Corso biomeccanica muscolo-scheletrica del rachide nel piano frontale e rotatorio
Rotazioni vertebrali, compressioni discali asimmetriche, radicolopatie e scoliosi
Il modello clinico biomeccanico applica le leggi della fisica al sistema muscolare e individua nell'accorciamento delle componenti connettivali dei muscoli la causa delle patologie scheletriche in assenza di malattie specifiche.
I muscoli accorciati trazionano le vertebre, le ruotano ed aumentano la compressione su dischi e radici nervose.
Le deviazioni assiali e le compressioni che ne derivano sono la causa delle compressioni discali asimmetriche, delle radicolopatie e delle deviazioni scoliotiche.
L'analisi vettoriale scompone le forze muscolari e individua gli accorciamenti asimmetrici tra muscoli anatomicamente simmetrici che sostengono le rotazioni dei corpi vertebrali sul piano frontale.
Le stesse leggi fisiche che determinano l'accorciamento ne permettono il processo inverso.
La terapia utilizza le contrazioni isometriche in massimo allungamento fisiologico o relativo: il muscolo recupera lunghezza, le compressioni diminuiscono e le curve si riavvicinano all’andamento fisiologico.
L’evoluzione del Mézières AIFiMM, da metodo a modello clinico, ne permette l’applicazione al singolo distretto. Lavorando in un contesto terapeutico simultaneamente distrettuale e sistemico, consente di agire sul primo senza ripercussioni in aggravamento sul secondo.
Il modello è formalizzato in un articolo peer-reviewed di Mauro Lastrico, pubblicato da Elsevier e indicizzato su Scopus, Web of Science ed EMBASE.
Corso accreditato ECM e certificato CPD internazionale dopo valutazione di una commissione di professionisti sanitari su rilevanza clinica, basi scientifiche, CV docenti e struttura didattica.
Destinatari
Fisioterapisti; medici; osteopati; massofisioterapisti; TO; TNPEE; studenti 3° anno CdL Fisioterapia.
Durata
6 giornate in presenza (48 ore - equamente distribuite tra teoria e pratica)
Crediti
50 ECM · 48 CPD internazionali
Docenti
dott. Mauro Lastrico · dott.ssa Laura Manni
Costo totale
€ 700 (IVA esente · AIFiMM Provider ECM)
Valutazione
I muscoli, hanno doppio ruolo: movimento e stabilità articolare.
Le deviazioni in rotazione dei corpi vertebrali sul piano frontale non seguono dominanze vettoriali muscolari intrinseche prevedibili.
Sono il prodotto dell’accorciamento asimmetrico di muscoli anatomicamente simmetrici.
È quindi necessaria palpazione manuale per individuare il verso della rotazione ed il lato in cui i tratti vertebrali deviano latero-lateralmente.
Muscolarmente si individuano 4 tratti vertebrali indipendenti ognuno sotto il controllo di specifici gruppi muscolari.
Le rotazioni metameriche comprimono asimmetricamente i dischi intervertebrali e le radici nervose da cui le sintomatologie che possono manifestarsi localmente o lungo il decorso del nervo.
La sintomatologia che ne deriva è miogena, meccanica, neurologica o la loro somma.

Trattamento
L’obiettivo è intervenire sui muscoli in accorciamento, causa del conflitto meccanico che sostiene la sintomatologia.
Il mezzo è sono le contrazioni isometriche in massimo allungamento fisiologico o relativo.
Il lavoro avviene specificamente sul tratto che sostiene la sintomatologia ma all’interno di una logica sistemica per impedire recidive.
In questo modo l’intera colonna vertebrale può avvicinarsi all’andamento fisiologico diminuendo le compressioni discali e radicolari.
I contenuti teorici del corso sono approfonditi negli articoli scientifici con PDF scaricabile:
Colonna vertebrale nel piano frontale e rotatorio – Parte I Principi biomeccanici, metodologia di analisi e lettura delle asimmetrie
Colonna vertebrale nel piano frontale e rotatorio – Parte II Scoliosi: interpretazione biomeccanica e applicazione dei principi vettoriali
Le 48 ore sono distribuite in parti uguali tra teoria e pratica.
