Corso Metodo Mezieres ambito sportivo/preventivo
Prevenzione delle lesioni e incremento delle abilità atletiche
In-Person Course – 9 Training Days Across 3 Seminars
🧠 A new way to observe the body — and truly enhance performance.
🎯 Have you ever felt like the body isn’t responding the way it should?
You train an athlete, plan the exercises, correct their form… but something still feels off.
The movement looks “right,” but balance doesn’t improve, and precision doesn’t hold over time.
That’s normal. The body always adapts — but not always in a functional way.
👉 This course offers a new perspective:
a biomechanical model that helps you see more clearly, plan more coherently, and act more effectively.
🧠 Don’t expect “the usual posture work.”
The Mézières Method you’ll explore here is likely very different from what you’ve heard about.
It’s not a passive technique, nor a set of exercises to imitate.
It’s a systemic, scientific approach based on muscular biomechanics, force vectors, and physical principles.
It teaches you to read the body as a system — where every adaptation has meaning, and every well-designed exercise can restore function and precision.
✅ If you coach, correct, strengthen, or guide people in movement every day,
this course can give you the extra edge you’ve been looking for.
Il muscolo non è un elemento omogeneo.
È composto da due materiali con comportamento meccanico diverso: la componente contrattile (actina e miosina) e la componente connettivale (membrane, sarcolemma, tendini).
La componente contrattile si comporta come un materiale elastico: si accorcia durante la contrazione e torna alla lunghezza iniziale al rilasciamento. Le sue variazioni sono reversibili e si manifestano come modificazioni del tono muscolare.
La componente connettivale ha un comportamento diverso: è un materiale plastico, capace di mantenere deformazioni residue proporzionali alla forza applicata e al tempo di applicazione.
La figura illustra il meccanismo su un modello semplificato della fibra muscolare, dove i rettangoli rossi rappresentano le componenti connettivali in parallelo e le ellissi blu le componenti contrattili. Le linee nere verticali rappresentano le inserzioni muscolari.

In A la fibra è a riposo. In B, durante la contrazione, le inserzioni si avvicinano: le componenti contrattili si accorciano attivamente e comprimono le componenti connettivali disposte in parallelo. In C, al rilasciamento, le componenti contrattili tornano alla lunghezza iniziale, ma le componenti connettivali mantengono una deformazione residua compressiva.
S rappresenta l'accorciamento residuo del muscolo.
La sommatoria di queste deformazioni residue, contrazione dopo contrazione, determina la riduzione progressiva della lunghezza muscolare.
L'accorciamento muscolare è la conseguenza diretta dell'utilizzo del muscolo.
È regolato dalle stesse leggi fisiche che governano la deformazione di qualunque materiale con coefficiente di elasticità inferiore a quello ideale.
Il parametro "forza" da solo non è sufficiente a descrivere il funzionamento muscolare.
È necessario cioè distinguere Forza Lavoro e Forza Resistente.
La Forza Lavoro è la quota di forza che il muscolo rende disponibile per il movimento.
La Forza Resistente è la forza che il muscolo oppone alla trazione, all'allungamento ed è determinata dalle componenti connettivali.
L'accorciamento progressivo della componente connettivale determina l'aumento della Forza Resistente del muscolo.
Tale aumento comporta, nello stesso tempo, la diminuzione della capacità di Lavoro — forza per spostamento — e della Potenza — il Lavoro prodotto nell'unità di tempo.
Forza Resistente e Forza Lavoro sono inversamente proporzionali: l'aumento della prima determina la diminuzione della seconda.
Il muscolo svolge due funzioni fondamentali: sul piano statico mantiene il corretto allineamento delle articolazioni; sul piano dinamico produce il movimento.
L'accorciamento delle componenti connettivali ha effetti su entrambi i piani.
Sul piano statico, lo scheletro — privo di capacità di movimento autonomo — si adatta passivamente alle forze muscolari. Muscoli accorciati agiscono come corde corte che trazionano i capi ossei alterando le sequenze articolari e vertebrali.
