesco iniziale, il tessuto muscolare costituisce sempre l'effettore terminale — il mezzo attraverso cui l'organismo attua le proprie strategie adattative. Il modello identifica quindi diversi livelli di regolazione.
Livello neurofisiologico: il tono basale è controllato da circuiti di integrazione tra afferenze sensoriali e risposte motorie.
Il sistema nervoso impiega l'aumento di tono come meccanismo di difesa, attraverso riflessi antalgici che possono attivarsi dopo l'insorgenza del dolore (risposta "a posteriori") o anticiparlo (strategia "a priori").
Quando queste attivazioni si protraggono, coinvolgono la matrice connettivale e si consolidano in riduzioni strutturali: questo livello rientra pienamente nella competenza fisioterapica, poiché si manifesta attraverso modifiche del sistema muscolo-scheletrico.
Livello biomeccanico: l'incremento di tono costituisce una risposta compensatoria a variazioni dei carichi, delle geometrie articolari o della distribuzione dei baricentri.
Il sistema preserva l'equilibrio a costo di innescare un circolo auto-amplificante: modificazione meccanica → incremento di tono → riduzione di lunghezza → ulteriore modificazione.
Gli effetti includono aumento della FR, diminuzione della FL, perdita di efficienza e irrigidimento progressivo: anche questo ambito è di pertinenza fisioterapica diretta, poiché genera alterazioni articolari osservabili e trattabili.
Livello psico-somatico: esiste documentazione scientifica su come stati emotivi persistenti possano modulare il tono muscolare attraverso vie neurovegetative e circuiti centrali, fino a determinare quadri ortopedici strutturati.
Indipendentemente dal livello di partenza, il fattore comune rimane costante: l'organismo utilizza il tessuto muscolare come elemento esecutivo finale.
Quadri clinici con origini differenti possono quindi confluire verso accorciamenti e schemi compensatori sovrapponibili.
I casi clinici analizzati nei video del corso online mostrano come il tessuto muscolare accorciato rappresenti spesso "l'esito finale" di percorsi eziologici distinti.
Un paziente con lombalgia cronica può presentare riduzioni strutturali originate da alterazioni biomeccaniche del carico; un altro dalle strategie di protezione antalgica mantenute per anni dopo un trauma; un terzo da compensi a distanza — un vecchio problema podalico mai risolto che ha modificato l'assetto degli appoggi.
L'assetto finale osservato — lordosi accentuata, antiversione pelvica, psoas accorciato — può apparire sovrapponibile.
Vedrai nelle valutazioni video come l'analisi non si limiti a registrare "cosa è visibile", ma ricerchi quale livello mantiene attivo il processo, per evitare di intervenire esclusivamente sull'esito terminale.
Il compito del modello AIFiMM non consiste nello spiegare ogni possibile origine, ma nell'analizzare con precisione gli aspetti di competenza biomeccanica, distinguendo tra causa primaria, risposta muscolare adattativa e conseguenze articolari.
Su questa base viene introdotta l'interpretazione del sistema muscolo-scheletrico come sistema complesso.
Nel 1947 Françoise Mézières enunciò quella che definì la sua scoperta fondamentale: i numerosi muscoli dorsali si comportano come un solo muscolo, troppo forte e troppo corto.
Quella che all'epoca rappresentava un'osservazione empirica basata sull'esperienza clinica riceve oggi conferma scientifica dalla teoria dei sistemi complessi, che descrive il comportamento di insiemi costituiti da molti elementi interdipendenti e interagenti.
L'apparato muscolo-scheletrico umano costituisce, a ogni livello, un sistema complesso.
Questo implica che nessuna regione opera in modo autonomo e che qualsiasi intervento distrettuale genera necessariamente risposte adattative a livello sistemico.
Dal punto di vista storico, l'introduzione del concetto di catena muscolare ha segnato il primo passo oltre la lettura segmentaria.
L'approccio biomeccanico AIFiMM interpreta il funzionamento delle catene muscolari attraverso leggi fisiche verificabili, integrando struttura anatomica e dinamica funzionale in un modello sistemico.
All'interno di un sistema complesso, la manifestazione sintomatica non corrisponde obbligatoriamente alla localizzazione della disfunzione primaria.
