Postura e alterazioni posturali: adattamento fisiologico o patologia?
dott. Mauro Lastrico - dott.ssa Laura Manni
La postura e le alterazioni posturali rappresentano un tema centrale nella pratica clinica e nella valutazione muscolo-scheletrica. Comprendere se un’alterazione posturale costituisca un adattamento fisiologico o l’espressione di una condizione patologica richiede un’analisi dei meccanismi che regolano l’organizzazione delle forze nel corpo.
Le alterazioni assiali derivano da relazioni tra muscoli, segmenti scheletrici e gravità. La valutazione si fonda quindi su criteri capaci di analizzare sequenza articolare, distribuzione dei carichi e adattamenti nel tempo.
In questa prospettiva, la postura viene interpretata come equilibrio dinamico delle forze che agiscono sul corpo. Ciò che assume rilevanza clinica è la qualità dell’organizzazione articolare e la capacità del sistema di gestire le sollecitazioni statiche e dinamiche.
Questo approccio consente di distinguere tra equilibri funzionali fisiologici ed equilibri patologici, orientando la valutazione muscolo-scheletrica verso l’analisi dei meccanismi biomeccanici che determinano le alterazioni osservabili.
Abstract
Il concetto di postura, tradizionalmente inteso come assetto morfologico o allineamento statico del corpo, risulta insufficiente a descrivere il comportamento reale del sistema muscolo-scheletrico. Nel modello biomeccanico analitico e sistemico, l’attenzione si sposta dal concetto di postura a quello di equilibrio muscolo-scheletrico, inteso come gestione dinamica delle forze che agiscono sul corpo umano.
L’equilibrio muscolo-scheletrico non rappresenta uno stato ideale da raggiungere, ma l’espressione funzionale dell’organizzazione delle relazioni di forza tra muscoli, segmenti scheletrici e gravità. Le alterazioni osservabili non sono quindi deviazioni da un modello formale, ma adattamenti meccanici coerenti con le condizioni di carico e con la storia funzionale del sistema.
In questa prospettiva, la valutazione clinica non si limita all’osservazione dell’assetto corporeo, ma richiede criteri biomeccanici specifici, capaci di integrare analisi statica e dinamica e di orientare il ragionamento clinico oltre la semplice descrizione morfologica.
Equilibrio muscolo-scheletrico come fenomeno biomeccanico
Nel modello biomeccanico analitico e sistemico, l’equilibrio del corpo umano emerge dall’interazione tra forze gravitazionali, reazioni vincolari e organizzazione muscolare. Il sistema muscolo-scheletrico risponde a tali sollecitazioni attraverso adattamenti che coinvolgono tono muscolare, accorciamenti, sequenze articolari e distribuzione dei carichi.
L’equilibrio non coincide quindi con l’assenza di asimmetrie, ma con la capacità del sistema di mantenere una gestione efficace delle forze in condizioni statiche e dinamiche. Le asimmetrie osservate assumono significato clinico solo se lette all’interno delle relazioni meccaniche che le generano e le mantengono nel tempo.
Criteri di valutazione clinica
La valutazione dell’equilibrio muscolo-scheletrico richiede criteri specifici, fondati sulla biomeccanica e non su modelli ideali di allineamento. In particolare, l’analisi clinica si articola su due livelli complementari.
Valutazione statica
L’osservazione statica consente di analizzare la distribuzione dei carichi, l’allineamento funzionale dei segmenti e la coerenza delle sequenze articolari. Le deviazioni non vengono interpretate come “errori posturali”, ma come espressioni di adattamenti meccanici legati a relazioni di forza persistenti.
Valutazione dinamica
L’analisi dinamica permette di osservare come il sistema gestisce le forze durante il movimento. L’efficienza del gesto, la continuità delle catene di forza e l’eventuale comparsa di compensi forniscono indicazioni fondamentali sull’organizzazione biomeccanica del sistema.
L’integrazione di questi due livelli consente di distinguere tra adattamenti funzionali e condizioni potenzialmente disfunzionali, orientando il ragionamento clinico in modo coerente.
Documento PDF
Il documento PDF approfondisce il concetto di equilibrio muscolo-scheletrico e sviluppa criteri operativi di valutazione clinica, analizzando in particolare:
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il superamento del concetto tradizionale di postura
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l’equilibrio come gestione delle forze
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i parametri biomeccanici dell’osservazione statica
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i criteri di lettura della dinamica funzionale
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il rapporto tra equilibrio, accorciamenti muscolari e adattamenti
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l’integrazione tra analisi locale e sistemica
(Il bottone di download del documento è disponibile sotto il titolo della pagina.)
Collocazione teorica del documento
Il documento presentato costituisce un capitolo del volume in uscita
Biomeccanica Muscolo-Scheletrica – Analitica e Sistemica. Principi di Fisica Applicata per la Pratica Clinica,
e rappresenta uno dei passaggi chiave nella definizione del framework interpretativo del modello.
Il testo fornisce una base teorica solida per la valutazione clinica, senza ricorrere a concetti normativi o a schemi posturali predefiniti, privilegiando una lettura biomeccanica fondata sulle leggi fisiche che regolano il comportamento del sistema.
Relazione con il modello biomeccanico analitico e sistemico
Nel modello biomeccanico analitico e sistemico, l’equilibrio muscolo-scheletrico rappresenta il punto di sintesi tra struttura, funzione e adattamento. La sua valutazione consente di:
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comprendere l’origine delle alterazioni osservabili
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integrare l’analisi dei singoli distretti in una visione unitaria
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orientare il ragionamento clinico senza ridurlo a schemi formali
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evitare interpretazioni basate esclusivamente sull’aspetto morfologico
Il Metodo Mézières, nella rielaborazione AIFiMM, utilizza questi principi come base interpretativa per l’analisi clinica delle disfunzioni muscolo-scheletriche.
Applicazioni formative del modello
I principi biomeccanici e i criteri di valutazione descritti nel documento vengono sviluppati e applicati nei percorsi formativi AIFiMM, in particolare:
