The only Mezieres school to have been directly recognized by the Italian Ministry of Health, becoming ECM Provider n° 1701

FAD Metodo Mezieres: ambito sportivo/preventivo

Formazione a distanza AIFiMM

📌 All video lessons are in Italian

🧠 A new way to observe the body — and truly enhance performance.

🎯 Have you ever felt like the body isn’t responding the way it should?
You train an athlete, set up the exercises, correct the form… but something’s off.
The movement looks “right,” but balance doesn’t improve and precision doesn’t stick over time.

That’s normal. The body always adapts — but not always in a functional way.

👉 This course gives you a different perspective:
A biomechanical model that helps you see more clearly, plan more effectively, and act with greater precision.

🧠 Don’t expect “the usual posture work.”
The Mézières Method you’ll explore here is very different from what you might have heard about.
It’s not a passive technique, nor a set of exercises to mimic.
It’s a systemic and scientific approach based on muscular biomechanics, force vectors, and physical laws.
It teaches you to read the body as a system — where every adaptation has meaning, and every well-structured exercise can restore function and precision.

✅ If you train, correct, strengthen, or guide people in movement every day, this course can be the edge you’ve been looking for.

Il muscolo non è un elemento omogeneo.
È composto da due materiali con comportamento meccanico diverso: la componente contrattile (actina e miosina) e la componente connettivale (membrane, sarcolemma, tendini).

La componente contrattile si comporta come un materiale elastico: si accorcia durante la contrazione e torna alla lunghezza iniziale al rilasciamento. Le sue variazioni sono reversibili e si manifestano come modificazioni del tono muscolare.

La componente connettivale ha un comportamento diverso: è un materiale plastico, capace di mantenere deformazioni residue proporzionali alla forza applicata e al tempo di applicazione.

La figura illustra il meccanismo su un modello semplificato della fibra muscolare, dove i rettangoli rossi rappresentano le componenti connettivali in parallelo e le ellissi blu le componenti contrattili. Le linee nere verticali rappresentano le inserzioni muscolari.

In A la fibra è a riposo. In B, durante la contrazione, le inserzioni si avvicinano: le componenti contrattili si accorciano attivamente e comprimono le componenti connettivali disposte in parallelo. In C, al rilasciamento, le componenti contrattili tornano alla lunghezza iniziale, ma le componenti connettivali mantengono una deformazione residua compressiva.
S rappresenta l'accorciamento residuo del muscolo.

La sommatoria di queste deformazioni residue, contrazione dopo contrazione, determina la riduzione progressiva della lunghezza muscolare.

L'accorciamento muscolare è la conseguenza diretta dell'utilizzo del muscolo.

È regolato dalle stesse leggi fisiche che governano la deformazione di qualunque materiale con coefficiente di elasticità inferiore a quello ideale.

Il parametro "forza" da solo non è sufficiente a descrivere il funzionamento muscolare.

È necessario cioè distinguere Forza Lavoro e Forza Resistente.

La Forza Lavoro è la quota di forza che il muscolo rende disponibile per il movimento.

La Forza Resistente è la forza che il muscolo oppone alla trazione, all'allungamento ed è determinata dalle componenti connettivali.

L'accorciamento progressivo della componente connettivale determina l'aumento della Forza Resistente del muscolo.

Tale aumento comporta, nello stesso tempo, la diminuzione della capacità di Lavoro — forza per spostamento — e della Potenza — il Lavoro prodotto nell'unità di tempo.

Forza Resistente e Forza Lavoro sono inversamente proporzionali: l'aumento della prima determina la diminuzione della seconda.

Il muscolo svolge due funzioni fondamentali: sul piano statico mantiene il corretto allineamento delle articolazioni; sul piano dinamico produce il movimento.

L'accorciamento delle componenti connettivali ha effetti su entrambi i piani.

Sul piano statico, lo scheletro — privo di capacità di movimento autonomo — si adatta passivamente alle forze muscolari. Muscoli accorciati agiscono come corde corte che trazionano i capi ossei alterando le sequenze articolari e vertebrali.

Sul piano dinamico, parte della Forza Lavoro disponibile viene impiegata per vincere le resistenze interne del muscolo anziché per produrre movimento. È il meccanismo che determina l'affaticamento precoce e l'inefficienza del gesto.