Ogni principio biomeccanico viene tradotto in valutazione clinica e intervento terapeutico: si lavora tra corsisti, si sperimentano le tecniche con supervisione diretta del docente, si discute il ragionamento clinico in tempo reale.
Si lavora su soggetti sani. Riconoscere le dominanze biomeccaniche in assenza di patologia rende più chiara la lettura dei quadri clinici reali.
Mauro Lastrico – Laura Manni
Fisioterapisti, formati direttamente con Françoise Mézières (Parigi, 1988–1990). Oltre 35 anni di esperienza clinica e didattica nell'applicazione del modello biomeccanico analitico e sistemico derivato dal Metodo Mézières.
Ogni seminario è condotto da uno dei due docenti — stessa impostazione, supervisione diretta, correzione individuale.
| Genova 19 marzo 2027 | iscrizioni | docente: Mauro Lastrico |
Il CPD (Continuing Professional Development) è il sistema con cui il Regno Unito e i principali contesti sanitari europei certificano la qualità della formazione continua.
Una commissione indipendente di professionisti sanitari ha analizzato i contenuti del corso:
- rilevanza clinica, sia teorica che pratica
- basi scientifiche
- CV docenti
- struttura didattica
Il corso è stato certificato con la seguente valutazione:
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"Corso in presenza che fornisce formazione clinica avanzata nell’analisi biomeccanica e nel trattamento delle alterazioni spinali nei piani frontale e rotatorio, utilizzando un modello interpretativo basato sulla fisica. La colonna è descritta come un sistema composto da quattro curve muscolarmente indipendenti, ciascuna governata da specifiche dominanze vettoriali laterali e rotatorie. Questo schema sostiene la diagnosi differenziale tra curve primarie e compensatorie, con applicazione clinica diretta nella scoliosi. L’intervento terapeutico è orientato alla riduzione della Forza Resistente mediante contrazioni isometriche al massimo allungamento fisiologico o relativo. Il corso integra trattamento analitico curve-specifico e controllo sistemico per favorire decisioni cliniche coerenti e riproducibili."
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Un CV con certificazione CPD internazionale documenta una formazione sottoposta a controllo scientifico indipendente.
Ha valore nella libera professione, in strutture sanitarie, in collaborazioni interdisciplinari e in ambito internazionale.
Il fondamento del modello biomeccanico AIFiMM è nella letteratura scientifica internazionale, formalizzato in un articolo pubblicato da Elsevier, sottoposto a revisione paritaria e indicizzato su Scopus, Web of Science ed EMBASE
DOI: 10.1016/j.mehy.2026.112052.
An Integrated Biomechanical Model Linking Connective Tissue Shortening, Segmental Load Distribution, and Vectorial Dominance to Predict Joint Degeneration Patterns – Mauro Lastrico.
Applicando le leggi della fisica al sistema muscolo-scheletrico, l'articolo dimostra i fondamenti del modello AIFiMM:
La componente connettivale del muscolo si accorcia.
L’accorciamento è proporzionale a forza e tempo della contrazione.
Il sistema muscolare ha doppio ruolo: stabilità articolare e movimento.
L'accorciamento modifica la forza del muscolo, che si distingue in due componenti: la Forza Resistente (FR), che il muscolo oppone al proprio allungamento, e la Forza Lavoro (FL), disponibile per la dinamica.
Forza Resistente e Forza Lavoro sono inversamente proporzionali.
Clinicamente, un muscolo accorciato esercita a riposo una trazione costante sui capi articolari: altera l'andamento della sinusoide vertebrale e determina le sintomatologie da conflitto meccanico.
Approfondimento nell’articolo meccanica muscolare.
Ruolo dei muscoli antigravitari.
Nel mantenimento dell’equilibrio il sistema muscolare non deve opporsi alla forza di gravità ma fare in modo che i singoli baricentri corporei ed il baricentro complessivo della Forza Peso siano sulla stessa verticale della controspinta R esercitata dal suolo.
Se i singoli baricentri sono allineati, sono sufficienti variazioni del tono basale per compensare i movimenti automatici corporei.
Se disallineati, il tono basale deve aumentare producendo accorciamento residuo che disallinea ulteriormente i baricentri: circuito di auto-alimentazione.
Clinicamente, la causa comune del disassiamento — sia dei singoli baricentri sia del baricentro complessivo — è l'accorciamento delle componenti connettivali.
Approfondimento nell’articolo equilibrio dei corpi.
Analisi vettoriale.
Ogni muscolo, oltre che nella sua realtà anatomica, è rappresentabile come una linea di forza definita dai suoi punti di inserzione sulle ossa.
Alle linee di forza si applica la scomposizione vettoriale.
I muscoli non sono disposti simmetricamente attorno alle articolazioni: per numero, lunghezza e obliquità, alcuni prevalgono sugli altri.
Clinicamente ciò permette di individuare queste dominanze tra agonisti e antagonisti e di prevedere la direzione del disassiamento.
Approfondimento nell’articolo analisi vettoriale
Le stesse leggi fisiche che determinano l'accorciamento ne governano il processo inverso: il riallungamento.
La tecnica di elezione è la contrazione isometrica in massimo allungamento, fisiologico o relativo.
A inserzioni bloccate, le componenti contrattili — actina e miosina — si contraggono attivamente e trazionano le componenti connettivali disposte in parallelo.
Poiché il connettivo ha un coefficiente di elasticità inferiore a quello delle componenti contrattili, a fine contrazione il muscolo guadagna lunghezza.
Clinicamente, i tratti vertebrali si derotano, diminuendo le compressioni discali e radicolari.
Un muscolo riallungato, inoltre, riduce la propria Forza Resistente a favore della Forza Lavoro, migliorando la capacità contrattile in dinamica.
Approfondimento nell'articolo esercizio attivo.
I muscoli non si accorciano in modo isolato. Ogni muscolo condivide inserzioni, linee di forza e rapporti meccanici con gli altri. Quando un muscolo si accorcia, le forze sulla sua articolazione cambiano e il sistema si adatta per mantenere il proprio equilibrio.
Quell'adattamento è il disallineamento dei baricentri del corpo: per mantenere il baricentro complessivo sulla base d'appoggio, i baricentri segmentari si spostano fuori asse. Il costo è la perdita di allineamento fisiologico in altri segmenti — a volte lontani dall'accorciamento originario.
L'accorciamento altera gli assi; gli assi alterati richiedono un'attivazione compensatoria; la compensazione sostenuta produce un ulteriore accorciamento. Questo circuito che si autoalimenta aumenta la Forza Resistente a scapito della Forza Lavoro, allontanando il sistema dallo stato di massima adattabilità — quello in cui la Forza Lavoro è dominante, FL ≫ FR — verso la rigidità.
Clinicamente, è questa la ragione fisica per cui i sintomi recidivano e migrano.
I baricentri disallineati continuano a richiedere un tono basale più alto per mantenere la stazione eretta; quel tono elevato riaccorcia il muscolo. Il circuito che ha prodotto l'alterazione è ancora attivo.
Così, quando una correzione viene applicata solo al segmento sintomatico, le forze sistemiche che l'hanno generata sono ancora attive: il sistema riassorbe la correzione, oppure la mantiene a spese di un'altra regione.
Recidiva e migrazione dei sintomi non sono fallimenti del trattamento — sono il segno clinico che la causa sta oltre il segmento trattato.
Ecco perché l'articolazione sintomatica può non essere la più compromessa: può essere semplicemente il punto in cui la capacità di adattamento del sistema è stata superata per prima.
Distinguere un problema locale da uno sistemico è il compito del ragionamento clinico.
Due livelli, simultaneamente.
Quando il problema è sistemico, il trattamento opera su due livelli allo stesso tempo: segmentario, sul gruppo muscolare responsabile del sintomo; sistemico, per stabilizzare il risultato nel tempo.
