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Perché il sintomo ritorna: ragionamento clinico nella diagnosi del dolore muscolo-scheletrico

dott. Mauro Lastrico - dott.ssa Laura Manni

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Quando un sintomo muscolo-scheletrico si ripresenta dopo il trattamento, la causa risiede al di fuori del segmento trattato. In presenza di un sintomo meccanico si osservano quattro costanti ricorrenti: conflitto meccanico endo-articolare, accorciamento vettoriale asimmetrico, disallineamento sistemico e distribuzione sistemica degli accorciamenti. La distinzione tra accorciamento primario e secondario determina la strategia terapeutica e la prognosi.

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Le quattro costanti (4K)

Quando compare un sintomo causato da conflitto meccanico, in assenza di patologie congenite o acquisite, quattro costanti ricorrenti sono osservabili.

Prima costante: il sintomo o l'impairment funzionale è determinato da conflitto meccanico endo-articolare. Le forze G e R si concentrano in aree ristrette anziché distribuirsi uniformemente sulle superfici articolari.

Seconda costante: i vettori muscolari che dovrebbero garantire il corretto allineamento articolare sono accorciati asimmetricamente lungo linee vettoriali dominanti. Non esistono articolazioni che "si spostano da sole". È l'asimmetria delle forze di trazione muscolare che determina l'alterazione della sequenza articolare fisiologica.

Terza costante: in presenza di un sintomo, non solo l'articolazione sintomatica non rispetta i riferimenti fisiologici, ma tutte le articolazioni del corpo sono coinvolte nel disallineamento, in misura maggiore o minore. Spesso le articolazioni più disallineate non sono quelle sintomatiche. L'articolazione sintomatica può rappresentare il "punto di rottura" di un sistema già compromesso nel suo insieme.

Quarta costante: l'accorciamento muscolare è distribuito nell'intero sistema, non solo a livello locale.

In assenza di sintomi, la terza e la quarta costante sono comunque presenti. La comparsa del sintomo è legata al fattore tempo e all'accumulo di accorciamento — rappresenta l'esaurimento dei meccanismi protettivi del riflesso antalgico a priori.

Diagnosi differenziale: sintomo locale o riferito

Il sintomo locale può essere sostenuto da tre condizioni: conflitto meccanico articolare con alterazione della sequenza articolare, alterazione della dinamica muscolare con meccanismi sostitutivi che producono pattern motori afisiologici anche in assenza di alterazione statica evidente, oppure problemi muscolari intrinseci — contratture localizzate, trigger point, alterazioni delle componenti contrattili e connettivali — che non hanno ancora prodotto modifiche significative dell'asse articolare.

Il sintomo riferito può essere sostenuto da tre origini: alterazioni assiali in altri distretti corporei che si propagano lungo le connessioni funzionali, sintomi periferici di origine vertebrale che seguono le proiezioni dermatomeriche delle radici nervose corrispondenti, oppure accorciamento muscolare secondario innescato da problemi in altri sistemi corporei.

Correlazioni viscero-somatiche

Patologie o disfunzioni viscerali possono determinare sintomi somatici attraverso le connessioni neurologiche organo-vertebra. Il sintomo può manifestarsi sia a livello vertebrale sia in periferia, seguendo le proiezioni neurali. Le correlazioni principali: cranio–C2 con ORL e ATM; C3–T2/T3 con esofago, diaframma, cuore; T4–T5 con stomaco e polmoni; T6–T9 con duodeno, fegato, intestino, pancreas, vie biliari, milza; T10–L2 con diaframma, surreni, reni, ureteri; L3–coccige con colon, vescica, organi genitali.

Il criterio diagnostico differenziale tra problema primariamente vertebrale e problema secondario a disfunzione viscerale è la risposta al trattamento: se il problema è vertebrale, il riequilibrio vettoriale è risolutivo e stabile; se è di origine viscerale, i miglioramenti sono temporanei e il sintomo tende a recidivare.

Accorciamento primario e secondario

L'accorciamento primario è determinato dall'azione dei tre sistemi — psicosomatico, neurofisiologico, biomeccanico — e rappresenta il gruppo più ampio di cause sottostanti i sintomi muscolo-scheletrici. Il riequilibrio vettoriale può essere risolutivo.

L'accorciamento secondario è la conseguenza adattativa di alterazioni strutturali o funzionali in altri sistemi: stomatognatico, scheletrico, viscerale, visivo, uditivo, neurologico. In questi casi, senza risoluzione della causa primaria, il lavoro sul sistema muscolare non può rimanere stabile nel tempo.

Il segnale clinico più rilevante è l'instabilità terapeutica: le correzioni articolari ottenute vengono perse e i sintomi recidivano. Questo indica che la causa primaria è ancora attiva.

Le due equazioni

Prima equazione — accorciamento primario: assenza di alterazioni in altri sistemi → accorciamento muscolare primario → alterazione della sequenza articolare → conflitto meccanico = patologia. Soluzione: riequilibrio vettoriale.

Seconda equazione — accorciamento secondario: alterazione in altri sistemi → accorciamento muscolare secondario → alterazione della sequenza articolare → conflitto meccanico = patologia. Soluzione: intervento sulla causa primaria.

Dietro le diverse etichette diagnostiche — epicondilite, sindrome del tunnel carpale, lombalgia, cervicalgia — ci sono manifestazioni locali di uno di questi due processi. La distinzione tra i due determina concretamente l'approccio terapeutico e la prognosi.

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Applicazioni formative del modello

Il modello di ragionamento clinico descritto nel documento costituisce una parte centrale del percorso formativo AIFiMM e viene sviluppato e applicato nei seguenti corsi:

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