Un muscolo con componenti connettivali accorciate mantiene intatta la capacità contrattile, ma deve impiegare parte della propria energia per vincere le resistenze interne prima di produrre movimento utile. Il muscolo non è debole: è meccanicamente inefficiente.

È come spingere un carrello con le ruote libere: tutta la forza disponibile produce Lavoro utile.

Ma se il carrello ha le ruote parzialmente frenate, parte della forza disponibile viene utilizzata per vincere il freno delle ruote.

A questo si aggiunge un fattore di natura neurale.

I centri corticali pianificano l'obiettivo motorio — il "cosa" fare — mentre i centri sottocorticali regolano l'esecuzione — il "come" farlo — attraverso una mappatura definita schema corporeo.

Il “cosa” è prioritario sul “come”: il sistema nervoso, pur di raggiungere l'obiettivo, attiva muscoli in co-contrazione non necessari all'azione e genera pattern sostitutivi che coinvolgono gruppi muscolari non anatomicamente deputati a quel gesto.

Il risultato è un ulteriore aumento della spesa energetica e della Forza Resistente complessiva.

L'accorciamento delle componenti connettivali e il conseguente aumento della Forza Resistente a scapito della Forza Lavoro è un meccanismo biologico che riguarda tutti gli esseri umani.

È però possibile fare delle distinzioni quantitative dell'accorciamento e delle sue conseguenze sulla statica e sulla dinamica.

I muscoli non sono distribuiti simmetricamente sulle articolazioni. Per ogni articolazione vi sono differenze per numero di muscoli e potenziale contrattile.

Ad esempio, nell'articolazione scapolo-omerale gli intra-rotatori sono in numero maggiore e con potenziale contrattile superiore rispetto agli extra-rotatori. Il corretto posizionamento dell'omero nella glenoide è dato dal bilanciamento delle forze muscolari agenti.

Possiamo immaginare il bilanciamento come un tiro alla fune tra due squadre dove la squadra A ha un numero maggiore di componenti rispetto alla squadra B e l'obiettivo sia quello di mantenere il fazzoletto al centro della corda.

Immaginiamo 3 scenari:

  1. La squadra A esercita la minima forza di trazione necessaria a tenere la corda tesa, la squadra B compensa senza difficoltà. Il fazzoletto rimane al centro — il corretto allineamento articolare — e in dinamica tutti i muscoli lavorano al massimo della loro potenzialità. La Forza Lavoro è dominante rispetto alla Forza Resistente.

  2. Le porzioni connettivali cominciano ad accorciarsi, cioè aumenta la Forza Resistente. La squadra A esercita una forza di trazione maggiore che deve essere compensata con l'aumento della forza di trazione della squadra B. Il fazzoletto rimane al centro ma in dinamica i muscoli devono vincere le resistenze interne perdendo parte della loro efficacia, cioè della Forza Lavoro. Il movimento diviene rigido.

  3. Le porzioni connettivali si accorciano in misura maggiore, la Forza Resistente domina sulla Forza Lavoro. La squadra A esercita una forza di trazione che la squadra B non riesce più a compensare. Il fazzoletto si sposta, l'articolazione inizia a disassiarsi. I muscoli della squadra B, essendo in sovraccarico, hanno una Forza Lavoro disponibile limitata: il movimento è possibile ma ancora più rigido. Se la forza di trazione della squadra A aumenta ulteriormente, compaiono le problematiche articolari.

Analogo meccanismo avviene per la colonna vertebrale sul piano sagittale, dove i muscoli che agiscono sul tratto cranio-cervicale, dorsale e lombo-sacrale sono asimmetrici per quantità e potenzialità.

In base alla quantità di accorciamento si possono distinguere 3 livelli:

   1. Accorciamenti minimi, il sistema muscolo-scheletrico è ben bilanciato e la Forza Lavoro domina sulla Forza Resistente. In questo caso gli esercizi di rinforzo muscolare stabilizzano le articolazioni e ne migliorano la dinamica.

   2. Accorciamenti di lieve entità, la componente di Forza Resistente e Forza Lavoro sono simili.
Il sistema muscolo-scheletrico inizia ad essere sbilanciato ma non compaiono ancora sintomi o patologie.
In questo caso gli esercizi di rinforzo ottengono l'effetto opposto: aumentano ancora la Forza Resistente.
Gli esercizi di rinforzo ai muscoli sottodominanti determinano co-contrazione e attivano meccanismi sostitutivi.
Il movimento diviene inefficiente con dispendio energetico.
È necessario agire sulle componenti connettivali per riequilibrare le forze agenti prima di passare al rinforzo.

Il lavoro su questo secondo scenario è il tema del corso destinato ai professionisti del movimento.

 

   3. Accorciamenti di maggiore quantità, la Forza Resistente domina sulla capacità di Lavoro. Compaiono sintomi, conflitti meccanici e patologie. È il territorio del professionista sanitario.

Obiettivo del corso è fornire gli strumenti interpretativi e applicativi per agire nelle situazioni in cui l'accorciamento muscolare determina inefficienza del gesto con comparsa di meccanismi sostitutivi e nelle situazioni in cui gli esercizi di rinforzo non raggiungono gli obiettivi.

Analoghe strategie possono essere utilizzate a scopo preventivo nelle persone che non presentano ancora tali problematiche.

Il fine è la prevenzione degli infortuni e il miglioramento della performance.

Il rapporto struttura-funzione

Quando il sistema muscolo-scheletrico è ben bilanciato e l'allineamento articolare e vertebrale è efficiente, agire sulla funzione attraverso il rinforzo muscolare ottiene il doppio risultato della stabilità articolare e del miglioramento della dinamica.

Quando vi sono accorciamenti viene interessata la struttura. L'azione sulla funzione attraverso il rinforzo accentua il problema.

Il corso lavora sul miglioramento della struttura attraverso il ribilanciamento dei muscoli agenti per riottenere la funzione in automatico.

Esempio: se si riottiene l'equilibrio tra intra-rotatori ed extra-rotatori della scapolo-omerale — la struttura — l'azione degli extra-rotatori torna efficiente. Lavoro sulla struttura per migliorare la funzione.

Mezzi utilizzati

Analisi vettoriale

Ogni muscolo ha una linea di forza proporzionale alla sua lunghezza anatomica. La linea di forza dei muscoli con andamento obliquo è scomponibile attraverso la scomposizione vettoriale.

L'analisi vettoriale permette di individuare le dominanze muscolari nelle coppie agonista-antagonista e prevedere la direzione degli squilibri a carico delle articolazioni e della colonna vertebrale sul piano sagittale.

Propriocezione

Attraverso la propriocezione si cerca di riottenere l'attivazione dei muscoli sottodominanti inibendo le co-contrazioni e le sostituzioni di compenso.

La propriocezione è un ottimo strumento quando gli accorciamenti sono di lieve entità, ma quando l'accorciamento supera una certa soglia, ottiene l'effetto contrario: innalza ulteriormente il tono e consolida i meccanismi alterati di movimento. In questo caso è necessario agire prima sui muscoli dominanti per diminuirne la Forza Resistente.

È come quando si è leggermente alterati: se veniamo invitati a calmarci è possibile farlo. Ma se siamo arrabbiati, l'invito alla calma produce l'effetto opposto.

Contrazioni isometriche in massimo allungamento

Questa è la tecnica principale utilizzata nel corso, derivata dalla modalità applicativa del Metodo Mézières.

Il muscolo viene posto in massimo allungamento fisiologico e si chiede una contrazione isometrica. Le componenti contrattili, esercitando trazione sulle componenti connettivali, ne determinano l'allungamento.

La figura illustra il meccanismo su un modello semplificato della fibra muscolare, dove i rettangoli rossi rappresentano le componenti connettivali in parallelo e le ellissi blu le componenti contrattili. Le linee nere verticali rappresentano le inserzioni muscolari.

In A la fibra è a riposo. In B, durante la contrazione isometrica le inserzioni non si avvicinano: le componenti contrattili si accorciano attivamente e stirano le componenti connettivali disposte in parallelo. In C, al rilasciamento, le componenti contrattili tornano alla lunghezza iniziale, ma le componenti connettivali mantengono una deformazione residua in allungamento.

Il risultato dell'allungamento complessivo delle componenti connettivali è la diminuzione della Forza Resistente a favore dell'incremento della Forza Lavoro, la maggiore efficienza delle porzioni contrattili ed il loro rinforzo.

Lavoro contemporaneo segmentario e sistemico

L'apparato muscolare si comporta come un sistema complesso. Allungamenti selettivi possono determinare accorciamenti muscolari di compenso in altro distretto corporeo.