Sul piano dinamico, parte della Forza Lavoro disponibile viene impiegata per vincere le resistenze interne del muscolo anziché per produrre movimento. È il meccanismo che determina l'affaticamento precoce e l'inefficienza del gesto.
Un muscolo con componenti connettivali accorciate mantiene intatta la capacità contrattile, ma deve impiegare parte della propria energia per vincere le resistenze interne prima di produrre movimento utile. Il muscolo non è debole: è meccanicamente inefficiente.
È come spingere un carrello con le ruote libere: tutta la forza disponibile produce Lavoro utile.
Ma se il carrello ha le ruote parzialmente frenate, parte della forza disponibile viene utilizzata per vincere il freno delle ruote.
A questo si aggiunge un fattore di natura neurale.
I centri corticali pianificano l'obiettivo motorio — il "cosa" fare — mentre i centri sottocorticali regolano l'esecuzione — il "come" farlo — attraverso una mappatura definita schema corporeo.
Il “cosa” è prioritario sul “come”: il sistema nervoso, pur di raggiungere l'obiettivo, attiva muscoli in co-contrazione non necessari all'azione e genera pattern sostitutivi che coinvolgono gruppi muscolari non anatomicamente deputati a quel gesto.
Il risultato è un ulteriore aumento della spesa energetica e della Forza Resistente complessiva.
L'accorciamento delle componenti connettivali e il conseguente aumento della Forza Resistente a scapito della Forza Lavoro è un meccanismo biologico che riguarda tutti gli esseri umani.
È però possibile fare delle distinzioni quantitative dell'accorciamento e delle sue conseguenze sulla statica e sulla dinamica.
I muscoli non sono distribuiti simmetricamente sulle articolazioni. Per ogni articolazione vi sono differenze per numero di muscoli e potenziale contrattile.
Ad esempio, nell'articolazione scapolo-omerale gli intra-rotatori sono in numero maggiore e con potenziale contrattile superiore rispetto agli extra-rotatori. Il corretto posizionamento dell'omero nella glenoide è dato dal bilanciamento delle forze muscolari agenti.
Possiamo immaginare il bilanciamento come un tiro alla fune tra due squadre dove la squadra A ha un numero maggiore di componenti rispetto alla squadra B e l'obiettivo sia quello di mantenere il fazzoletto al centro della corda.
Immaginiamo 3 scenari:
1. La squadra A esercita la minima forza di trazione necessaria a tenere la corda tesa, la squadra B compensa senza difficoltà. Il fazzoletto rimane al centro — il corretto allineamento articolare — e in dinamica tutti i muscoli lavorano al massimo della loro potenzialità. La Forza Lavoro è dominante rispetto alla Forza Resistente.
2. Le porzioni connettivali cominciano ad accorciarsi, cioè aumenta la Forza Resistente. La squadra A esercita una forza di trazione maggiore che deve essere compensata con l'aumento della forza di trazione della squadra B. Il fazzoletto rimane al centro ma in dinamica i muscoli devono vincere le resistenze interne perdendo parte della loro efficacia, cioè della Forza Lavoro. Il movimento diviene rigido.
3. Le porzioni connettivali si accorciano in misura maggiore, la Forza Resistente domina sulla Forza Lavoro. La squadra A esercita una forza di trazione che la squadra B non riesce più a compensare. Il fazzoletto si sposta, l'articolazione inizia a disassiarsi. I muscoli della squadra B, essendo in sovraccarico, hanno una Forza Lavoro disponibile limitata: il movimento è possibile ma ancora più rigido. Se la forza di trazione della squadra A aumenta ulteriormente, compaiono le problematiche articolari.
Analogo meccanismo avviene per la colonna vertebrale sul piano sagittale, dove i muscoli che agiscono sul tratto cranio-cervicale, dorsale e lombo-sacrale sono asimmetrici per quantità e potenzialità.
In base alla quantità di accorciamento si possono distinguere 3 livelli:
1. Accorciamenti minimi, il sistema muscolo-scheletrico è ben bilanciato e la Forza Lavoro domina sulla Forza Resistente. In questo caso gli esercizi di rinforzo muscolare stabilizzano le articolazioni e ne migliorano la dinamica.
