Istituto di biomeccanica muscolo-scheletrica applicata | AIFIMM Provider ECM n 1701 – Provider CPD n 21418

Corso biomeccanica muscolo-scheletrica del rachide nel piano sagittale

Valutazione e trattamento di lombalgia, cervicalgia e dorsalgia

Il modello clinico biomeccanico applica le leggi della fisica al sistema muscolare e individua nell'accorciamento delle componenti connettivali dei muscoli la causa delle patologie scheletriche in assenza di malattie specifiche.

I muscoli accorciati trazionano le vertebre, deviano gli assi della sinusoide vertebrale ed aumentano la compressione su dischi e radici nervose.

Le deviazioni assiali e le compressioni che ne derivano sono la causa delle cervicalgie, dorsalgie e lombalgie.

L'analisi vettoriale scompone le forze muscolari e individua le dominanze che sostengono le deviazioni delle curve sul piano sagittale.

Le stesse leggi fisiche che determinano l'accorciamento ne permettono il processo inverso.

La terapia utilizza le contrazioni isometriche in massimo allungamento fisiologico o relativo: il muscolo recupera lunghezza, le compressioni diminuiscono e le curve si riavvicinano all’andamento fisiologico.

L’evoluzione del Mézières AIFiMM, da metodo a modello clinico, ne permette l’applicazione al singolo distretto. Lavorando in un contesto terapeutico simultaneamente distrettuale e sistemico, consente di agire sul primo senza ripercussioni in aggravamento sul secondo.

Il modello è formalizzato in un articolo peer-reviewed di Mauro Lastrico, pubblicato da Elsevier e indicizzato su Scopus, Web of Science ed EMBASE.

Corso accreditato ECM e certificato CPD internazionale dopo valutazione di una commissione di professionisti sanitari su rilevanza clinica, basi scientifiche, CV docenti e struttura didattica.

Destinatari
Fisioterapisti; medici; osteopati; massofisioterapisti; TO; TNPEE; studenti 3° anno CdL Fisioterapia.

Durata
4 giornate in presenza (32 ore - equamente distribuite tra teoria e pratica)

Crediti
41,6 ECM · 32 CPD internazionali

Docenti
dott. Mauro Lastrico · dott.ssa Laura Manni

Costo totale
€ 500 (IVA esente · AIFiMM Provider ECM)

Valutazione

I muscoli, hanno doppio ruolo: movimento e stabilità articolare.

Il corretto bilanciamento tra agonisti ed antagonisti determina il fisiologico andamento della sinusoide vertebrale.

La disposizione anatomica dei muscoli che influenzano cranio, colonna e bacino mostra che le inserzioni attraversano i confini anatomici e creano unità funzionali estese a più segmenti vertebrali.

Per ogni tratto vi sono dominanze muscolari intrinseche, per numero di muscoli agenti e intensità delle linee di forza.

In presenza di accorciamenti muscolari, le dominanze si esprimono alterando il tratto di curva in direzioni prevedibili dando origine a fenomeni compressivi sui dischi e radici nervose.

Per il mantenimento dell’equilibrio, qualunque deviazione di uno dei segmenti determina la deviazione degli altri.

La sintomatologia che ne deriva è miogena, meccanica, neurologica o la loro somma.

Trattamento

L’obiettivo è intervenire sui muscoli in accorciamento, causa del conflitto meccanico che sostiene la sintomatologia.

Il mezzo sono le contrazioni isometriche in massimo allungamento fisiologico o relativo.

Il lavoro avviene specificamente sul tratto che sostiene la sintomatologia ma all’interno di una logica sistemica per impedire recidive.

In questo modo l’intera sinusoide vertebrale può avvicinarsi all’andamento fisiologico diminuendo le compressioni discali e radicolari.

I contenuti teorici del corso sono approfonditi negli articoli scientifici con PDF scaricabile:
Colonna vertebrale nel piano sagittale – Parte I Fondamenti biomeccanici e organizzazione cranio-cervico-dorsale
Colonna vertebrale nel piano sagittale – Parte II Cifosi dorsale, lordosi dorso-lombo-sacrale e compensi sistemici

Le 32 ore sono distribuite in parti uguali tra teoria e pratica.

