Dolore cronico e sistema nervoso: integrazione tra neuroscienze, biomeccanica e riflessi antalgici
dott. Mauro Lastrico - dott.ssa Laura Manni
Il dolore cronico rappresenta una delle condizioni più complesse nella pratica clinica. Le neuroscienze hanno evidenziato come il sistema nervoso non si limiti a trasmettere uno stimolo nocicettivo, ma moduli attivamente il tono muscolare e l’organizzazione motoria in funzione della protezione.
In presenza di dolore persistente, il sistema nervoso attiva meccanismi automatici che coinvolgono direttamente la muscolatura. I riflessi antalgici costituiscono una delle principali strategie di difesa: attraverso l’aumento del tono basale e la contrazione mantenuta nel tempo, il corpo modifica il proprio assetto per ridurre il conflitto percepito.
Accanto al riflesso antalgico che interviene in risposta a un dolore già presente, esiste una modalità più stabile e meno evidente: il riflesso antalgico a priori. In questo caso il sistema nervoso innalza il tono muscolare in modo preventivo, con l’obiettivo di evitare che un conflitto latente si manifesti. Questa regolazione persistente può generare adattamenti posturali progressivi e modificazioni della distribuzione delle forze articolari.
Nel tempo, il circuito tra controllo neurale, aumento del tono e riorganizzazione biomeccanica può autoalimentarsi. Il dolore cronico diventa così parte di un processo integrato in cui sistema nervoso e sistema muscolo-scheletrico operano come un’unica unità funzionale.
Abstract
Gli accorciamenti muscolari rappresentano uno dei fenomeni centrali nella genesi delle alterazioni muscolo-scheletriche. Pur potendo originare da ambiti differenti — psicosomatico, neurofisiologico o biomeccanico — essi tendono a convergere verso un medesimo esito meccanico finale, caratterizzato da aumento del tono basale, modificazioni delle componenti connettivali e progressivo disallineamento articolare.
Nel modello biomeccanico analitico e sistemico, l’attenzione non è rivolta alla ricerca di una singola causa dominante, ma alla comprensione del meccanismo comune attraverso cui stimoli di diversa natura producono effetti strutturalmente simili. In questa prospettiva, le differenze tra origine psicosomatica, neurofisiologica o biomeccanica non vengono negate, ma ricondotte a un processo integrativo che agisce sul sistema muscolo-scheletrico come unità funzionale.
L’accorciamento muscolare viene così interpretato come il risultato di una regolazione adattativa persistente, in cui l’aumento del tono e la perdita di elasticità connettivale determinano variazioni prevedibili delle relazioni di forza, della sequenza articolare e delle compressioni meccaniche.
Questa lettura consente di superare una visione frammentata delle cause, offrendo un quadro interpretativo unitario capace di spiegare la stabilità nel tempo degli adattamenti muscolo-scheletrici e la loro tendenza all’auto-mantenimento.
Documento PDF
Il documento PDF approfondisce l’origine degli accorciamenti muscolari attraverso l’analisi integrata dei principali sistemi causali, sviluppando in particolare:
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il ruolo del sistema psicosomatico nella modulazione del tono muscolare
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i meccanismi neurofisiologici di regolazione tonica e riflessa
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le conseguenze biomeccaniche dell’aumento di tono persistente
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l’evoluzione dell’accorciamento connettivale
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il rapporto tra accorciamento muscolare, disallineamento articolare e compressione
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il carattere auto-rinforzante degli adattamenti muscolo-scheletrici
(Il bottone di download del documento è disponibile sotto il titolo della pagina.)
Collocazione teorica del documento
Il documento presentato costituisce un capitolo del volume in uscita
Biomeccanica Muscolo-Scheletrica – Analitica e Sistemica. Principi di Fisica Applicata per la Pratica Clinica,
dedicato alla comprensione dei meccanismi fisici che regolano l’origine e la persistenza degli accorciamenti muscolari.
Il volume non propone modelli clinici applicativi, ma definisce un framework interpretativo fondato sull’integrazione tra sistemi biologici differenti e sulle leggi della fisica applicata alla biomeccanica umana.
Il Metodo Mézières, nella rielaborazione AIFiMM, rappresenta una delle applicazioni cliniche coerenti di questo impianto teorico.
L'articolo rappresenta uno dei pilastri del modello biomeccanico analitico e sistemico applicato alle patologie articolari e vertebrali.
Applicazioni formative del modello
I principi teorici descritti nel documento costituiscono una base fondamentale del modello AIFiMM e vengono approfonditi e applicati nei percorsi formativi dedicati:
