The only Mezieres school to have been directly recognized by the Italian Ministry of Health, becoming ECM Provider n° 1701

Corso Metodo Mezieres ambito sportivo/preventivo

Prevenzione delle lesioni e incremento delle abilità atletiche

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Mézières Method for Performance and Prevention

In-Person Course – 9 Training Days Across 3 Seminars

🧠 A new way to observe the body — and truly enhance performance.

🎯 Have you ever felt like the body isn’t responding the way it should?
You train an athlete, plan the exercises, correct their form… but something still feels off.
The movement looks “right,” but balance doesn’t improve, and precision doesn’t hold over time.

That’s normal. The body always adapts — but not always in a functional way.

👉 This course offers a new perspective:
a biomechanical model that helps you see more clearly, plan more coherently, and act more effectively.

🧠 Don’t expect “the usual posture work.”
The Mézières Method you’ll explore here is likely very different from what you’ve heard about.
It’s not a passive technique, nor a set of exercises to imitate.
It’s a systemic, scientific approach based on muscular biomechanics, force vectors, and physical principles.
It teaches you to read the body as a system — where every adaptation has meaning, and every well-designed exercise can restore function and precision.

✅ If you coach, correct, strengthen, or guide people in movement every day,
this course can give you the extra edge you’ve been looking for.

Fondamento teorico del modello

Il modello proposto in questo corso deriva dalla reinterpretazione moderna dell’approccio originario di Françoise Mézières, sviluppato da AIFiMM in un quadro di biomeccanica vettoriale e fisica dei sistemi complessi.
In questo percorso tali principi vengono applicati in modo specifico all’ambito motorio e preventivo, con l’obiettivo di migliorare efficienza, controllo e qualità del gesto nei soggetti sani.

IL MODELLO BIOMECCANICO APPLICATO AL MOVIMENTO

Questo percorso applica il modello biomeccanico sistemico sviluppato da AIFiMM in un contesto specifico: la performance e la prevenzione.

Gli stessi principi fisici che governano il corpo umano vengono applicati qui esclusivamente al miglioramento dell’efficienza del movimento e alla prevenzione dei sovraccarichi nei soggetti sani.

È un approccio rigoroso, che integra:

  • meccanica vettoriale,

  • fisiologia muscolare,

  • complessità dei sistemi corporei,

  • osservazione tridimensionale del movimento.

Un modello scientifico applicato alla pratica quotidiana del professionista del movimento.

 

UNA PROFESSIONALITÀ SPECIFICA, BASATA SULLA FISICA DEL MOVIMENTO

Il corso è progettato per chi opera nell’ambito motorio e vuole comprendere come e perché il corpo si muove in un certo modo.
Sviluppa competenze per il lavoro su performance, prevenzione e ottimizzazione del gesto, nel rispetto delle normative italiane (DM 741/94 e L. 136/06).

L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo:

formare professionisti capaci di leggere il movimento attraverso le leggi della fisica e di guidarlo in modo più efficiente, preciso e sicuro.

Razionale biomeccanico

Il modello si basa sulla scomposizione vettoriale delle forze muscolari, sull’interazione tra componente contrattile e connettivale e sui principi di elasticità dei materiali.
Questi concetti, tradotti in criteri operativi, permettono di interpretare il movimento umano attraverso leggi fisiche verificabili: identificazione dei vettori dominanti, previsione delle risultanti di forza, riconoscimento dei compensi e lettura tridimensionale delle sequenze articolari.

Professione del Movimento e Modello Biomeccanico

Allenare il corpo non significa soltanto potenziarlo, ma comprenderne le leggi.

Questo corso forma professionisti del movimento con una identità scientifica precisa: esperti di biomeccanica applicata alla performance e alla prevenzione, con un modello fisico-matematico rigoroso e un ambito professionale autonomo.