2. Accorciamenti di lieve entità, la componente di Forza Resistente e Forza Lavoro sono simili.
Il sistema muscolo-scheletrico inizia ad essere sbilanciato ma non compaiono ancora sintomi o patologie.
In questo caso gli esercizi di rinforzo ottengono l'effetto opposto: aumentano ancora la Forza Resistente.
Gli esercizi di rinforzo ai muscoli sottodominanti determinano co-contrazione e attivano meccanismi sostitutivi.
Il movimento diviene inefficiente con dispendio energetico.
È necessario agire sulle componenti connettivali per riequilibrare le forze agenti prima di passare al rinforzo.
Il lavoro su questo secondo scenario è il tema del corso destinato ai professionisti del movimento.
3. Accorciamenti di maggiore quantità, la Forza Resistente domina sulla capacità di Lavoro. Compaiono sintomi, conflitti meccanici e patologie. È il territorio del professionista sanitario.
L'accorciamento delle componenti connettivali e il conseguente aumento della Forza Resistente a scapito della Forza Lavoro è un meccanismo biologico che riguarda tutti gli esseri umani.
È però possibile fare delle distinzioni quantitative dell'accorciamento e delle sue conseguenze sulla statica e sulla dinamica.
I muscoli non sono distribuiti simmetricamente sulle articolazioni. Per ogni articolazione vi sono differenze per numero di muscoli e potenziale contrattile.
Ad esempio, nell'articolazione scapolo-omerale gli intra-rotatori sono in numero maggiore e con potenziale contrattile superiore rispetto agli extra-rotatori. Il corretto posizionamento dell'omero nella glenoide è dato dal bilanciamento delle forze muscolari agenti.
Possiamo immaginare il bilanciamento come un tiro alla fune tra due squadre dove la squadra A ha un numero maggiore di componenti rispetto alla squadra B e l'obiettivo sia quello di mantenere il fazzoletto al centro della corda.
Immaginiamo 3 scenari:
1. La squadra A esercita la minima forza di trazione necessaria a tenere la corda tesa, la squadra B compensa senza difficoltà. Il fazzoletto rimane al centro — il corretto allineamento articolare — e in dinamica tutti i muscoli lavorano al massimo della loro potenzialità. La Forza Lavoro è dominante rispetto alla Forza Resistente.
2. Le porzioni connettivali cominciano ad accorciarsi, cioè aumenta la Forza Resistente. La squadra A esercita una forza di trazione maggiore che deve essere compensata con l'aumento della forza di trazione della squadra B. Il fazzoletto rimane al centro ma in dinamica i muscoli devono vincere le resistenze interne perdendo parte della loro efficacia, cioè della Forza Lavoro. Il movimento diviene rigido.
3. Le porzioni connettivali si accorciano in misura maggiore, la Forza Resistente domina sulla Forza Lavoro. La squadra A esercita una forza di trazione che la squadra B non riesce più a compensare. Il fazzoletto si sposta, l'articolazione inizia a disassiarsi. I muscoli della squadra B, essendo in sovraccarico, hanno una Forza Lavoro disponibile limitata: il movimento è possibile ma ancora più rigido. Se la forza di trazione della squadra A aumenta ulteriormente, compaiono le problematiche articolari.
Analogo meccanismo avviene per la colonna vertebrale sul piano sagittale, dove i muscoli che agiscono sul tratto cranio-cervicale, dorsale e lombo-sacrale sono asimmetrici per quantità e potenzialità.
In base alla quantità di accorciamento si possono distinguere 3 livelli:
1. Accorciamenti minimi, il sistema muscolo-scheletrico è ben bilanciato e la Forza Lavoro domina sulla Forza Resistente. In questo caso gli esercizi di rinforzo muscolare stabilizzano le articolazioni e ne migliorano la dinamica.