Il lavoro segmentario individua i muscoli accorciati che stanno dietro le dominanze vettoriali e interviene direttamente su di essi.
Il controllo sistemico monitora come la tensione si ridistribuisce durante il trattamento, così che la correzione locale non venga assorbita altrove.
Clinicamente, il lavoro segmentario modifica il sistema; il controllo sistemico permette al sistema di mantenere la modifica. Integrare i due livelli è il ragionamento clinico.
Approfondimenti negli articoli sui sistemi e sulle modalità operative.
Risalire alla causa del sintomo permette di individuare le priorità terapeutiche: cosa trattare, in quale ordine, e come verificarne l'effetto.
Ne deriva una metodologia adattata alle necessità specifiche di ogni paziente, non riducibile ad un protocollo.
Un sintomo muscolo-scheletrico può essere espressione di una problematica locale, riferita o sistemica.
Caratteristica del modello è la misurabilità soggettiva e oggettiva.
Il trattamento deve produrre variazioni stabili e progressive su tre piani:
– il sintomo;
– gli assi scheletrici vertebrali, individuati attraverso le dominanze vettoriali muscolari, che sostengono il sintomo;
– l'allineamento dei baricentri corporei sulla controspinta del suolo.
Clinicamente, se la sintomatologia non regredisce, recidiva o migra, si rivede l’ipotesi iniziale.
Il Master è composto da quattro corsi autonomi che applicano lo stesso modello clinico ai principali distretti dell'apparato locomotore. Ogni corso è indipendente per struttura, crediti e iscrizione. Il completamento dei quattro corsi consente di accedere all'Attestato di Master AIFiMM in Biomeccanica.
174,8 crediti ECM · 144 CPD internazionali complessivi.
Su cosa si basa il modello di analisi della colonna nel piano frontale insegnato in questo corso? Su un modello clinico fondato su leggi fisiche applicate al sistema muscolo-scheletrico. Le deviazioni laterali, le rotazioni vertebrali e le radicolopatie vengono interpretate come esiti prevedibili di configurazioni di forza generate da dominanze vettoriali muscolari che agiscono in senso laterale e rotatorio lungo l'asse cranio-sacrale. Il modello consente di identificare quali muscoli in accorciamento determinano le deviazioni e le rotazioni, distinguendo curve primarie da adattamenti compensatori.
Che cosa sono le quattro curve muscolarmente indipendenti? Nel piano frontale, le inserzioni muscolari organizzano il rachide in quattro unità funzionali distinte, ciascuna sostenuta da dominanze muscolari proprie e con un comportamento meccanico relativamente autonomo. Ogni curva può essere sostenuta da trazioni muscolari dirette oppure rappresentare una risultante meccanica di compenso. Questa suddivisione spiega perché configurazioni morfologicamente simili rispondano in modo diverso al trattamento e consente di individuare le curve che rappresentano il motore biomeccanico della deformazione.
Come viene interpretata la scoliosi in questo modello? Come configurazione tridimensionale risultante dall'interazione tra dominanze vettoriali muscolari, adattamenti segmentari e meccanismi di compenso tra le quattro curve. La scoliosi non viene considerata un'entità clinica omogenea ma l'espressione di equilibri meccanici differenti. Il modello consente di scomporre il quadro scoliotico identificando quali curve sono sostenute da dominanze primarie e quali partecipano come compenso, orientando il trattamento verso il motore biomeccanico del quadro anziché verso la deviazione nel suo insieme.
Come si distinguono curve primarie e curve compensatorie? Attraverso la diagnostica differenziale basata sull'analisi delle dominanze vettoriali di ciascuna delle quattro curve. Le curve primarie sono sostenute da trazioni muscolari dirette — accorciamenti specifici che generano la deviazione laterale e la rotazione. Le curve compensatorie rappresentano risultanti meccaniche necessarie alla stabilità del sistema. Trattare una curva compensatoria come se fosse primaria produce effetti transitori o peggioramenti, perché non si agisce sulla causa meccanica che sostiene il quadro.