La strategia di lavoro proposta nel corso è al contempo segmentaria e sistemica. Segmentaria per agire sul singolo muscolo o gruppo muscolare responsabile della disfunzione locale, ma all'interno di una logica sistemica per impedire reazioni in accorciamento in altri distretti.

The Mézières Method taught in this course is not a passive technique, nor a set of exercises to imitate.
It’s a systemic biomechanical model based on:

  • vector analysis of muscular forces

  • the body’s adaptive dynamics in motion

  • the physical principles that regulate joint balance

A scientific and practical approach that enables you to:

✔️ detect early dysfunctions that hinder performance
✔️ identify the shortened muscular vectors that disrupt balance
✔️ design progressive and coherent strategies for muscular reorganization

Throughout the course, you’ll see how these concepts apply in real practice:
Through case observations, real demonstrations, and detailed explanations, you’ll develop a new ability to observe and plan biomechanically.

Video 1 — Fondamenti teorici e biomeccanici

In questo video vedi il modello teorico completo. Il punto centrale per il tuo lavoro: ogni curva della colonna vertebrale sul piano sagittale è il risultato dell'equilibrio — o dello squilibrio — tra i muscoli che agiscono come gravità e quelli che agiscono come contro-gravità. Quando un gruppo domina sull'antagonista, la curva si accentua o si riduce e lo scheletro si adatta.

L'esame obiettivo in stazione eretta che il docente mostra ti insegna a leggere queste dominanze direttamente sul corpo: quello che vedi nelle curve sagittali del tuo atleta o cliente ti dice quali muscoli stanno dominando e dove lo squilibrio vettoriale sta alterando la struttura.

Video 2 — Sistemi complessi e catene muscolari

Questo video introduce i sistemi complessi e cambia il modo in cui leggi le asimmetrie. Il punto centrale: il corpo del tuo atleta o cliente non è storto per caso. Il sottocorticale distribuisce gli accorciamenti muscolari nell'intera struttura con una logica precisa — impedire che qualsiasi articolazione arrivi a conflitto. Finché ci riesce, il soggetto è asimmetrico ma asintomatico.

L'immagine di riferimento è il vaso: ogni accorciamento aggiunge acqua; finché non trabocca non c'è sintomo, ma l'efficienza del gesto si riduce progressivamente. Il tuo lavoro è togliere acqua dal vaso — ridurre gli accorciamenti prima che il vaso trabocchi e il quadro diventi clinico.

La dimostrazione pratica è il passaggio chiave: il docente corregge un singolo elemento e mostra come i compensi a monte e a valle peggiorino — e il peggioramento supera la correzione data. Questo è il motivo per cui correggere il gesto punto per punto non funziona: è la prima caratteristica dei sistemi complessi. Il modello lavora sull'insieme, non sul singolo segmento.

La sezione sulla respirazione mostra come anche il respiro risponda alla stessa logica: quando la respirazione fisiologica è compromessa dagli accorciamenti, il corpo adotta modalità sostitutive. Riconoscerle è uno degli strumenti di osservazione che userai da qui in avanti.

Video 3 — Esame obiettivo statico

Questo video insegna a osservare il corpo in modo sistematico. I parametri dell'esame obiettivo in stazione eretta — davanti, dietro, profilo — ti danno la mappa delle dominanze vettoriali che hai studiato nei video precedenti. Ogni asimmetria che vedi è un'informazione: ti dice dove lo squilibrio tra agonisti e antagonisti sta alterando la struttura, e di conseguenza dove il gesto del tuo atleta o cliente sta perdendo efficienza.

L'esame in posizione supina con palpazione delle deviazioni vertebrali laterali amplia la lettura. La palpazione è una competenza di osservazione — leggere con le mani ciò che l'occhio non vede — che arricchisce la tua capacità di valutazione. Sapere che una deviazione vertebrale laterale è presente ti permette di capire perché quel soggetto compensa in un certo modo durante il gesto, anche quando in piedi l'asimmetria non è evidente.

La dimostrazione pratica dell'esame ti dà il protocollo di osservazione completo: cosa guardi, in quale ordine, cosa cerchi. Da questo video in avanti hai gli strumenti per leggere il corpo prima di vederlo muoversi — e quello che leggi in statica ti anticipa quello che troverai in dinamica.