2. Accorciamenti di lieve entità, la componente di Forza Resistente e Forza Lavoro sono simili.
Il sistema muscolo-scheletrico inizia ad essere sbilanciato ma non compaiono ancora sintomi o patologie.
In questo caso gli esercizi di rinforzo ottengono l'effetto opposto: aumentano ancora la Forza Resistente.
Gli esercizi di rinforzo ai muscoli sottodominanti determinano co-contrazione e attivano meccanismi sostitutivi.
Il movimento diviene inefficiente con dispendio energetico.
È necessario agire sulle componenti connettivali per riequilibrare le forze agenti prima di passare al rinforzo.
Il lavoro su questo secondo scenario è il tema del corso destinato ai professionisti del movimento.
3. Accorciamenti di maggiore quantità, la Forza Resistente domina sulla capacità di Lavoro. Compaiono sintomi, conflitti meccanici e patologie. È il territorio del professionista sanitario.

Obiettivo del corso è fornire gli strumenti interpretativi e applicativi per agire nelle situazioni in cui l'accorciamento muscolare determina inefficienza del gesto con comparsa di meccanismi sostitutivi e nelle situazioni in cui gli esercizi di rinforzo non raggiungono gli obiettivi.
Analoghe strategie possono essere utilizzate a scopo preventivo nelle persone che non presentano ancora tali problematiche.
Il fine è la prevenzione degli infortuni e il miglioramento della performance.
Il rapporto struttura-funzione
Quando il sistema muscolo-scheletrico è ben bilanciato e l'allineamento articolare e vertebrale è efficiente, agire sulla funzione attraverso il rinforzo muscolare ottiene il doppio risultato della stabilità articolare e del miglioramento della dinamica.
Quando vi sono accorciamenti viene interessata la struttura. L'azione sulla funzione attraverso il rinforzo accentua il problema.
Il corso lavora sul miglioramento della struttura attraverso il ribilanciamento dei muscoli agenti per riottenere la funzione in automatico.
Esempio: se si riottiene l'equilibrio tra intra-rotatori ed extra-rotatori della scapolo-omerale — la struttura — l'azione degli extra-rotatori torna efficiente. Lavoro sulla struttura per migliorare la funzione.
Mezzi utilizzati
Analisi vettoriale
Ogni muscolo ha una linea di forza proporzionale alla sua lunghezza anatomica. La linea di forza dei muscoli con andamento obliquo è scomponibile attraverso la scomposizione vettoriale.
L'analisi vettoriale permette di individuare le dominanze muscolari nelle coppie agonista-antagonista e prevedere la direzione degli squilibri a carico delle articolazioni e della colonna vertebrale sul piano sagittale.
Propriocezione
Attraverso la propriocezione si cerca di riottenere l'attivazione dei muscoli sottodominanti inibendo le co-contrazioni e le sostituzioni di compenso.
La propriocezione è un ottimo strumento quando gli accorciamenti sono di lieve entità, ma quando l'accorciamento supera una certa soglia, ottiene l'effetto contrario: innalza ulteriormente il tono e consolida i meccanismi alterati di movimento. In questo caso è necessario agire prima sui muscoli dominanti per diminuirne la Forza Resistente.
È come quando si è leggermente alterati: se veniamo invitati a calmarci è possibile farlo. Ma se siamo arrabbiati, l'invito alla calma produce l'effetto opposto.
Contrazioni isometriche in massimo allungamento
Questa è la tecnica principale utilizzata nel corso, derivata dalla modalità applicativa del Metodo Mézières.
Il muscolo viene posto in massimo allungamento fisiologico e si chiede una contrazione isometrica. Le componenti contrattili, esercitando trazione sulle componenti connettivali, ne determinano l'allungamento.
La figura illustra il meccanismo su un modello semplificato della fibra muscolare, dove i rettangoli rossi rappresentano le componenti connettivali in parallelo e le ellissi blu le componenti contrattili. Le linee nere verticali rappresentano le inserzioni muscolari.