Contenuti del programma

✓ Principi avanzati di meccanica vettoriale applicata al movimento umano
✓ Analisi sistemica delle catene muscolari e della distribuzione delle forze
✓ Strumenti pratici per ottimizzare efficienza, precisione e fluidità del gesto atletico
✓ Metodologie di prevenzione biomeccanica dei sovraccarichi nei soggetti sani
✓ Sequenze di esercizi attivi basate su contrazioni isometriche in massimo allungamento
✓ Capacità di riconoscere i segnali che richiedono invio allo specialista sanitario

Cosa imparerai concretamente

Imparerai a scomporre i movimenti complessi in componenti vettoriali misurabili, leggere come le forze si distribuiscono nel corpo e individuare dove si disperde energia.
Saprai intervenire con esercizi attivi specifici per migliorare l’efficienza biomeccanica di atleti e clienti sani, prevenendo compensi e sovraccarichi.

Il modello di riferimento

Il corso integra i principi della fisica lineare con l'approccio sistemico delle catene muscolari, offrendo una base scientifica solida per comprendere e ottimizzare il movimento umano.

È una prospettiva che insegna come allenare senza creare disfunzioni, restituendo al corpo la capacità di lavorare con la massima efficienza energetica.

IL MODELLO SCIENTIFICO: DALLA FISICA DEI MATERIALI AL GESTO ATLETICO

La biomeccanica è una scienza fisica. Le sue leggi valgono per tutti i corpi in movimento.

Questo corso applica i principi della fisica dei materiali e della meccanica vettoriale all'ottimizzazione della performance e alla prevenzione dei sovraccarichi in soggetti sani: un campo d'azione specifico, con responsabilità professionali precise.

Nelle sezioni seguenti scoprirai i principi fisici che governano il comportamento muscolare, come si manifestano nella performance atletica, e come intervenire per migliorare l'efficienza del gesto attraverso l'analisi vettoriale e il riequilibrio delle forze.

Il Fenomeno dell'Accorciamento Muscolare: dalla Fisica alla Performance Atletica

Ogni muscolo risponde alle leggi fisiche che regolano la deformazione dei materiali.
Applicando queste leggi al sistema muscolare, emerge un comportamento differenziato tra le sue componenti:

  • Le componenti contrattili (actina e miosina), dotate di un coefficiente di elasticità elevato, si accorciano e tornano alla lunghezza originaria dopo la contrazione.

  • Le componenti connettivali (membrane, aponeurosi, tendini), aventi un coefficiente inferiore a 1, mantengono deformazioni residue proporzionali al prodotto forza × tempo applicato.

L’accorciamento, quindi, è funzione più del tempo di tenuta che della forza esercitata:
una contrazione mantenuta a lungo provoca adattamenti più marcati rispetto a una contrazione intensa ma breve.

Nel tempo, attraverso l’accumulo di piccole deformazioni residue, il muscolo subisce un accorciamento progressivo delle sue componenti connettivali.
Questo processo, che si sviluppa nell’arco di mesi o anni, modifica la distribuzione interna delle forze e genera due grandezze inversamente proporzionali:

  • Forza Resistente (FR): la resistenza che il muscolo oppone all’allungamento;

  • Forza Lavoro (FL): la capacità di produrre movimento utile (forza per spostamento).

All’aumentare dell’accorciamento connettivale, FR cresce e FL diminuisce in modo proporzionale.
Un muscolo accorciato sviluppa una resistenza interna che deve essere vinta prima di produrre movimento:
è come se una parte dell’energia contrattile venisse costantemente dissipata per superare un attrito interno.

Il motore (la componente contrattile) funziona perfettamente, ma l’energia disponibile per il movimento si riduce.
Nel corpo efficiente, la Forza Resistente è minima e la Forza Lavoro massima: l’energia è interamente disponibile per l’azione.
Con l’accumulo degli accorciamenti, la proporzione si inverte: il corpo mantiene la forza ma perde efficienza meccanica; il gesto diventa meno fluido, meno preciso, più costoso sul piano energetico.