Video 4 — Obiettivi e mezzi

Questo video presenta gli strumenti operativi del modello. La contrazione isometrica in massimo allungamento è la tecnica centrale del corso: è il mezzo con cui si riduce la Forza Resistente nel muscolo accorciato, restituendogli la capacità di esprimere la forza che ha. Da questo video in avanti, ogni intervento che vedrai si basa su questo principio.

L'impostazione della fase espiratoria è il secondo strumento fondamentale. La respirazione diventa la base su cui vengono sovrapposti tutti gli esercizi — non come elemento accessorio ma come condizione operativa. Il motivo è meccanico: la fase espiratoria modifica la configurazione delle forze sul tronco, e gli esercizi eseguiti in quella condizione producono effetti diversi da quelli eseguiti in respirazione libera.

Nel video vedrai anche il massaggio riflesso del diaframma — una tecnica dolce, semplice e non invasiva. È un elemento di appoggio al lavoro respiratorio, utile ma non indispensabile.

Il passaggio più significativo per il tuo lavoro è la verifica dei risultati dopo l'impostazione della respirazione: il docente mostra come l'esame obiettivo cambi dopo il solo lavoro respiratorio, prima di qualsiasi intervento sulle catene muscolari. Questo ti dà la misura concreta di quanto la respirazione incida sulla struttura — e di conseguenza sul gesto.

Video 5 — Lavoro in posizione supina: piano sagittale

Questo video è il primo in cui il modello diventa pratica. Gli esercizi in posizione supina lavorano sulla colonna vertebrale nel piano sagittale, sulle scapole e sugli intrarotatori dell'omero — applicando le contrazioni isometriche in massimo allungamento con la base respiratoria impostata nel video precedente.

Per il tuo lavoro il passaggio chiave è il collegamento diretto tra ciò che hai osservato nell'esame obiettivo e ciò che fai: le dominanze sagittali che hai letto in stazione eretta diventano il criterio per decidere dove e come intervenire. Non stai seguendo una sequenza fissa — stai scegliendo gli esercizi in base a quello che hai letto su quel corpo specifico.

Il lavoro sulle scapole e sugli intrarotatori dell'omero è l'applicazione diretta del principio struttura→funzione: riequilibri il rapporto tra intrarotatori e extrarotatori e la mobilità scapolare migliora di conseguenza. Ricordi l'esempio del tennista con la scapola addotta? Qui vedi l'intervento che risolve quel problema.

La verifica dei risultati dopo il lavoro mostra i cambiamenti ottenuti — di nuovo, la prova visibile che l'intervento sulla struttura modifica la funzione.

Il video contiene anche una breve sezione teorica sul massaggio profondo. È una tecnica complementare — il nucleo del lavoro resta nelle contrazioni isometriche in allungamento, che sono lo strumento pienamente nel tuo ambito operativo.

Video 6 — Lavoro ad arti inferiori elevati: colonna e bacino

Questo video introduce una progressione: la posizione ad arti inferiori elevati aumenta la messa in tensione delle catene cinetiche, permettendo di proseguire il lavoro sulla colonna vertebrale coinvolgendo l'allungamento dei muscoli posteriori dell'arto inferiore.

Il passaggio più importante per il tuo lavoro è il concetto di angolo corretto. L'angolo di flessione dell'anca non è fisso — cambia da persona a persona. Il rischio non è andare oltre, è restare al di sotto: se l'angolo è insufficiente, la cervicale e il quadrato dei lombi compensano e la colonna subisce aggravamenti. Questo è il motivo per cui le "gambe al muro" — l'esercizio più diffuso e più banalizzato — sono potenzialmente dannose: l'angolo è quello sbagliato e i conflitti vertebrali sono una conseguenza diretta.

Trovare l'angolo giusto per quel soggetto specifico è ciò che determina se l'esercizio produce il risultato voluto o se danneggia la colonna. Il modello ti insegna a leggere i segnali che ti dicono qual è l'angolo corretto per la persona che hai davanti.

La verifica dei risultati al termine della sessione conferma il criterio: lavoro calibrato sulla persona, risultato verificabile.

Video 7 — Arti inferiori elevati: anca e ginocchio

Questo video porta il modello sull'arto inferiore: anca e ginocchio. La valutazione dei muscoli dominanti ti insegna a leggere le deviazioni del ginocchio — intra-extra rotazione, varo-valgo, posizione della rotula — come risultato degli squilibri vettoriali tra i muscoli che agiscono su queste articolazioni.