Ogni principio biomeccanico viene tradotto in valutazione clinica e intervento terapeutico: si lavora tra corsisti, si sperimentano le tecniche con supervisione diretta del docente, si discute il ragionamento clinico in tempo reale.

Si lavora su soggetti sani. Riconoscere le dominanze biomeccaniche in assenza di patologia rende più chiara la lettura dei quadri clinici reali.

Dott. Mauro Lastrico – Dott.ssa Laura Manni

Fisioterapisti, formati direttamente con Françoise Mézières (Parigi, 1988–1990). Oltre 35 anni di esperienza clinica e didattica nell'applicazione del modello biomeccanico analitico e sistemico derivato dal Metodo Mézières.

Ogni seminario è condotto da uno dei due docenti — stessa impostazione, supervisione diretta, correzione individuale.

Genova 11-14 febbraio 2027 Iscrizioni docente: Mauro Lastrico

Il CPD (Continuing Professional Development) è il sistema con cui il Regno Unito e i principali contesti sanitari europei certificano la qualità della formazione continua.

Una commissione indipendente di professionisti sanitari ha analizzato i contenuti del corso:

  • rilevanza clinica, sia teorica che pratica
  • basi scientifiche
  • CV docenti
  • struttura didattica

Il corso è stato certificato con la seguente valutazione:

"Corso in presenza che fornisce formazione clinica avanzata nell’analisi biomeccanica e nel trattamento delle alterazioni del piano sagittale della colonna vertebrale, basato su un modello interpretativo guidato dalla fisica.

Le configurazioni sagittali vengono analizzate come esiti prevedibili della dominanza dei vettori muscolari lungo l’asse cranio-sacrale.

Le modificazioni delle curve fisiologiche, la compressione vertebrale e la rigidità spinale sono interpretate attraverso gli equilibri di forza e la resistenza meccanica interna.

L’intervento terapeutico è orientato alla riduzione della Forza Resistente mediante contrazioni isometriche eseguite al massimo allungamento fisiologico o relativo.

Il corso integra valutazione segmentale analitica e controllo sistemico per supportare decisioni cliniche coerenti e riproducibili."

Un CV con certificazione CPD internazionale documenta una formazione sottoposta a controllo scientifico indipendente.
Ha valore nella libera professione, in strutture sanitarie, in collaborazioni interdisciplinari e in ambito internazionale.

Il fondamento del modello biomeccanico AIFiMM è nella letteratura scientifica internazionale, formalizzato in un articolo pubblicato da Elsevier, sottoposto a revisione paritaria e indicizzato su Scopus, Web of Science ed EMBASE
DOI: 10.1016/j.mehy.2026.112052.
An Integrated Biomechanical Model Linking Connective Tissue Shortening, Segmental Load Distribution, and Vectorial Dominance to Predict Joint Degeneration Patterns – Mauro Lastrico.

Applicando le leggi della fisica al sistema muscolo-scheletrico, l'articolo dimostra i fondamenti del modello AIFiMM:

La componente connettivale del muscolo si accorcia.

L’accorciamento è proporzionale a forza e tempo della contrazione.

Il sistema muscolare ha doppio ruolo: stabilità articolare e movimento.

L'accorciamento modifica la forza del muscolo, che si distingue in due componenti: la Forza Resistente (FR), che il muscolo oppone al proprio allungamento, e la Forza Lavoro (FL), disponibile per la dinamica.

Forza Resistente e Forza Lavoro sono inversamente proporzionali.

Clinicamente, un muscolo accorciato esercita a riposo una trazione costante sui capi articolari: altera l'andamento della sinusoide vertebrale e determina le sintomatologie da conflitto meccanico.
Approfondimento nell’articolo meccanica muscolare.

Ruolo dei muscoli antigravitari.