Il corso tratta anche le radicolopatie? Sì. Le rotazioni vertebrali determinano compressioni asimmetriche sui dischi e modificano i rapporti geometrici tra vertebre e radici nervose. Questi effetti si sommano alle compressioni verticali del piano sagittale: entrambi i lati comprimono, ma dal lato concavo la compressione è maggiore. Il corso insegna a identificare le dominanze muscolari laterali e rotatorie responsabili di questi quadri.
Che relazione c'è tra questo corso e quello sul rachide nel piano sagittale? Sono complementari. Il corso sul piano sagittale analizza le alterazioni delle curve lordotiche e cifotiche, le compressioni discali e la suddivisione mio-funzionale in tre unità. Questo corso analizza le deviazioni laterali, le rotazioni e la scoliosi attraverso la suddivisione in quattro curve muscolarmente indipendenti. Insieme coprono l'analisi tridimensionale completa della colonna vertebrale. Ciascun corso è autonomo e frequentabile indipendentemente dall'altro.
Il corso ha una validazione scientifica esterna? Sì. Il corso è stato certificato dal CPD Certification Service (UK) con 48 crediti CPD internazionali, dopo valutazione indipendente di struttura didattica, coerenza del modello biomeccanico e solidità scientifica. Il corso rilascia inoltre 50 crediti ECM (AIFiMM Provider ECM n. 1701). La doppia certificazione ECM e CPD internazionale è un elemento distintivo dell'offerta formativa AIFiMM.
Che cos'è il modello FR–FL applicato al piano frontale e rotatorio? Forza Resistente (FR) è la quota di forza che il muscolo impiega per vincere la propria rigidità interna dovuta all'accorciamento connettivale. Forza Lavoro (FL) è la quota realmente disponibile per produrre movimento utile. Nel piano frontale, l'aumento della FR nei muscoli con azione laterale e rotatoria mantiene le deviazioni e le rotazioni vertebrali anche a riposo. Il trattamento mira a ridurre la FR attraverso contrazioni isometriche in massimo allungamento. Il corso spiega perché contrazioni eseguite al di sotto del massimo allungamento possono stabilizzare la deviazione anziché ridurla.
Il corso è solo teorico o include pratica clinica? Le 48 ore sono equamente distribuite tra teoria e pratica. Ogni principio biomeccanico viene tradotto in valutazione clinica e intervento terapeutico: diagnostica differenziale delle quattro curve, identificazione di curve primarie e compensatorie, trattamento curve-specifico con contrazioni isometriche in massimo allungamento, integrazione tra lavoro analitico e controllo sistemico. L'efficacia viene verificata secondo quattro criteri simultanei: miglioramento dell'assetto frontale e rotatorio, riduzione delle trazioni laterali e delle rotazioni, diminuzione della tensione complessiva, maggiore efficienza del movimento.
Serve aver frequentato il corso Mézières o il corso sul piano sagittale per iscriversi? No. Il corso è autonomo e accessibile a fisioterapisti, medici, osteopati e massofisioterapisti senza prerequisiti formativi specifici. I principi di biomeccanica vettoriale, la suddivisione in quattro curve e la meccanica FR–FL vengono introdotti e sviluppati all'interno del corso stesso.
Quanto costa e quali crediti rilascia? €700, in esenzione IVA (AIFiMM è Provider ECM n. 1701). Il corso rilascia 50 crediti ECM e 48 crediti CPD internazionali. Durata: 6 giornate in presenza, 48 ore.
Esistono pubblicazioni scientifiche a supporto dei contenuti? Sì. I contenuti teorici del corso sono approfonditi in due articoli scientifici pubblicati e disponibili con PDF scaricabile: "Colonna vertebrale nel piano frontale e rotatorio – Parte I: Principi biomeccanici, metodologia di analisi e lettura delle asimmetrie" e "Colonna vertebrale nel piano frontale e rotatorio – Parte II: Scoliosi: interpretazione biomeccanica e applicazione dei principi vettoriali".