Per il tuo lavoro il collegamento è diretto: l'atleta che corre con le ginocchia in valgismo, il cliente il cui ginocchio ruota internamente durante lo squat — quello che vedi non è un difetto da correggere con un comando verbale. È la manifestazione visibile di una dominanza muscolare che impone quella traiettoria. Correggi la dominanza, la traiettoria cambia.

Gli esercizi specifici lavorano su ischiocrurali, polpacci, adduttori e tensore della fascia lata — sempre nella posizione ad arti inferiori elevati, con il criterio dell'angolo individuale appreso nel video precedente. Qui vedi applicato il principio struttura→funzione sull'arto inferiore: riequilibri i vettori muscolari che agiscono su anca e ginocchio, e le deviazioni si riducono come conseguenza.

Ricordi l'esempio dello squat — gli ischiocrurali che mandano il bacino in retroversione e il retto femorale che dovrebbe impedirlo? Qui lavori esattamente su quei muscoli. La verifica dei risultati mostra il cambiamento nelle traiettorie articolari dopo l'intervento.

Video 8 — Posizione seduta: rinforzo e piede

Questo video è il momento in cui la sequenza riequilibrio→rinforzo diventa concreta. Nei video precedenti il lavoro in posizione supina e ad arti inferiori elevati ha ridotto la Forza Resistente nei muscoli dominanti, liberando i retti addominali e il retto femorale dall'azione dei muscoli sostituenti — quegli stessi muscoli descritti nell'esempio dello squat e degli addominali. Il passaggio alla posizione seduta cambia l'obiettivo: non più liberazione ma rinforzo vero e proprio di questi due muscoli.

Per il tuo lavoro questo è il punto più rilevante dell'intero corso. Il rinforzo dei retti addominali e del retto femorale ottenuto in questa posizione — con la respirazione impostata e dopo il riequilibrio vettoriale dei video precedenti — è superiore a quello ottenibile con le macchine. La ragione è meccanica: la Forza Resistente è stata ridotta, le sostituzioni muscolari sono state eliminate, tutta la forza prodotta diventa Forza Lavoro. Il muscolo giusto fa il lavoro, al massimo della sua efficienza. È il principio del corso tradotto in risultato misurabile.

La seconda parte del video porta il modello sul piede. L'analisi dei vettori dominanti sulle articolazioni del piede — il bilanciamento tra supinatori e pronatori — ti insegna a leggere un piede piatto o cavo per quello che è realmente. La distinzione tra piede piatto vero e piede piatto apparente adattativo è fondamentale: il secondo è il risultato di squilibri vettoriali a monte e si modifica intervenendo sulla struttura. Ricordi l'esempio delle distorsioni ricorrenti legate alla dominanza supinatoria? Qui vedi come si valuta e come si interviene.

La verifica dei risultati chiude il video mostrando i cambiamenti ottenuti — sul tronco e sul piede.

Video 9 — Lavoro di gruppo e auto-posture

Questo video trasferisce il modello dal lavoro individuale al lavoro di gruppo e alle auto-posture. Gli obiettivi sono gli stessi — contrazioni isometriche in allungamento sugli stessi distretti dei video precedenti — ma gli strumenti cambiano per rendere il lavoro possibile in sicurezza senza la supervisione diretta dell'operatore.

Il focus è propriocettivo: prima che il soggetto possa eseguire una contrazione isometrica in massimo allungamento in autonomia, deve saper percepire dove si trova rispetto alla posizione corretta. Il percorso va dalla propriocezione all'allungamento isometrico — e le 10 sedute dimostrate nel video seguono questa progressione dal più semplice al più complesso.

Per il tuo lavoro questa è la parte più direttamente applicabile. Le 10 sedute sono progettate per essere utilizzate con i tuoi clienti e atleti — come sessioni di gruppo, come programmi di auto-lavoro, come complemento alla preparazione atletica. Ogni seduta ha finalità biomeccaniche precise e puoi adattarla al contesto in cui lavori: warm-up biomeccanico prima dell'allenamento, sessione di recupero, lavoro preventivo. Il criterio per scegliere quale seduta proporre e come modificarla è sempre lo stesso: quello che hai letto sul corpo del soggetto attraverso l'osservazione appresa nei video precedenti.

Qui si chiude il cerchio del corso: sai leggere il corpo, sai intervenire individualmente, e sai trasferire il modello al lavoro di gruppo mantenendo il criterio biomeccanico che rende ogni esercizio efficace e sicuro.

Mauro Lastrico and Laura Manni
Physiotherapists and educators with over 25 years of experience, both trained directly by Françoise Mézières.
They combine clinical rigor, practical expertise, and teaching effectiveness.

Il CPD (Continuing Professional Development) è il sistema con cui il Regno Unito e i principali contesti professionali europei e internazionali certificano la qualità della formazione continua.

Una commissione indipendente di professionisti ha analizzato i contenuti del corso:

  • struttura didattica
  • basi scientifiche
  • rilevanza teorica e pratica
  • CV docenti

Il corso è stato certificato con 25 CPD internazionali con la seguente valutazione:

"Un corso professionale online che integra i principi del Metodo Mézières con la biomeccanica vettoriale per l’ottimizzazione del movimento umano.

Progettato per professionisti dell’esercizio fisico, allenatori e laureati in Scienze Motorie, il programma fornisce un framework strutturato per analizzare i vettori di forza muscolare, identificare le strategie compensatorie e applicare il lavoro isometrico al fine di migliorare l’efficienza del movimento, la coordinazione e la distribuzione dei carichi.

Attraverso sessioni video guidate, dimostrazioni pratiche e moduli di apprendimento strutturati, i partecipanti sviluppano competenze nella conduzione di sessioni di gruppo e individuale.

Il corso segue un modello progressivo basato su dieci sedute di riferimento e lavoro individuale, supportando il miglioramento della performance e la prevenzione degli infortuni all’interno di un approccio biomeccanico sistemico."


AIFIMM – Provider CPD n. 21418

La certificazione CPD è riconosciuta a chinesiologi, laureati in Scienze Motorie, preparatori atletici, personal trainer, istruttori di fitness, istruttori di Pilates e Yoga, professionisti del wellness e functional training.

Un CV con certificazione CPD internazionale documenta una formazione sottoposta a controllo scientifico indipendente.

  • 21,5 ore di videolezioni HD (9 video) con dimostrazioni pratiche
  • Materiali PDF scaricabili
  • Chat diretta con Mauro Lastrico e Laura Manni
  • Accesso ai contenuti per 12 mesi
  • Iscrizione facoltativa gratuita al registro dei professionisti formati AIFiMM
  • 25 CPD internazionali
  • Attestato AIFIMM ed attestato CPD internazionale

Gli attestati verranno rilasciati al superamento del test finale composto da questionario a risposta multipla.

Pagamento tramite bonifico bancario o carta di credito in un'unica soluzione o in 2 rate a cadenza mensile.

A chi è rivolto questo corso? A laureati in Scienze Motorie, chinesiologi, diplomati ISEF, preparatori atletici, personal trainer, istruttori di Pilates e professionisti del movimento. Il corso è aperto anche a studenti dal terzo anno di Scienze Motorie.

Cosa significa "dalla funzione alla struttura"? L'approccio più diffuso lavora sulla funzione per migliorare la funzione: il gesto è inefficiente, si ripete il gesto, si corregge l'esecuzione, si rinforzano i muscoli che lo producono. Funziona quando il problema è funzionale. Quando il problema è strutturale — un muscolo accorciato che impone una sostituzione muscolare — la ripetizione consolida il compenso. Questo corso insegna a intervenire sulla struttura: riequilibrare il rapporto tra i muscoli agonisti e antagonisti perché la funzione migliori come conseguenza.

Cosa sono le sostituzioni muscolari? Quando un muscolo è accorciato, una parte della forza che produce viene assorbita internamente (Forza Resistente) e la quota disponibile per il movimento (Forza Lavoro) si riduce. Se la Forza Lavoro scende sotto la soglia necessaria al gesto, un altro muscolo interviene al suo posto. Il gesto resta possibile ma il costo meccanico cambia: lo squat è corretto nella forma, ma se il fissaggio del bacino avviene per l'azione di iliaco, gran dorsali e paravertebrali anziché del retto femorale, la colonna lombare paga il conto. Il corso insegna a riconoscere queste sostituzioni e a intervenire sulla causa.

Che relazione c'è tra questo corso e il Metodo Mézières? Il modello biomeccanico nasce dall'esperienza clinica del Metodo Mézières, formalizzata da AIFiMM attraverso la fisica applicata al sistema muscolo-scheletrico. Il corso applica i principi di questo modello — analisi vettoriale, meccanica Forza Resistente / Forza Lavoro, lettura sistemica delle catene cinetiche — all'ambito motorio e preventivo, nel perimetro operativo del professionista del movimento.