Un esempio concreto: l'atleta che si affatica troppo

Hai presente quando spingi un carrello della spesa con le ruote libere?

Tutta la forza che applichi si trasforma in movimento - è pura Forza Lavoro.

Ora immagina che una ruota si blocchi parzialmente: continui a spingare con la stessa intensità, ma parte dell'energia la bruci solo per vincere la resistenza interna.

Il carrello avanza più lentamente, tu ti affatichi di più, ma il problema non è la tua forza - sono le ruote frenate.

Nel corpo dell'atleta succede la stessa cosa: quando gli accorciamenti connettivali aumentano la Forza Resistente, è come avere le ruote frenate dall'inizio.

Il gesto richiede più energia, la coordinazione peggiora, la precisione cala - non perché l'atleta sia debole, ma perché parte della sua forza viene dissipata internamente prima ancora di produrre movimento.

Questo spiega perché un atleta può allenarsi intensamente senza migliorare, o perché perde fluidità pur mantenendo la forza. Il problema non è quanto spinge, ma quanta di quella spinta diventa realmente movimento utile.

Questo principio - la distribuzione delle forze tra resistenza interna e lavoro utile - è al centro dell'analisi biomeccanica del corso. 

Il ruolo del rinforzo muscolare nel modello AIFiMM per il movimento

Nel modello biomeccanico sistemico utilizzato da AIFiMM, il lavoro di rinforzo muscolare non è escluso e non è considerato dannoso.
Semplicemente, non rappresenta il primo passo quando nel sistema sono presenti accorciamenti vettoriali dominanti che “frenano” il gesto.

Il principio è semplice:

  • un muscolo sottodominante non può modificare in modo stabile la meccanica del gesto
    finché il vettore dominante esprime una Forza Resistente (FR) superiore;

  • nel gesto atletico questo si traduce in movimenti apparentemente forti, ma poco efficienti, costosi dal punto di vista energetico e più esposti al sovraccarico.

Un esempio è il lavoro sugli stabilizzatori del bacino durante la corsa.
Se i flessori dell’anca mantengono una FR elevata, l’allineamento pelvico non è stabile:
prima di generare propulsione, l’atleta deve “vincere” quella resistenza interna.

In questa condizione, il semplice rinforzo dei muscoli estensori o dei glutei non può ripristinare da solo un pattern di corsa efficiente:
la forza prodotta si disperde perché il sistema lavora contro una geometria articolare non favorevole.

L’atleta può sentire di avere “più forza in palestra”, ma la meccanica del gesto resta inefficiente:
è come spingere con più potenza… su un sistema che oppone la stessa resistenza interna di prima.


La sequenza corretta: prima riequilibrio vettoriale, poi rinforzo

Nel corso il lavoro si concentra prima sulla fase di riequilibrio meccanico attraverso:

  • riduzione della FR nei muscoli in accorciamento,

  • riequilibrio dei vettori dominanti lungo le catene cinetiche,

  • ripristino di un allineamento articolare funzionale al gesto,

  • diminuzione dei conflitti meccanici e dei compensi inefficienti.

Solo dopo questa fase, il rinforzo:

  • diventa pienamente efficace,

  • consolida il riequilibrio ottenuto,

  • incrementa la Forza Lavoro (FL) realmente disponibile per il movimento,

  • migliora la capacità di esprimere forza, precisione e continuità nel gesto.

In questo senso, il modello AIFiMM non è alternativo al strength & conditioning:
crea le condizioni biomeccaniche perché i programmi di forza, potenza o resistenza possano esprimere il loro reale potenziale senza generare compensi inutili.


Perché questa sequenza è fondamentale in ambito motorio

Un programma che aumenta la FL prima di aver ridotto la FR:

  • incrementa la capacità di spinta, ma non modifica il vettore che distorce l’asse articolare;

  • rischia di rinforzare un pattern compensatorio, anziché la meccanica ideale del gesto;

  • nei casi più critici può amplificare la dispersione energetica e il sovraccarico locale.