Un sintomo distrettuale può rappresentare la manifestazione di un assetto sistemico modificato, e gli interventi circoscritti possono rivelarsi non solo privi di efficacia, ma biomeccanicamente dannosi.
Questo spiega perché istruzioni del tipo "mantieni la schiena dritta" o numerose auto-correzioni volontarie si rivelino frequentemente inefficaci: incrementano il tono complessivo e la FR, deteriorando l'efficienza energetica del sistema.
Una caratteristica ulteriore dei sistemi complessi consiste nella comparsa di proprietà emergenti.
Quando determinati muscoli diventano inefficienti a causa di riduzioni eccessive, il sistema non si arresta: li esclude dal movimento, attiva catene sinergiche alternative e sviluppa schemi sostitutivi.
Nei video di analisi dinamica questo fenomeno è evidente: quando viene richiesto di elevare l'arto superiore, si osserva la scapola muoversi anticipatamente rispetto all'omero, oppure il bacino spostarsi quando dovrebbe attivarsi esclusivamente l'arto inferiore.
Non si tratta di esecuzione "scorretta" — è l'unica strategia disponibile al sistema per completare il compito richiesto quando i muscoli che dovrebbero eseguirlo primariamente sono eccessivamente accorciati.
È come selezionare un percorso tortuoso alternativo quando la via diretta principale è bloccata: il risultato viene raggiunto, ma a costo di dispendio energetico e usura meccanica molto superiori.
Questo chiarisce perché il rinforzo isolato dei muscoli sottodominanti non risolva la disfunzione e perché alcuni muscoli monoarticolari vengano sistematicamente bypassati dal movimento.
Nell'interpretazione AIFiMM, un sistema opera con efficienza quando funziona ai margini del caos, in una condizione dove la FL prevale sulla FR.
Quando invece la FR aumenta, il sistema perde flessibilità, il costo energetico aumenta e la sequenza articolare fisiologica viene compromessa.
Un sistema efficiente si muove con fluidità, senza apparente dispendio, con transizioni continue tra un segmento e l'altro.
Quando la FR aumenta, il movimento diventa frammentato, "a scatti", con interruzioni e compensi evidenti.
Nei video vedrai pazienti che riferiscono "faccio fatica a compiere azioni semplici" — non per insufficienza muscolare, ma perché ogni gesto richiede un dispendio energetico triplicato.
È come spingere un carrello della spesa con le ruote bloccate: si applica forza elevata ma l'avanzamento è minimo, e la fatica sopraggiunge rapidamente.
Per questi motivi, il Metodo Mézières non può essere semplificato a una tecnica distrettuale né interpretato come una sequenza di correzioni segmentarie.
L'interpretazione sistemica non costituisce un'aggiunta teorica opzionale, ma la condizione indispensabile per sviluppare un ragionamento clinico coerente, distinguere tra causa primaria ed effetto secondario, e selezionare strategie terapeutiche realmente efficaci.
Su questa base il modello AIFiMM procede dall'analisi biomeccanica al ragionamento clinico applicato.
Nel dolore muscolo-scheletrico, la manifestazione sintomatica costituisce sempre un dato clinico significativo, ma non corrisponde automaticamente alla sorgente della disfunzione.
In alcuni casi la sofferenza ha effettivamente origine distrettuale; in altri, l'articolazione che manifesta il sintomo rappresenta l'esito di un assetto adattativo che interessa più regioni.
L'approccio AIFiMM non presuppone mai che il dolore sia "di origine sistemica" o "riferito". Al contrario, il processo diagnostico si fonda precisamente sulla necessità di distinguere tra sofferenza primaria locale e manifestazione secondaria, evitando interpretazioni approssimative o spiegazioni non verificabili.
Il tono muscolare rilevabile clinicamente costituisce il risultato di processi di regolazione neurofisiologica e biomeccanica finalizzati a garantire stabilità articolare e continuità funzionale.
Quando queste strategie compensatorie si protraggono, possono coinvolgere la matrice connettivale muscolare, consolidarsi in riduzioni strutturali e alterare la sequenza articolare fisiologica.
La manifestazione sintomatica compare frequentemente quando i margini di compensazione del sistema si esauriscono.
Nel modello AIFiMM, il processo diagnostico integra:
con l'obiettivo di determinare se la regione sintomatica rappresenti la causa primaria della disfunzione oppure la sede di espressione di un assetto adattativo più esteso.