Perché il linguaggio dei video è clinico? Perché il modello nasce in ambito clinico ed è lo stesso che AIFiMM insegna ai fisioterapisti. La meccanica del muscolo è la stessa — quello che cambia è l'entità dell'accorciamento: piccola entità significa perdita di efficienza del gesto, entità maggiore significa patologia. Accedere allo stesso impianto teorico è ciò che rende questo corso diverso da una versione semplificata. Il corso è accompagnato da un documento applicativo che fornisce la chiave di lettura per il professionista del movimento, collegando ogni video al tuo contesto operativo.

Cosa imparo concretamente? A osservare un corpo in statica e in dinamica leggendo la distribuzione delle forze muscolari. A riconoscere le sostituzioni muscolari: quale muscolo dovrebbe lavorare, quale sta lavorando al suo posto, quale conseguenza meccanica produce la sostituzione. A decidere quando riequilibrare prima di rinforzare e perché la sequenza conta. Ad applicare le contrazioni isometriche in allungamento per ridurre la Forza Resistente nei muscoli accorciati. A condurre sessioni individuali e di gruppo con criterio biomeccanico. Il corso include 10 sedute tipo commentate, trasferibili direttamente alla pratica.

Serve una preparazione in fisica o biomeccanica? No. I principi vengono introdotti progressivamente a partire dall'osservazione del movimento, senza presupporre conoscenze pregresse di fisica o analisi vettoriale. Le modalità esecutive degli esercizi si comprendono subito. La parte impegnativa — e la più preziosa — è imparare a leggere il corpo in modo diverso.

Il corso rilascia crediti formativi? 25 crediti CPD internazionali (CPD Certification Service UK, Provider n. 21418). La certificazione è stata ottenuta dopo valutazione indipendente dei contenuti da parte di una commissione tecnico-scientifica esterna. Le certificazioni CONI e MIUR riconoscono percorsi formativi e istituzioni. La certificazione CPD fa qualcosa di diverso: una commissione scientifica indipendente ha valutato nel dettaglio i contenuti di questo corso specifico — struttura didattica, coerenza del modello, solidità scientifica — e li ha approvati secondo standard internazionali.

Qual è la differenza tra questo corso e un corso di biomeccanica universitario? Il corso universitario fornisce le basi teoriche generali della biomeccanica. Questo corso lavora sulle forze interne al muscolo: il rapporto tra Forza Resistente e Forza Lavoro della fibra muscolare, le sostituzioni muscolari che alterano il gesto, il criterio per decidere la sequenza tra riequilibrio e rinforzo. Sono livelli di analisi diversi e complementari.

Qual è la differenza tra questo corso e un corso di analisi del movimento con video-analisi? La video-analisi descrive come il corpo si muove — angoli, traiettorie, parametri cinematici. Questo corso spiega perché il corpo si muove così: quale configurazione di forze interne produce quel gesto, quale muscolo sta impedendo all'angolo di essere quello giusto, e come intervenire sulla causa strutturale. Sono approcci complementari che lavorano su livelli diversi.

Come funziona il formato online? 9 video on demand per 21,5 ore complessive, con documento applicativo allegato al corso. L'accesso ai contenuti dura 12 mesi. Il formato consente di rivedere ogni sequenza e studiare secondo i propri tempi.

Quanto costa? €350 + IVA. Pagamento in unica soluzione o 2 rate senza interessi.

Posso collaborare con fisioterapisti che usano il modello AIFiMM? Sì. Il corso fornisce un linguaggio biomeccanico comune tra professionisti del movimento e professionisti sanitari formati con il modello AIFiMM. Questo favorisce la continuità tra ambito motorio e ambito clinico, nel rispetto delle competenze specifiche di ciascun professionista.

Il corso è disponibile anche in presenza? Sì, in formato residenziale: 72 ore distribuite su 9 giornate.

AIFiMM Advanced Neuro-Myofascial Biomechanics and Mezieres Training
PROVIDER ECM N 1701 – PROVIDER CPD N 21418

Via San Vincenzo 95/7, 16121 Genova
P. IVA / CF 01412130997 - IBAN: IT95E0503401406000000001738
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