In A la fibra è a riposo. In B, durante la contrazione isometrica le inserzioni non si avvicinano: le componenti contrattili si accorciano attivamente e stirano le componenti connettivali disposte in parallelo. In C, al rilasciamento, le componenti contrattili tornano alla lunghezza iniziale, ma le componenti connettivali mantengono una deformazione residua in allungamento.
Il risultato dell'allungamento complessivo delle componenti connettivali è la diminuzione della Forza Resistente a favore dell'incremento della Forza Lavoro, la maggiore efficienza delle porzioni contrattili ed il loro rinforzo.
Lavoro contemporaneo segmentario e sistemico
L'apparato muscolare si comporta come un sistema complesso. Allungamenti selettivi possono determinare accorciamenti muscolari di compenso in altro distretto corporeo.
La strategia di lavoro proposta nel corso è al contempo segmentaria e sistemica. Segmentaria per agire sul singolo muscolo o gruppo muscolare responsabile della disfunzione locale, ma all'interno di una logica sistemica per impedire reazioni in accorciamento in altri distretti.
Two opposing muscular forces are always active in the body:
🔹 Work Force
This is the muscular energy that generates movement.
Active, functional, and action-oriented.
🔸 Resistant Force
This is the force that opposes movement.
It results from muscle shortening, stiffness, or dysfunctional patterns.
It slows down, diverts, or blocks execution.
👉 When work force prevails, the movement is precise, coherent, and efficient.
👉 When resistant force dominates, the movement is compensated, performance becomes unstable, and joint load increases.
During the course, you’ll learn to recognize these forces through real cases, instructor-guided videos, and practical examples:
✅ to improve your observation skills
✅ to intervene with greater logic
✅ and to design exercises that are truly effective
Due sezioni complementari che seguono una progressione: prima sperimenti su di te, poi applichi sugli altri.
I primi 6 giorni
costruiscono il modello teorico e lo fanno sperimentare direttamente sul corpo attraverso le 10 sedute tipo condotte dal docente.
Il lavoro è di gruppo: ciascun allievo esegue la seduta sul proprio corpo sotto la guida del docente.
Ogni seduta è seguita dalla discussione didattica degli obiettivi biomeccanici e dei mezzi utilizzati.
Gli ultimi 3 giorni
applicano il modello al lavoro individuale: colonna vertebrale nel piano sagittale, arto superiore, arto inferiore e piede, in tre posizioni progressive — supini, arti inferiori elevati, seduti. Si lavora tra corsisti con supervisione diretta del docente.
Giorno 1
Il modello biomeccanico: le proprietà elastiche e plastiche delle componenti muscolari, il rapporto tra Forza Resistente e Forza Lavoro, le dominanze vettoriali che determinano le curve vertebrali nel piano sagittale.
1ª seduta di gruppo: esame obiettivo su se stessi — osservazione in stazione eretta e in posizione supina della sequenza articolare fisiologica
Discussione didattica.
Giorno 2
Sistemi complessi e catene muscolari: perché correggere il gesto punto per punto non funziona. La logica con cui il corpo distribuisce gli accorciamenti nell'intera struttura. Perché il tuo atleta è asimmetrico ma asintomatico — e cosa succede quando il sistema non riesce più a compensare.
2ª seduta di gruppo: muscoli del dorso.
Discussione didattica.
Giorno 3
3ª seduta di gruppo: propriocezione e rilassamento — la base percettiva su cui si costruiscono tutti gli esercizi successivi.
4ª seduta di gruppo: impostazione respiratoria — la fase espiratoria come condizione operativa del lavoro isometrico. Perché gli esercizi eseguiti con la respirazione impostata producono effetti diversi da quelli in respirazione libera.
Discussioni didattiche.
Giorno 4
5ª seduta di gruppo: distretto cervicale e mandibola — il collegamento tra tensioni cervicali, muscoli sovraioidei e alterazioni della postura del capo.
6ª seduta di gruppo: distretto cervicale — contrazioni isometriche in allungamento applicate ai muscoli che sostengono le dominanze sagittali cervicali.
Discussioni didattiche.