Al contrario, quando il rinforzo viene inserito dopo il riequilibrio vettoriale:

  • stabilizza la nuova organizzazione del gesto,

  • migliora la performance in modo più pulito e ripetibile,

  • riduce la probabilità di ricadere negli stessi schemi inefficaci,

  • valorizza il lavoro svolto con le posture attive e le contrazioni isometriche in massimo allungamento.


Conclusione operativa per i professionisti del movimento

Nel modello AIFiMM applicato all’ambito motorio e preventivo:

  • il rinforzo non è vietato,

  • non è considerato dannoso,

  • ma appartiene alla fase successiva, quando la meccanica del sistema è stata riequilibrata.

Le contrazioni isometriche in massimo allungamento riducono la Forza Resistente;
il rinforzo, inserito al momento opportuno, incrementa la Forza Lavoro e consolida la stabilità funzionale del gesto.

Sono interventi complementari, non alternativi:
prima si liberano le “ruote frenate”, poi si lavora per rendere il motore più potente ed efficiente.

L’analisi segmentaria per la performance

Nel corso i muscoli non vengono considerati nella loro realtà anatomica, ma come vettori di forza interdipendenti.
Attraverso la scomposizione vettoriale, è possibile identificare le componenti muscolari che limitano la meccanica del movimento e quindi la performance.

La regola del parallelogramma consente di calcolare le risultanti, individuare i vettori che generano squilibrio e definire gli esercizi specifici per l’ottimizzazione del gesto motorio.
Ogni catena cinetica viene analizzata nelle sue componenti vettoriali per comprendere dove si disperde energia e come ripristinare un flusso efficiente delle forze lungo il sistema.

La colonna vertebrale, osservata tridimensionalmente, rivela compensi e deviazioni che riducono la trasmissione delle forze, compromettendo la coordinazione complessiva del gesto.

L’interpretazione sistemica nella prevenzione

I muscoli non agiscono mai in modo isolato: sono collegati tra loro in catene cinetiche interdipendenti.
L’efficienza segmentaria è direttamente proporzionale all’efficienza globale del sistema.
Più estesi sono gli accorciamenti distribuiti nel sistema muscolare, più difficile diventa organizzare un movimento coordinato e preciso.

Un calo di performance può dipendere da una limitazione situata lontano dal distretto che appare in difficoltà:
una riduzione di mobilità in un’anca o in un tratto toracico può, per esempio, alterare la traiettoria di una spalla durante il gesto atletico.

L’analisi sistemica consente di individuare queste interferenze a distanza, comprendendo come un accorciamento localizzato possa influenzare l’intero equilibrio vettoriale del corpo.
Riconoscere tali relazioni è il presupposto per progettare interventi preventivi realmente efficaci.

Le contrazioni isometriche in massimo allungamento diventano così lo strumento operativo per:

  • ridurre la Forza Resistente complessiva,

  • migliorare la coordinazione tra le catene muscolari,

  • liberare il potenziale biomeccanico del gesto sportivo.

L’approccio per l’ottimizzazione atletica

Il processo di lavoro proposto nel corso segue una sequenza logica e osservativa:

  • Valutazione statica: per identificare deviazioni assiali e alterazioni della trasmissione delle forze.

  • Valutazione dinamica: per riconoscere dispersioni energetiche e compensi inefficienti durante il gesto.

  • Test funzionali: per distinguere limitazioni muscolari primarie da adattamenti secondari.

A partire da queste osservazioni, il professionista del movimento guida l’esecuzione di esercizi attivi mirati a ridurre la tensione nei muscoli accorciati.
Le contrazioni isometriche in massimo allungamento, eseguite attivamente dal cliente o atleta, diminuiscono la Forza Resistente e aumentano la Forza Lavoro disponibile.

