Istituto di biomeccanica muscolo-scheletrica applicata | AIFIMM Provider ECM n 1701 – Provider CPD n 21418

Corso biomeccanica muscolo-scheletrica dell’articolazione temporo-mandibolare

Approccio interdisciplinare gnatologico e fisioterapico

Destinatari
Fisioterapisti; medici; osteopati; massofisioterapisti; TO; TNPEE

Durata
2 giornata formative (16 ore)

Crediti
in attribuzione

Docente
dott. Piero Silvestrini Biavati
dott. Mauro Lastrico

Costo
€ 400  (IVA esente · AIFiMM Provider ECM)

Valutazione — 1° giorno, dott. Piero Silvestrini Biavati - gnatologo

L'occlusione dentale è una struttura indeformabile a breve termine.

A ogni deglutizione i muscoli masticatori portano i denti a contatto e riprogrammano la posizione mandibolare.

Con dentatura patologica l'attivazione è ipertonica e asimmetrica.

Attraverso la concatenazione muscolare l'asimmetria altera gli assi cervicali e la posizione dell'osso ioide, e si propaga oltre.

Clinicamente, sintomatologie del distretto cervicale e a distanza possono essere sostenute da un problema meccanico dei denti.

È il caso in cui il trattamento fisioterapico non mantiene i risultati.

Anatomia, fisiologia e patologia dell'occlusione, correlate ai test di diagnostica differenziale, individuano la causa a monte.

I test vengono mostrati e provati in aula.

Il lavoro dello gnatologo viene mostrato nel concreto: bite, ortotico, intervento definitivo sui denti, con documentazione elettromiografica e posturometrica.

Su questa base si costruisce la collaborazione tra gnatologo e fisioterapista.

Trattamento — 2° giorno, dott. Mauro Lastrico - fisioterapista

Le problematiche dell'articolazione temporo-mandibolare si accompagnano a rotazioni delle vertebre cervicali e a disassiamento dell'osso ioide.

L'obiettivo è il riequilibrio dei tre distretti.

Il mezzo sono le contrazioni isometriche in massimo allungamento fisiologico o relativo.

Il lavoro è condotto dall'operatore ed è esclusivamente extra-orale.

Si agisce sui tre distretti in combinazione o singolarmente. La strategia dipende dalla capacità del paziente di ricevere lo stimolo in correzione senza contro-reazioni.

L'esito del test di interferenza orienta la strategia.

Quando i denti non interferiscono il lavoro è fisioterapico.

Quando interferiscono in correzione, l'intervento parte dallo gnatologo e il lavoro fisioterapico agisce sugli eventuali residui che mantengono attivo il sintomo.

Articolo di approfondimento

 

Dott. Piero Silvestrini Biavati

Odontoiatra, con oltre 20 anni di ricerca e pratica clinica sulle correlazioni tra occlusione e postura. Ideatore del sistema ScanPosture©. Articoli e approfondimenti disponibili su www.gnatologia.it (registrazione gratuita all'area professionale).

Dott. Mauro Lastrico

Fisioterapista da oltre 20 anni collabora con il dott. Silvestrini

Questo corso fa parte del Master Mézières AIFiMM — un percorso che integra il trattamento muscolo-scheletrico con l'analisi dei sistemi funzionali che ne modulano il comportamento clinico: sistema viscerale, occlusale e cranio-mandibolare.

Ogni corso è indipendente per struttura, crediti e iscrizione. Il completamento dell'intero percorso consente di accedere all'Attestato di Master Mézières AIFiMM.

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Quando una sintomatologia cervicale può dipendere dall'occlusione dentale?
Quando il trattamento muscolo-scheletrico produce miglioramenti che non si mantengono. L'occlusione è una struttura indeformabile a breve termine: se una malocclusione sostiene meccanicamente il quadro, a ogni deglutizione l'attivazione asimmetrica dei muscoli masticatori riproduce lo squilibrio. I test di diagnostica differenziale permettono di verificarlo prima di impostare la terapia.

Perché il trattamento del rachide cervicale recidiva?
Perché la causa può stare a monte del segmento trattato. Un'attivazione asimmetrica dei muscoli serratori si trasmette attraverso i muscoli ioidei e altera la posizione dell'osso ioide e delle vertebre cervicali. Finché la causa resta attiva, la correzione viene riassorbita.

Come si verifica se i denti interferiscono con il sistema muscolare?
Si inserisce uno spessore di 2-3 millimetri tra le arcate posteriori, che impedisce l'occlusione abituale. Dopo 15-20 minuti si osservano tre possibili risposte: nessuna variazione dei rapporti scheletrici, miglioramento evidente, oppure peggioramento. Ciascuna risposta orienta una strategia terapeutica diversa.

Che cos'è il locking dell'articolazione temporo-mandibolare?
È l'impossibilità di aprire la bocca per eccesso di tensione dei muscoli serratori, vettorialmente dominanti sui muscoli ioidei. Il sistema compensa impiegando gli pterigoidei esterni come muscoli attivi dell'apertura: la bocca si apre, al prezzo della sublussazione del condilo. Il meccanismo può presentarsi con o senza problematica dentale.

Che rapporto c'è tra osso ioide e disfunzione temporo-mandibolare?
L'osso ioide non ha rapporti articolari e la sua posizione dipende unicamente dall'equilibrio dei muscoli che vi si inseriscono. Per questo il suo disassiamento è un indicatore diretto dello squilibrio vettoriale del distretto, e accompagna le problematiche dell'ATM insieme alle rotazioni delle vertebre cervicali.

Il fisioterapista può trattare l'articolazione temporo-mandibolare?
Sì, con tecniche extra-orali, all'interno dei limiti di competenza professionale. Il corso insegna esclusivamente il lavoro extra-orale sui tre distretti — articolazione temporo-mandibolare, rachide cervicale, osso ioide — condotto dall'operatore.

Quali sintomi possono avere origine occlusale?
Dolore all'articolazione temporo-mandibolare, cefalea, cervicalgia, limitazione dell'apertura della bocca, rumori articolari, dolore alle orecchie in assenza di cause otorinolaringoiatriche. Sintomi dorsali e lombari possono comparire quando l'alterazione degli assi si propaga all'intera colonna.

A cosa serve il bite?
Impedisce l'occlusione abituale del paziente e riprogramma il movimento mandibolare a ogni deglutizione, correggendo il posizionamento dell'articolazione. È lo strumento iniziale dell'intervento gnatologico. In un secondo tempo si valuta l'opportunità di un intervento definitivo sui denti per stabilizzare il risultato.

Il corso richiede una formazione pregressa?
No. È un corso autonomo. I principi del modello biomeccanico necessari al trattamento vengono presentati nella seconda giornata.

A chi è rivolto il corso?
Fisioterapisti, medici, osteopati, massofisioterapisti, terapisti occupazionali, TNPEE, studenti del terzo anno del corso di laurea in Fisioterapia.

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