Giorno 5
7ª seduta di gruppo: zona intrascapolare — il riequilibrio tra intrarotatori e extrarotatori dell'omero e la mobilità scapolare.
8ª seduta di gruppo: bacino e ginocchio — le dominanze vettoriali che determinano valgismo, varismo e rotazioni del ginocchio durante il gesto.
Discussioni didattiche.
Giorno 6
9ª seduta di gruppo: arti inferiori e piede — supinatori e pronatori, piede piatto vero e piede piatto apparente adattativo.
10ª seduta di gruppo: globalità — integrazione di tutti i distretti in un'unica seduta. La struttura operativa trasferibile a sessioni di gruppo e programmi di auto-lavoro.
Discussioni didattiche.
Giorni 7–9 — Lavoro individuale
Il modello applicato al lavoro individuale: colonna vertebrale nel piano sagittale, arto superiore, arto inferiore e piede. Tre posizioni progressive — supini, arti inferiori elevati, seduti.
Si lavora tra corsisti nei ruoli di osservatore, operatore e soggetto, con supervisione diretta del docente. Ogni posizione include contrazioni isometriche in massimo allungamento collegate al modello respiratorio.
Il docente guida l'osservazione, mostra la distribuzione delle forze e traduce l'analisi in strategia di intervento.
The course is led by one of AIFiMM’s two senior instructors: Mauro Lastrico or Laura Manni, both of whom trained in Paris with Françoise Mézières.
With over 40 years of combined experience and 25 years of teaching, they are recognized nationally as key figures in applying the Mézières Method in the field of movement and prevention.
📌 Each edition is led by one of the two, ensuring consistency in teaching and high educational quality.
Il CPD (Continuing Professional Development) è il sistema con cui il Regno Unito e i principali contesti professionali europei e internazionali certificano la qualità della formazione continua.
Una commissione indipendente di professionisti ha analizzato i contenuti del corso:
- struttura didattica
- basi scientifiche
- rilevanza teorica e pratica
- CV docenti
Il corso è stato certificato con 63 crediti CPD internazionali con la seguente valutazione:
|
"Un corso pratico di 9 giornate che integra i principi del Metodo Mézières con la biomeccanica vettoriale per l'ottimizzazione del movimento umano. Rivolto a professionisti dell'esercizio fisico, allenatori e laureati in Scienze Motorie, il corso fornisce un framework strutturato per analizzare i vettori di forza muscolare, identificare le strategie compensatorie e applicare il lavoro isometrico al fine di migliorare l’efficienza del movimento, la coordinazione e la distribuzione dei carichi. I partecipanti acquisiscono competenze nelle sedute posturali di gruppo e nella valutazione biomeccanica individuale. Il corso prevede una progressione strutturata di dieci sedute guidate e attività pratiche supervisionate a supporto del miglioramento della performance e della prevenzione degli infortuni."
AIFIMM – Provider CPD n. 21418 |
La certificazione CPD è riconosciuta a chinesiologi, laureati in Scienze Motorie, preparatori atletici, personal trainer, istruttori di fitness, istruttori di Pilates e Yoga, professionisti del wellness e functional training.
Un CV con certificazione CPD internazionale documenta una formazione sottoposta a controllo scientifico indipendente.
- 9 giorni suddivisi in 3 seminari
- orario lezioni: 9-13 – 14-17. La giornata conclusiva di ogni seminario si finisce alle ore 13.
- Iscrizione facoltativa gratuita al registro dei professionisti formati AIFiMM
- 63 CPD internazionali
- Attestato AIFIMM ed attestato CPD internazionale
Gli attestati verranno rilasciati al superamento dell'esame finale.
Costo 1400 euro + IVA
Pagamento tramite bonifico bancario o carta di credito in un'unica soluzione, in 2 o 4 rate.
Le 4 rate di 350 euro + IVA così suddivise:
la prima all'iscrizione e le altre 3 in corrispondenza dei rispettivi seminari.