Il corso fornisce così strumenti concreti per trasformare l’osservazione biomeccanica in progressioni di esercizi attivi, ottimizzando la performance e prevenendo i sovraccarichi attraverso il riequilibrio vettoriale dell’intero sistema.

QUANDO IL PROBLEMA NON È PIÙ MOTORIO

Il professionista del movimento opera su efficienza, coordinazione e prevenzione: quando emergono segnali che esulano da questo ambito, il modello biomeccanico fornisce criteri chiari per riconoscerli e inviare allo specialista sanitario.

🔍 The body always adapts — but not always in a functional way

Observing surface movement isn’t enough:
you need a framework that connects what you see to what’s actually happening beneath the surface.

🎯 Do any of these situations sound familiar?

🔸 You train motivated clients or athletes, but sometimes it feels like their bodies are compensating rather than truly improving.
🔸 You notice movements that look correct on the outside, but don’t know how to intervene at a deeper level.
🔸 You’d like to propose more coherent, progressive exercises — but lack truly effective tools to read the body.
🔸 You have a solid understanding of movement, but feel that a systemic model is missing — one that logically connects it all.

👉 If you've ever thought this, this course can give you the tools you’ve been looking for.

🔬 WORK FORCE VS. RESISTANT FORCE: TWO OPPOSING FORCES

Two opposing muscular forces are always active in the body:

🔹 Work Force
This is the muscular energy that generates movement.
Active, functional, and action-oriented.

🔸 Resistant Force
This is the force that opposes movement.
It results from muscle shortening, stiffness, or dysfunctional patterns.
It slows down, diverts, or blocks execution.

👉 When work force prevails, the movement is precise, coherent, and efficient.
👉 When resistant force dominates, the movement is compensated, performance becomes unstable, and joint load increases.

During the course, you’ll learn to recognize these forces through real cases, instructor-guided videos, and practical examples:
✅ to improve your observation skills
✅ to intervene with greater logic
✅ and to design exercises that are truly effective

FUNZIONE E STRUTTURA: UN EQUILIBRIO DINAMICO

“In un corpo sano è la funzione a governare la struttura.
In un corpo malato, è la struttura a governare la funzione.”

— Françoise Mézières

Questa frase racchiude l’essenza del modello biomeccanico sistemico.
La struttura non è mai un’entità fissa: è la traccia che la funzione lascia nel tempo.
Ogni volta che il corpo si muove, imprime nelle sue fibre la memoria delle forze che lo attraversano.
Se queste forze restano equilibrate, la struttura mantiene elasticità, precisione e coerenza;
se invece si alterano, la struttura si irrigidisce e finisce per imporre la propria forma al movimento.

In questa prospettiva, la performance non è solo un fatto di forza o coordinazione, ma di armonia tra ciò che il corpo fa e ciò che diventa facendo.
Quando la Forza Lavoro prevale sulla Forza Resistente, il gesto è fluido, essenziale, economico: la funzione guida la struttura.
Quando invece la resistenza interna domina, la struttura prende il sopravvento e il corpo comincia a “muoversi contro se stesso”.

Durante il corso vedrai e vivrai praticamente  questa transizione:
come un corpo rigido ritrova progressivamente la propria funzione e come, nel farlo, cambia la sua forma.
È un passaggio visibile, misurabile, ma anche percettivo: il movimento si semplifica, il respiro si apre, la coordinazione si ricompone.

Funzione e struttura non sono opposti: sono poli di un equilibrio dinamico che può essere educato, osservato e guidato.
Questo è il compito della meccanica vettoriale applicata al movimento umano.

🧭 Changing the Way You Observe the Body Means Changing the Way You Work

The Mézières Method doesn’t offer a set of exercises to repeat — it offers a new logic for understanding human movement and rebalancing the forces that generate it.

In the in-person course, you won’t just study these principles:
you’ll experience them firsthand on your own body and observe them in others.
This will help you internalize a deeper, more systemic biomechanical framework.