Questa distinzione è determinante perché orienta direttamente la strategia d'intervento.
Quando la disfunzione è primariamente locale, l'intervento sul distretto sintomatico può produrre risultati stabili.
Quando invece la manifestazione è secondaria, trattare esclusivamente la sede del sintomo genera miglioramenti temporanei, non destinati a mantenersi.
L'analogia con la spia del cruscotto dell'auto chiarisce il meccanismo: può trattarsi del sensore difettoso (problema locale — sostituisci il sensore e risolvi) oppure del motore in surriscaldamento (problema sistemico — la spia è solo il segnale).
Nel primo caso, intervenire dove compare il sintomo produce miglioramento stabile.
Nel secondo, una sintomatologia alla spalla può attenuarsi temporaneamente, ma se la causa risiede in un blocco pelvico che impone compensi alla colonna, la spalla manifesterà nuovamente dolore finché non viene rimossa la disfunzione primaria.
Nei video del corso vedrai come vengono applicati i test di differenziazione: non per "dimostrare" che il dolore è riferito, ma per evitare di trattare ripetutamente il sintomo senza modificare i vettori di forza che lo rigenerano.
Un elemento critico del ragionamento diagnostico consiste nella distinzione tra riduzioni muscolari primarie e secondarie.
Nelle prime, il sistema muscolare costituisce l'origine dell'alterazione articolare e il riequilibrio vettoriale può produrre risultati stabili ed efficaci.
Nelle seconde, il muscolo rappresenta una risposta adattativa a una disfunzione proveniente da altri apparati e richiede un approccio multidisciplinare per evitare recidive.
Questo spiega perché alcuni miglioramenti si mantengono e altri no.
Non dipende dal fatto che l'intervento "funzioni o non funzioni", ma dal fatto che i vettori di forza responsabili dell'alterazione siano stati, o meno, correttamente identificati e modificati.
Nell'approccio AIFiMM, il sintomo può avere origine locale o sistemica: ciò che determina l'efficacia non è l'interpretazione preconcetta, ma la capacità di differenziarli attraverso un'analisi biomeccanica rigorosa.
Nell'approccio AIFiMM, i principi fisici non determinano protocolli standardizzati, ma forniscono criteri di orientamento clinico.
L'obiettivo dell'intervento non consiste nel correggere un assetto posturale o normalizzare un'apparenza esteriore, ma nel modificare i vettori di forza che mantengono il sistema in condizione di inefficienza meccanica, riducendo la FR (Forza Resistente) e ripristinando la FL (Forza Lavoro) effettivamente disponibile.
Questo richiede una distinzione fondamentale: le due componenti del tessuto muscolare — contrattile e connettivale — rispondono a stimoli differenti e non possono essere trattate con modalità identiche.
Il movimento spontaneo, pur essendo indispensabile per la funzione, non è sufficiente a recuperare lunghezza in un sistema muscolare strutturalmente accorciato: rispetta invariabilmente i limiti già consolidati e i confini che il sistema nervoso ha definito come sicuri.
È come quando provi a toccarti le punte dei piedi: arrivi fino a dove il corpo ti "permette" di andare, anche se spingi.
Quel limite non è strutturale — è il punto dove il sistema nervoso dice "stop, più in là è pericoloso".
Il movimento spontaneo rispetta sempre questo confine di sicurezza.
Il tessuto connettivale accorciato sta oltre quel confine: per raggiungerlo serve un lavoro guidato.
Nelle dimostrazioni video vedrai come il terapeuta porta il paziente gradualmente oltre il limite abituale, in condizioni controllate e sicure.
Quando la riduzione coinvolge la matrice connettivale, il recupero di lunghezza richiede un intervento terapeutico guidato, capace di portare il tessuto oltre i limiti di compensazione spontanea.
Il modello AIFiMM chiarisce perché tecniche differenti producono risultati differenti.
Agire esclusivamente sul tono muscolare, eseguire mobilizzazioni o allungamenti passivi può risultare efficace sulla componente contrattile, ma si dimostra insufficiente sul substrato connettivale responsabile della riduzione residua.
Da qui l'utilizzo di contrazioni isometriche eseguite in condizione di massimo allungamento fisiologico o relativo, integrate in una strategia coerente e continuamente adattata alle risposte del sistema.