A chi è rivolto questo corso? A laureati in Scienze Motorie, chinesiologi, diplomati ISEF, preparatori atletici, personal trainer, istruttori di Pilates e professionisti del movimento. Il corso è aperto anche a studenti dal terzo anno di Scienze Motorie.
Che cos'è la biomeccanica muscolo-scheletrica applicata al movimento? È un modello che analizza il movimento umano come configurazione di vettori di forza. Ogni gesto viene letto in termini di direzione delle forze, equilibrio tra vettori antagonisti e continuità della trasmissione lungo le catene cinetiche. Questo consente di identificare dove l'energia si disperde, perché si disperde e come ripristinare un gesto più efficiente.
Che relazione c'è tra questo corso e il Metodo Mézières? Il modello biomeccanico nasce dall'esperienza clinica del Metodo Mézières, formalizzata da AIFiMM attraverso la fisica applicata. Il corso ne applica i principi — analisi vettoriale, meccanica FR–FL, lettura sistemica — all'ambito motorio e preventivo, adattandoli alle competenze e al perimetro operativo del professionista del movimento.
Che differenza c'è tra il corso in presenza e quello online? Il modello teorico è lo stesso. La differenza è nell'esperienza. Il corso in presenza (72 ore, 9 giornate) ti fa sperimentare il lavoro sul tuo corpo, lavorare come operatore sui colleghi e ricevere correzioni in tempo reale dai docenti. Le 10 sedute tipo vengono vissute in prima persona — e questo cambia la comprensione del modello in un modo che il video non può replicare. Il corso online (21,5 ore, 9 video) consente studio autonomo con le dimostrazioni video. Il corso in presenza rilascia 63 CPD, l'online 25 CPD.
Cosa imparo concretamente? Impari a leggere il corpo come sistema di vettori di forza, a riconoscere i compensi motori come conseguenze meccaniche prevedibili e a progettare esercizi basati su criteri biomeccanici espliciti. Il corso include 10 sedute tipo in progressione e lavoro individuale ad personam, entrambi trasferibili direttamente alla pratica con atleti e clienti, sia in sessioni individuali che di gruppo.
Serve una preparazione in fisica o biomeccanica? No. I principi vengono introdotti progressivamente a partire dall'osservazione del movimento e dall'esperienza diretta sul corpo, senza presupporre conoscenze pregresse di fisica o analisi vettoriale.
Il corso rilascia crediti formativi? Sì, 63 crediti CPD internazionali (CPD Certification Service UK, Provider n. 21418). La certificazione è stata ottenuta dopo valutazione indipendente dei contenuti da parte di una commissione tecnico-scientifica esterna. Il corso non rilascia crediti ECM in quanto destinato a professionisti del movimento, non a professionisti sanitari.
Qual è la differenza tra questo corso e un corso di biomeccanica universitario? Il corso universitario fornisce le basi teoriche generali della biomeccanica. Questo corso applica l'analisi vettoriale direttamente alla pratica professionale: lettura del movimento, identificazione delle inefficienze, progettazione di esercizi e conduzione di sedute. Il modello FR–FL (Forza Resistente – Forza Lavoro) è uno strumento operativo specifico del framework AIFiMM. Il formato in presenza aggiunge la pratica supervisionata e l'esperienza diretta sul corpo.
Come è strutturato il corso? 9 giornate formative distribuite in 3 seminari (venerdì-domenica), 72 ore equamente distribuite tra teoria e pratica supervisionata. Due livelli integrati: le 10 sedute tipo condotte dal docente e vissute da ogni partecipante, e il lavoro individuale ad personam dove si sperimentano i ruoli di osservatore, operatore e soggetto.
Quanto costa e come si paga? €1.400 + IVA. Pagamento in unica soluzione, oppure in 2 o 4 rate senza interessi.
Posso poi collaborare con fisioterapisti che usano il modello AIFiMM? Sì. Il corso fornisce un linguaggio biomeccanico comune tra professionisti del movimento e professionisti sanitari formati con il modello AIFiMM. Questo favorisce la continuità tra ambito motorio e ambito clinico, nel rispetto delle competenze specifiche di ciascun professionista.