The model is based on three core pillars:

🔹 Vector-Based Analysis of Muscles
Muscles are not isolated entities — they act as interdependent force vectors.
Every shortening alters global balance, creating both local and distant effects.
During the course, you’ll learn to recognize these patterns through guided, hands-on practice.

🔹 Biomechanical Interpretation of Dysfunctions
You’ll learn to observe the body both statically and dynamically, in order to detect:
– axial deviations
– compensatory patterns
– early signs of muscular disorganization
All guided through real cases and step-by-step supervision.

🔹 Active Postures and Isometric Contractions in Maximal Elongation
Practical tools to reduce resistant force, free up movement, and restore joint coherence.
You won’t just study them — you’ll experience them directly, to fully understand their effectiveness and practical application.

🔬 LINEAR AND NONLINEAR PHYSICS IN SERVICE OF THE HUMAN BODY

The method integrates two levels of analysis:

🔸 Linear Physics
To study muscular vectors and joint misalignments in a logical and measurable way.

🔸 Nonlinear Physics
To interpret the body as a complex, interdependent, adaptive system with emergent behaviors.

A scientific and practical language, designed for professionals who work with movement every day and want to grow in precision, coherence, and observational ability.

🎯 What You Will Learn to Do

This course doesn’t just offer theoretical knowledge:
it gives you practical tools to observe, guide, and design movement with greater precision, coherence, and effectiveness.

Integrate the Mézières model into your professional practice
You’ll learn to apply its principles to create muscle rebalancing programs suited to your context —
whether you work in a gym, a studio, or with small groups.

Assess the body through a systemic lens
The body is not a sum of parts — it’s an interconnected system.
You’ll develop the ability to detect axial deviations, compensations, and early signs of functional disorganization, even in movements that appear correct.

Identify dominant forces and shortened vectors
You’ll learn a method to detect active dysfunctions, distinguish them from secondary ones, and direct your work toward the true biomechanical priorities.

Guide movement execution with more precision
Through practical experience, you’ll learn to propose exercises not based on maximal strength, but on movement precision and neuromuscular efficiency.
You’ll develop a clear, functional language that respects each subject’s actual joint physiology.

Plan with coherence, adapt with creativity
By experiencing and discussing the 10 standard sessions with the group, you’ll build a solid framework —
a foundation to effectively adapt each proposal, in both individual and group settings.

💡 This is real professional growth:
training your eye, your mind, and your sensitivity to read the body systemically, and support it with effective, personalized strategies that respect joint balance.

🎯 By the end of the course, you’ll be able to:

  • design interventions based on solid biomechanical logic

  • stand out for your ability to assess and guide movement

  • communicate with greater authority, thanks to the hands-on experience in class and the strength of the model you’ve learned

👥 Who This Course Is For

If you work every day to improve movement — with athletes, active individuals, or those in functional recovery — this course provides practical, scientific, and immediately applicable tools.

It is designed for:

🔹 Graduates and students in Movement Science (from the 3rd year onward)
🔹 Kinesiologists, posturologists, ISEF graduates
🔹 MCB-certified professionals, athletic trainers, personal trainers
🔹 Movement specialists with documented training in motor or preventive fields

📌 The course is fully compliant with current regulations and does not include clinical or healthcare activities.

🎁 What You’ll Gain by Attending the Course

AIFiMM Certificate
For the application of the Mézières Method in sport and prevention contexts, recognized nationally (non-clinical)

Real Operational Skills
Postural evaluation, biomechanical analysis, and guided program design for functional rebalancing

Immediate Integration into Your Practice
You’ll be able to apply what you’ve learned in your training programs, postural education, motor re-education, and prevention work

Direct Experience and Immersive Learning
Every session is experienced, discussed, analyzed, and then applied in small groups with supervision

Access to the AIFiMM Network
Join the national Mézières community: ongoing updates, professional exchange, and inclusion in the AIFiMM practitioners registry

🧑‍🏫 Instructors

The course is led by one of AIFiMM’s two senior instructors: Mauro Lastrico or Laura Manni, both of whom trained in Paris with Françoise Mézières.
With over 40 years of combined experience and 25 years of teaching, they are recognized nationally as key figures in applying the Mézières Method in the field of movement and prevention.