Nell'approccio AIFiMM, la tecnica non viene mai applicata in modo automatico.
La medesima manovra può generare effetti opposti in funzione del contesto meccanico: se eseguita al di sotto della soglia corretta, può incrementare ulteriormente la FR. Per questo la precisione del posizionamento, l'interpretazione delle prevalenze vettoriali e l'osservazione continua della risposta del paziente risultano clinicamente determinanti.
L'intervento efficace risponde sempre a una doppia logica:
da un lato, risolvere il conflitto meccanico specifico che genera il sintomo; dall'altro, evitare che la correzione distrettuale produca un incremento globale delle tensioni.
Un intervento che migliora il distretto ma irrigidisce il sistema complessivo è destinato all'inefficacia; al contrario, un lavoro esclusivamente "sistemico" che non affronta il conflitto reale può migliorare la percezione generale senza risolvere la disfunzione.
Vedrai nei video pazienti che al termine della seduta appaiono più "sciolti", respirano con maggiore ampiezza, riferiscono sensazione di libertà — ma quando viene richiesto di ripetere il movimento che generava dolore, il conflitto meccanico è ancora presente.
È come allentare tutte le viti di una macchina tranne quella bloccata: tutto sembra più morbido, ma il pezzo non si muove.
Serve identificare dove la tensione si concentra realmente — la spalla che non abduce, il bacino che non ruota, il ginocchio che non si estende — e intervenire lì con precisione, senza irrigidire il resto del sistema.
Ogni assetto osservabile, anche quando appare disfunzionale, rappresenta la migliore strategia adattativa che il sistema ha elaborato in quel momento.
Il miglioramento non si definisce attraverso la simmetrizzazione visiva, ma attraverso la riduzione della tensione complessiva, l'incremento dello spazio sistemico e il recupero dell'efficienza funzionale.
I criteri di efficacia dell'intervento non si limitano alla riduzione immediata del sintomo.
Al termine della seduta devono essere presenti simultaneamente un miglioramento distrettuale, una riduzione globale della tensione e una maggiore capacità di adattamento del sistema, senza comparsa di nuove strategie compensatorie.
In assenza anche di uno solo di questi elementi, il risultato tende a essere temporaneo.
Nei video osserverai come viene verificato il risultato: non solo "il dolore è diminuito?", ma anche "come si muove ora?" e "dove si è trasferita la tensione?".
Se la spalla si è sbloccata ma il paziente ora mantiene il collo rigido, il problema si è spostato.
Se sta meglio ma il movimento rimane frammentato, il sintomo si è ridotto ma non l'inefficienza.
Quando i tre criteri sono presenti insieme — sintomo ridotto, movimento fluido, sistema più elastico — il miglioramento ha probabilità elevate di mantenersi.
Quando anche uno solo manca, il risultato rischia di essere transitorio.
Per questo il Metodo Mézières secondo AIFiMM non prevede sequenze standardizzate, ma una strategia clinica adattativa.
La priorità dell'intervento varia in funzione delle prevalenze presenti e della risposta del sistema: talvolta risulta necessario operare prima sugli aspetti sistemici, altre volte affrontare direttamente il conflitto distrettuale, sempre evitando di generare rigidità complessiva.
Nell'applicazione clinica, questo approccio si dimostra particolarmente efficace nei quadri cronici, recidivanti o resistenti, quando le manifestazioni si ripresentano nonostante i trattamenti precedenti, spesso perché i vettori di forza che le rigenerano non sono stati identificati e modificati.
L'intervento è sempre individuale, attivo e guidato.
Richiede tempo, ascolto e osservazione, perché il compito del fisioterapista non consiste solo nell'intervenire, ma nel comprendere e spiegare.
L'analisi vettoriale diventa così uno strumento clinico e comunicativo: consente di costruire un ragionamento verificabile e di rendere il paziente parte attiva del processo terapeutico.
Questa comprensione condivisa costituisce uno dei fattori principali che spiegano la stabilità dei risultati nel tempo.
Nell'approccio AIFiMM, la tecnica è sempre subordinata al ragionamento clinico, il sintomo costituisce un'informazione diagnostica e l'efficacia del miglioramento si misura attraverso la sua stabilità nel tempo.