Nel mantenimento dell’equilibrio il sistema muscolare non deve opporsi alla forza di gravità ma fare in modo che i singoli baricentri corporei ed il baricentro complessivo della Forza Peso siano sulla stessa verticale della controspinta R esercitata dal suolo.

Se i singoli baricentri sono allineati, sono sufficienti variazioni del tono basale per compensare i movimenti automatici corporei.

Se disallineati, il tono basale deve aumentare producendo accorciamento residuo che disallinea ulteriormente i baricentri: circuito di auto-alimentazione.

Esempio: nel cranio anteriorizzato i muscoli posteriori lavorano ad alta intensità per permettere al baricentro complessivo corporeo di rimanere sulla stessa verticale della controspinta R.

Clinicamente, la causa comune del disassiamento — sia dei singoli baricentri sia del baricentro complessivo — è l'accorciamento delle componenti connettivali.
Approfondimento nell’articolo equilibrio dei corpi.

Analisi vettoriale.

Ogni muscolo, oltre che nella sua realtà anatomica, è rappresentabile come una linea di forza definita dai suoi punti di inserzione sulle ossa.

Alle linee di forza si applica la scomposizione vettoriale.

I muscoli non sono disposti simmetricamente attorno alle articolazioni: per numero, lunghezza e obliquità, alcuni prevalgono sugli altri.

Clinicamente ciò permette di individuare queste dominanze tra agonisti e antagonisti e di prevedere la direzione del disassiamento.
Approfondimento nell’articolo analisi vettoriale

Le stesse leggi fisiche che determinano l'accorciamento ne governano il processo inverso: il riallungamento.

La tecnica di elezione è la contrazione isometrica in massimo allungamento, fisiologico o relativo.

A inserzioni bloccate, le componenti contrattili — actina e miosina — si contraggono attivamente e trazionano le componenti connettivali disposte in parallelo.

Poiché il connettivo ha un coefficiente di elasticità inferiore a quello delle componenti contrattili, a fine contrazione il muscolo guadagna lunghezza.

Clinicamente, i tratti vertebrali si riavvicinano alla sequenza fisiologica, diminuendo le compressioni discali e radicolari.
Un muscolo riallungato, inoltre, riduce la propria Forza Resistente a favore della Forza Lavoro, migliorando la capacità contrattile in dinamica.
Approfondimento nell'articolo esercizio attivo.

I muscoli non si accorciano in modo isolato. Ogni muscolo condivide inserzioni, linee di forza e rapporti meccanici con gli altri. Quando un muscolo si accorcia, le forze sulla sua articolazione cambiano e il sistema si adatta per mantenere il proprio equilibrio.

Quell'adattamento è il disallineamento dei baricentri del corpo: per mantenere il baricentro complessivo sulla base d'appoggio, i baricentri segmentari si spostano fuori asse. Il costo è la perdita di allineamento fisiologico in altri segmenti — a volte lontani dall'accorciamento originario.

L'accorciamento altera gli assi; gli assi alterati richiedono un'attivazione compensatoria; la compensazione sostenuta produce un ulteriore accorciamento. Questo circuito che si autoalimenta aumenta la Forza Resistente a scapito della Forza Lavoro, allontanando il sistema dallo stato di massima adattabilità — quello in cui la Forza Lavoro è dominante, FL ≫ FR — verso la rigidità.

Clinicamente, è questa la ragione fisica per cui i sintomi recidivano e migrano.

I baricentri disallineati continuano a richiedere un tono basale più alto per mantenere la stazione eretta; quel tono elevato riaccorcia il muscolo. Il circuito che ha prodotto l'alterazione è ancora attivo.

Così, quando una correzione viene applicata solo al segmento sintomatico, le forze sistemiche che l'hanno generata sono ancora attive: il sistema riassorbe la correzione, oppure la mantiene a spese di un'altra regione.

Recidiva e migrazione dei sintomi non sono fallimenti del trattamento — sono il segno clinico che la causa sta oltre il segmento trattato.

Ecco perché l'articolazione sintomatica può non essere la più compromessa: può essere semplicemente il punto in cui la capacità di adattamento del sistema è stata superata per prima.