📌 Each edition is led by one of the two, ensuring consistency in teaching and high educational quality.

💰 Fees and Discounts

💳 Enrollment fee: €1,400 + VAT
📆 Payment in installments available

🎯 Discounts available for:
Early registrations, students, and group enrollments

❓ Frequently Asked Questions (FAQ)

📌 Is this a rehabilitation or clinical course?
No. This course is designed exclusively for movement and prevention settings.
It does not teach rehabilitative techniques and is intended for graduates in Physical Education, kinesiologists, and movement professionals.

📌 Can I use it to lead group sessions?
Yes. The 10 standard sessions are designed to be applied in both group and individual settings, with progressions that can be adapted to participants’ goals and characteristics.

📌 Does it include one-on-one work?
Yes. Individual work is one of the course’s main strengths.
You’ll learn to observe the body in both static and dynamic conditions, design personalized exercises, and recognize signs that may require clinical attention — always within the boundaries of your professional role.

📌 What are the advantages of the in-person course compared to the online version?
The in-person format allows you to experience every session firsthand, receive direct feedback from instructors, interact with peers face-to-face, and train your biomechanical eye in a guided and progressive way.

COLLABORAZIONE PROFESSIONALE, SENZA SOVRAPPOSIZIONI

Il modello biomeccanico proposto da AIFiMM permette ai professionisti del movimento di lavorare con strumenti chiari e scientifici su efficienza, prevenzione e ottimizzazione del gesto nei soggetti sani.

Allo stesso tempo fornisce i criteri necessari per riconoscere quando un segnale richiede l’intervento di competenze sanitarie.

Questo crea un vantaggio concreto per tutti:

  • il professionista del movimento opera con una logica biomeccanica rigorosa,

  • il mondo sanitario riceve un invio più preciso e motivato,

  • l’atleta o il cliente è seguito nel modo più appropriato al proprio stato.

Il modello non genera sovrapposizioni, ma continuità:
ogni professionista contribuisce alla salute e all’efficienza del movimento secondo il proprio ruolo, utilizzando un linguaggio biomeccanico comune e rispettoso delle competenze di ciascuno.

Allenare senza creare inefficienze meccaniche

Allenare significa guidare un sistema complesso verso la sua efficienza naturale.
Ogni esercizio, ogni gesto, ogni adattamento lascia un’impronta: meccanica, connettivale, funzionale.
Il compito del professionista del movimento è riconoscerla, rispettarla e orientarla.

Questo corso nasce da un principio semplice e profondo:
si può migliorare la performance senza compromettere la salute del corpo.
Basta conoscere le leggi che lo governano, e imparare a dialogare con esse.

Il modello biomeccanico sistemico derivato dal Metodo Mézières restituisce al movimento la sua dimensione scientifica:
non più una sequenza di esercizi, ma un linguaggio di forze che il corpo traduce in equilibrio.

Imparare a leggere quel linguaggio significa prendersi cura del futuro del movimento umano.
Ed è questo, più di tutto, ciò che questo corso vuole insegnare.

Available courses

Venue: Roma
Starting date: 05 December 2025
Calendar and subscriptions

AIFiMM Advanced Neuro-Myofascial Biomechanics and Mezieres Training

  • Via San Vincenzo 95/7, 16121 Genova
  • P. IVA / CF 01412130997
  • info@aifimm.it
  • (+39) 0105 761271
  • IBAN: IT95E0503401406000000001738

E.C.M.

Educazione Continua in Medicina (Continuing Medical Education)
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