È in questo equilibrio tra rigore biomeccanico e dimensione umana della relazione terapeutica che il Metodo Mézières trova la sua piena espressione clinica — ed è su questo equilibrio che si fonda il corso online AIFiMM.
Approfondimento teorico
I fondamenti fisici e clinici del modello biomeccanico sistemico AIFiMM sono raccolti in un mini e-book dedicato, che sviluppa in modo organico i concetti di accorciamento muscolare, analisi vettoriale e strategia clinica.
Il modello biomeccanico che sviluppiamo non pretende di rappresentare "la verità definitiva sul corpo umano".
Costituisce l'ipotesi più rigorosa che siamo riusciti a elaborare in quattro decenni di esperienza clinica e teorica, costruita sulle conoscenze attuali di fisica, fisiologia e biomeccanica, e sulle osservazioni cliniche che Françoise Mézières ci ha trasmesso.
Siamo consapevoli che le conoscenze odierne saranno integrate e superate. Per questo ci collochiamo esplicitamente in una continuità storica: Mézières ha sistematizzato le osservazioni cliniche del suo tempo traducendole in intuizioni innovative. Noi abbiamo formalizzato quelle intuizioni attraverso un linguaggio fisico-matematico verificabile. Altri, in futuro, raffineranno, correggeranno, amplieranno.
Se le conoscenze attuali fossero complete e definitive, non esisterebbero approcci diversi.
L'esistenza di modelli interpretativi differenti non implica che alcuni detengano la verità e altri siano in errore — indica che stiamo ancora esplorando un sistema di elevata complessità con strumenti necessariamente limitati.
Per questo motivo, nel corso non ci presentiamo come portatori di verità incontrovertibili.
Incoraggiamo i partecipanti a sottoporre a verifica ciò che trasmettiamo, a confrontarlo con la loro esperienza clinica, a integrarlo con altre conoscenze, a mantenere uno spirito critico quando emergono incongruenze.
Il rigore scientifico non consiste nel difendere un modello indipendentemente dalle evidenze — consiste nel formulare ipotesi verificabili, sottoporle a test, raffinarle progressivamente, e riconoscere che saranno inevitabilmente superate.
Il nostro ruolo non è trasmettere un sistema dottrinale, ma contribuire a preparare le basi per coloro che proseguiranno la ricerca.
Su questa prospettiva si fonda il corso online AIFiMM e il senso di responsabilità che sentiamo verso i partecipanti.
Il Metodo Mézières, reinterpretato nel modello biomeccanico sistemico AIFiMM, non deve la sua complessità alla manualità.
La tecnica è accessibile, sicura e facilmente apprendibile da qualsiasi fisioterapista qualificato.
La difficoltà reale risiede nella logica clinica che guida la valutazione e il trattamento.
In altre parole:
non è difficile eseguire la tecnica — è difficile capire cosa, quando e perché trattare.
1. Analisi dei vettori muscolari dominanti
Distinguere quali linee di forza influenzano l’allineamento articolare richiede un’interpretazione precisa della biomeccanica, non una semplice osservazione posturale.
2. Distinzione tra cause primarie e compensi secondari
Il sintomo può essere locale, riferito o parte di una catena di adattamenti: individuare la sorgente meccanica è una competenza avanzata.
3. Comprensione degli effetti sistemici degli accorciamenti
Alterazioni anche minime (1–2%) del tessuto connettivo modificano la geometria articolare e la distribuzione delle forze.
Riconoscerle richiede ragionamento, non forza manuale.
4. Previsione delle modifiche assiali attraverso l’analisi vettoriale
Il metodo non si basa su “protocolli”, ma sulla capacità di prevedere come i vettori muscolari influenzeranno un’articolazione o un distretto a distanza.
5. Scelta del punto di ingresso e sequenza terapeutica
Una correzione locale può migliorare o peggiorare il quadro generale.
Il terapeuta deve sapere dove intervenire per primo e cosa evitare.
Molti fisioterapisti che seguono il corso riferiscono la stessa esperienza:
“La tecnica si impara subito.
La parte più impegnativa è cambiare il modo di ragionare.”
Il valore del metodo non sta nel gesto tecnico, ma nella capacità di:
interpretare il sistema muscolo-scheletrico come una rete di vettori,
comprendere la dinamica tra Forza Resistente e Forza Lavoro,
leggere il sintomo attraverso una logica sistemica,
impostare un trattamento che abbia coerenza locale e sistemica.