Distinguere un problema locale da uno sistemico è il compito del ragionamento clinico.

Due livelli, simultaneamente.
Quando il problema è sistemico, il trattamento opera su due livelli allo stesso tempo: segmentario, sul gruppo muscolare responsabile del sintomo; sistemico, per stabilizzare il risultato nel tempo.

Il lavoro segmentario individua i muscoli accorciati che stanno dietro le dominanze vettoriali e interviene direttamente su di essi.

Il controllo sistemico monitora come la tensione si ridistribuisce durante il trattamento, così che la correzione locale non venga assorbita altrove.

Clinicamente, il lavoro segmentario modifica il sistema; il controllo sistemico permette al sistema di mantenere la modifica. Integrare i due livelli è il ragionamento clinico.

Approfondimenti negli articoli sui sistemi e sulle modalità operative.

Risalire alla causa del sintomo permette di individuare le priorità terapeutiche: cosa trattare, in quale ordine, e come verificarne l'effetto.

Ne deriva una metodologia adattata alle necessità specifiche di ogni paziente, non riducibile ad un protocollo.

Un sintomo muscolo-scheletrico può essere espressione di una problematica locale, riferita o sistemica.

Caratteristica del modello è la misurabilità soggettiva e oggettiva.

Il trattamento deve produrre variazioni stabili e progressive su tre piani:

– il sintomo;

– gli assi scheletrici vertebrali, individuati attraverso le dominanze vettoriali muscolari, che sostengono il sintomo;

– l'allineamento dei baricentri corporei sulla controspinta del suolo.

Clinicamente, se la sintomatologia non regredisce, recidiva o migra, si rivede l’ipotesi iniziale.

Il Master è composto da quattro corsi autonomi che applicano lo stesso modello clinico ai principali distretti dell'apparato locomotore. Ogni corso è indipendente per struttura, crediti e iscrizione. Il completamento dei quattro corsi consente di accedere all'Attestato di Master AIFiMM in Biomeccanica.

174,8 crediti ECM · 144 CPD internazionali complessivi.

Scopri il Master in biomeccanica muscolo-scheletrica

Su cosa si basa il modello di analisi della colonna vertebrale insegnato in questo corso? Su un modello clinico fondato su leggi fisiche applicate al sistema muscolo-scheletrico. Le alterazioni delle curve sagittali — iperlordosi, rettificazioni, ipocifosi, inversioni di curva — vengono interpretate come esiti prevedibili di configurazioni di forza generate da dominanze vettoriali muscolari lungo l'asse cranio-sacrale. Il modello consente di identificare quali muscoli in accorciamento determinano le modificazioni delle curve e le compressioni discali, distinguendo cause primarie da adattamenti compensatori.

Che cos'è la suddivisione mio-funzionale della colonna vertebrale? È una suddivisione basata sulle inserzioni muscolari anziché sui confini vertebrali anatomici. La colonna viene organizzata in tre unità funzionali: lordosi cranio-cervico-dorsale (C0–D3), cifosi dorsale (D4–D6) e lordosi dorso-lombo-sacrale (D7–S1). Ogni unità è governata da specifiche dominanze muscolari con risultanti meccaniche proprie. Questa lettura spiega perché una modificazione in un tratto produce effetti a distanza e consente di orientare il trattamento verso i muscoli effettivamente responsabili della configurazione osservata.

Come vengono spiegate le compressioni discali in questo modello? Attraverso un principio fisico: i muscoli con linee di forza oblique, quando entrano in accorciamento bilaterale, sommano le loro componenti verticali. Questa sommatoria genera forze compressive sui dischi intervertebrali e irrigidimento della colonna. La compressione discale non è quindi un fenomeno generico legato al carico gravitario, ma l'esito misurabile dell'accorciamento di muscoli specifici le cui componenti verticali si sommano lungo l'asse vertebrale.

