Metodo Mézières e contratture muscolari: evidenze cliniche e considerazioni biomeccaniche
dott. Riccardo Rao - fisioterapista
Le contratture muscolari rappresentano un fenomeno multifattoriale, legato a processi meccanici (accorciamento delle componenti connettivali, aumento della forza resistente) e neurofisiologici (modulazione riflessa, ipersensibilità nocicettiva). Nel Metodo Mézières, tali fenomeni vengono interpretati come espressione di alterazioni organizzate nelle catene miofasciali in accorciamento.
Il trattamento, basato su allungamenti specifici e controllo respiratorio, mira a ridurre la forza resistente dei tessuti, riequilibrare le relazioni meccaniche tra i segmenti e migliorare la capacità di controllo motorio.
Evidenze disponibili in letteratura
Negli ultimi anni sono stati pubblicati alcuni studi che hanno valutato l’efficacia del Metodo Mézières su dolore, mobilità e funzione nei pazienti con lombalgia cronica.
1. Studi misti (quantitativi + qualitativi) sulla lombalgia cronica
Due studi recenti hanno mostrato che il trattamento Mézières può determinare:
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riduzione significativa del dolore nel breve termine, superiore a quella di interventi quali massaggio, termoterapia ed esercizi standardizzati;
-
miglioramento della flessibilità e della funzione;
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incremento della percezione corporea (body awareness), elemento utile nella gestione del dolore persistente.
In entrambi i lavori, la parte qualitativa ha evidenziato che i pazienti riportano una maggiore comprensione dei propri schemi corporei e delle strategie motorie adottate.
2. Aggiunta della scrittura espressiva come intervento complementare
Un ulteriore studio ha valutato l’efficacia di associare al Metodo Mézières una tecnica di divulgazione emotiva strutturata (scrittura espressiva).
Il gruppo sperimentale ha mostrato:
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riduzioni del dolore più durature nel tempo;
-
miglioramenti del controllo posturale;
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riduzione delle misure psicologiche correlate alla persistenza del dolore.
L’effetto combinato sembra suggerire che alcuni aspetti cognitivi ed emotivi possano modulare l’esperienza del dolore e facilitare l’aderenza al trattamento.
Interpretazione biomeccanica
Dal punto di vista meccanico, i risultati degli studi orientano verso alcuni possibili meccanismi d’azione:
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miglioramento della lunghezza relativa delle catene miofasciali;
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riduzione della forza resistente attraverso allungamenti mantenuti;
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incremento della capacità di controllo motorio e della stabilità funzionale;
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modulazione della percezione corporea, utile nella gestione dei pattern di protezione.
Questi elementi possono contribuire alla riduzione del dolore e al miglioramento della funzionalità nei pazienti con lombalgia persistente.
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