Il metodo è facile da applicare ma richiede maturità clinica.
L’apprendimento non riguarda la manualità, ma la comprensione della biomeccanica dei sistemi complessi.
“Capire i vettori significa capire dove intervenire — e in quale sequenza.”
— Mauro Lastrico, PT
✓ 38 ore di videolezioni (18 video)
✓ Modalità asincrona: accesso illimitato fino al 31 dicembre
✓ Dimostrazioni pratiche su paziente con analisi biomeccanica dettagliata
✓ Chat dedicata con Mauro Lastrico e Laura Manni per supporto continuativo
✓ Materiali PDF scaricabili per ogni modulo
I docenti sono disponibili per chiarimenti, dubbi clinici e approfondimenti durante tutto il percorso.
I docenti: Mauro Lastrico e Laura Manni
Fisioterapisti, formati direttamente con Françoise Mézières (Parigi, 1988–1990)
Mauro Lastrico
"Tornato da Parigi avevo tra le mani un metodo potente, ma non ancora chiaro. Mézières era un genio — ma parlava per aforismi e metafore, senza dare troppe spiegazioni. Ho coinvolto un fisico e un ingegnere, e insieme abbiamo analizzato ogni sua affermazione alla luce delle leggi fisico-matematiche. Se posso riconoscermi un merito, è questo: aver contribuito a far uscire il metodo dall’alone di empirismo che l’aveva caratterizzato, dandogli il sostegno scientifico che meritava..."
Laura Manni
"Quando seppi di poter studiare con Françoise Mézières, per me fu la realizzazione di un sogno. In quegli anni lavoravo in ospedale con pazienti complessi — motori, respiratori, cardiologici — e cercavo qualcosa di più. Arrivai in Francia, al cospetto di una personalità geniale. Poi incontrai Mauro, e scoprimmo di aver intrapreso percorsi paralleli. Da lì è nato il nostro strumento di lavoro esclusivo: un metodo che unisce l’efficacia clinica alla comprensione profonda di ciò che accade nel corpo..."
I contenuti video del corso sono curati direttamente da Mauro e Laura, che garantiscono la stessa qualità didattica e coerenza metodologica del percorso in presenza, con oltre 25 anni di esperienza nella formazione Mézières secondo il modello biomeccanico sistemico AIFiMM.
Struttura: 2 moduli progressivi (base + avanzato) - 18 lezioni totali
Fondamenti teorici e valutazione (video 1-4 - 8h 30min) Cause dell'accorciamento muscolare, concetti di Forza Resistente e Forza Lavoro, analisi vettoriale applicata al sistema muscolare, principi biomeccanici, valutazione tridimensionale del paziente, tecniche manuali. Teoria e dimostrazioni pratiche.

Muscoli come vettori di forza: previsione degli effetti meccanici e guida al trattamento tramite respirazione terapeutica.
Correzioni piano sagittale (video 5-6 - 3h 55min)
Valutazione e trattamento del sistema cranio-vertebro-sacrale sul piano sagittale. Teoria e dimostrazioni pratiche.

Forze tra D7 e sacro: l’analisi vettoriale orienta il corretto posizionamento terapeutico.
Correzioni piano frontale e rotatorio (video 7-9 - 5h 51min) Valutazione e trattamento del sistema cranio-vertebro-sacrale sul piano frontale, patologie dell'arto superiore e loro connessione con disfunzioni vertebrali, costali e ioidee. Teoria e dimostrazioni pratiche.

Piano frontale: l’analisi rivela asimmetrie cranio-vertebro-pelviche e guida il trattamento integrato.
Arti inferiori e tecniche specifiche (video 10-12 - 5h 36min) Valutazione e trattamento delle patologie degli arti inferiori e loro relazione con le disfunzioni vertebrali. Teoria e dimostrazioni pratiche.

Forze sull’arco plantare e arto inferiore: relazioni meccaniche per interventi locali e sistemici.
Distretti specifici (video 13-15 - 5h) Distinzione tra problemi muscolari primari e secondari, valutazione e trattamento dei disturbi ATM, analisi dinamica e trattamento delle sub-lussazioni omerali e sterno-clavicolari. Teoria e dimostrazioni pratiche.