Il corso copre lombalgia, cervicalgia e dorsalgia? Sì. Le tre sindromi dolorose vengono analizzate all'interno delle rispettive unità mio-funzionali: la cervicalgia nel tratto cranio-cervico-dorsale, la dorsalgia nel tratto cifotico D4–D6, la lombalgia nel tratto dorso-lombo-sacrale. Il modello mostra come quadri morfologicamente simili possano essere sostenuti da dominanze muscolari differenti, richiedendo strategie terapeutiche diverse. La diagnostica differenziale è parte integrante del corso.

Il corso ha una validazione scientifica esterna? Sì. Il corso è stato certificato dal CPD Certification Service (UK) con 32 crediti CPD internazionali, dopo valutazione indipendente di struttura didattica, coerenza del modello biomeccanico e solidità scientifica dei presupposti teorici. Il corso rilascia inoltre 41,6 crediti ECM (AIFiMM Provider ECM n. 1701). La doppia certificazione ECM e CPD internazionale è un elemento distintivo dell'offerta formativa AIFiMM.

Che cos'è il modello FR–FL applicato alla colonna vertebrale? Forza Resistente (FR) è la quota di forza che il muscolo impiega per vincere la propria rigidità interna dovuta all'accorciamento connettivale. Forza Lavoro (FL) è la quota realmente disponibile per produrre movimento utile. Nella colonna vertebrale, l'aumento della FR nei muscoli con inserzione vertebrale mantiene le alterazioni delle curve sagittali e le compressioni discali anche a riposo. Il trattamento mira a ridurre la FR attraverso contrazioni isometriche in massimo allungamento. Il corso spiega perché contrazioni eseguite al di sotto del massimo allungamento possono aumentare la FR anziché ridurla, producendo effetti transitori.

Come si distinguono quadri clinici simili con cause diverse? Il modello insegna a riconoscere che configurazioni morfologicamente sovrapponibili — ad esempio due rettificazioni lombari — possono derivare da dominanze muscolari differenti e richiedere trattamenti opposti. La suddivisione mio-funzionale e l'analisi vettoriale consentono di identificare le specifiche risultanti di forza responsabili di ciascun quadro, evitando approcci standardizzati basati sulla sola descrizione della forma della colonna.

Il corso è solo teorico o include pratica clinica? Le 32 ore sono equamente distribuite tra teoria e pratica. Ogni principio biomeccanico viene tradotto in valutazione clinica e intervento terapeutico: analisi delle dominanze per unità mio-funzionale, valutazione segmentale analitica, contrazioni isometriche in massimo allungamento, integrazione tra lavoro analitico e controllo sistemico lungo l'asse cranio-sacrale. L'efficacia viene verificata secondo quattro criteri simultanei: miglioramento dell'assetto sagittale, riduzione delle sollecitazioni compressive, diminuzione della tensione complessiva, maggiore efficienza del movimento vertebrale.

Serve aver frequentato il corso Mézières AIFiMM per iscriversi? No. Il corso è autonomo e accessibile a fisioterapisti, medici, osteopati e massofisioterapisti senza prerequisiti formativi specifici. I principi di biomeccanica vettoriale, la suddivisione mio-funzionale e la meccanica FR–FL vengono introdotti e sviluppati all'interno del corso stesso.

Quanto costa e quali crediti rilascia? €500, in esenzione IVA (AIFiMM è Provider ECM n. 1701). Il corso rilascia 41,6 crediti ECM e 32 crediti CPD internazionali. Durata: 4 giornate in presenza, 32 ore.

Esistono pubblicazioni scientifiche a supporto dei contenuti? Sì. I contenuti teorici del corso sono approfonditi in due articoli scientifici pubblicati e disponibili con PDF scaricabile: "Colonna vertebrale nel piano sagittale – Parte I: Fondamenti biomeccanici e organizzazione cranio-cervico-dorsale" e "Colonna vertebrale nel piano sagittale – Parte II: Cifosi dorsale, lordosi dorso-lombo-sacrale e compensi sistemici".

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Date e sedi disponibili:

Genova AIFiMM
11 febbraio 2027
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