ATM, ioide e cervicali: l’analisi vettoriale distingue tra trattamento diretto e invio multidisciplinare.
Ragionamento clinico (video 16-18 - 3h 04min) Il sintomo come espressione di un problema locale o riferito, dall'esame obiettivo al piano di trattamento. Scoliosi: valutazione e trattamento. Teoria e dimostrazioni pratiche.

Ragionamento clinico sistemico: distinzione tra accorciamenti primari trattabili e secondari multidisciplinari.
📄 Scarica il programma dettagliato con l'elenco completo delle lezioni e degli argomenti trattati
Test finale: Questionario a risposta multipla per verifica apprendimento
Al superamento del test:
I crediti sono inclusi nella quota di iscrizione.
Costo: €610 (IVA esente – Provider ECM)
Sconto 50% per chi ha frequentato il corso in presenza AIFIMM
Pagamento: unica soluzione o 2 rate mensili senza interessi
La quota include:
- 38 ore di videolezioni HD
- Materiali PDF scaricabili completi
- Supporto continuativo via chat con i docenti
- 50 crediti ECM + 38 CPD internazionali
- Attestato AIFiMM
- Iscrizione facoltativa registro operatori Mézières
Garanzia accesso: Se non completi entro il 31/12, accesso gratuito all'edizione 2026
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📩 Per supporto: info@aifimm.it
Il Metodo Mézières ha ottenuto validazione scientifica attraverso ricerche condotte in centri universitari europei e pubblicate su banche dati internazionali peer-reviewed.
Caratteristiche metodologiche:
🔍 Consulta le pubblicazioni su PubMed
Le ricerche documentano efficacia superiore agli approcci convenzionali per lombalgia cronica, deviazioni degli assi scheletrici e disfunzioni muscolo-scheletriche resistenti.
Il Metodo Mézières possiede una caratteristica intrinseca che limita la ricerca su ampia scala: l'impossibilità di protocollarizzazione.
Ciascun intervento richiede:
Questa personalizzazione costituisce il nucleo dell'efficacia clinica, ma impedisce la standardizzazione richiesta dagli RCT su grandi campioni, che necessitano di protocolli rigidi replicabili da operatori differenti.
Le ricerche disponibili provengono da centri specializzati dove l'intero team possiede formazione uniforme. Non da grandi strutture ospedaliere generaliste, dove il Metodo Mézières è raramente implementato per vincoli organizzativi:
Nei contesti dove il Metodo è stato implementato sistematicamente (ASL che hanno formato l'intero personale), i risultati includevano azzeramento delle liste d'attesa mantenendo efficacia clinica elevata.
Tale modello organizzativo è oggi quasi scomparso.
L'approccio AIFiMM si costruisce su due pilastri integrati:
1. Mechanistic reasoning (ragionamento meccanicistico)
Processo diagnostico fondato su:
2. Evidence-informed practice (pratica informata dalle evidenze)
Utilizzo critico delle evidenze disponibili, integrate con:
Ogni intervento viene valutato non esclusivamente sull'efficacia immediata, ma sulla stabilità dei risultati nel tempo.
Questo approccio riconosce che l'efficacia di un metodo non deriva esclusivamente dal numero di RCT pubblicati, ma dalla coerenza tra principi fisici, meccanismi biologici e risultati clinici osservabili.
Valutazioni ufficiali ECM (5.000+ schede, Ministero della Salute):
Articoli AIFiMM pubblicati dal CPD Certification Service (UK):
Certificazione CPD UK conseguita dopo valutazione autonoma dei contenuti da parte di commissione internazionale.
Il Metodo Mézières secondo AIFiMM:
Sì, programma identico. La pratica va organizzata autonomamente seguendo le dimostrazioni video.
Sì, 50 crediti ECM e 38 CPD al completamento del corso e superamento del test.
No, il corso parte dalle basi.
In qualsiasi momento. Per i crediti ECM va completato entro il 31 dicembre.
Accesso gratuito all'edizione dell'anno successivo.
Per completare correttamente l’iscrizione, segui questi semplici passaggi:
Verrai indirizzato a una pagina con il riepilogo delle informazioni principali del corso (date, sede, costi, ecc.).
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Dovrai:
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(Risponde Carmen Ghirardi, responsabile informatico AIFiMM)
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